Il Gibalanos: creatura dagli alti valori che non perde mai di vista la responsabilità di chi fa innovazione

Un collo lungo lungo, per guardare lontano e osservare con attenzione i comportamenti corretti da adottare: il Gibalanos, un po’ giraffa, un po’ albero, è una creatura dagli alti valori etico-morali. La sua altezza gli permette di non perdere di vista il futuro e di tenere lo sguardo fisso sulla responsabilità che attiene a chi, come SMI, si occupa di  tecnologia.

Il quarto animale fantastico del nostro YOUniverse simboleggia l’etica, i doveri morali che, in quanto esploratori del cambiamento, abbiamo nei confronti della società e delle persone, dei loro bisogni e diritti. Dato l’ambito in cui operiamo, in SMI parliamo sempre di tecnologia. Più di tutti conosciamo le meraviglie a cui può portarci ma non smettiamo mai di interrogarci sui possibili rischi ed effetti negativi che può produrre. Per dirla con il linguaggio del cinema, qual è “il lato oscuro della forza”?

Come operatori del settore, in SMI sentiamo la grandissima responsabilità di rendere la tecnologia fruibile a tutti: perché apporti effettivi miglioramenti alla condizione umana e non rimanga una mera manipolazione volta all’esagerazione, allo scopo del “fare di più e più velocemente”.

Lo sa bene il Gibalanos, ma lo sappiamo bene anche noi e l’umanità intera: uno stravolgimento della forza non è mai la giusta direzione. Ce lo insegna la storia. Basta pensare al gruppo di ricercatori universitari che quasi un secolo fa cercarono, e riuscirono, a generare energia dal nucleo di un atomo. Chi, all’epoca, poteva immaginare che 20 anni dopo la loro scoperta avrebbe consegnato all’umanità una delle armi di distruzione di massa più potenti mai sperimentate?

La tecnologia può molto: ma siamo certi di saperne prevedere e contenere gli inevitabili side-effect? Noi di SMI abbiamo già immaginato gli effetti collaterali di questa potenza, grazie alla narrazione cinematografica del cortometraggio Néo Kosmo, diretto da Adelmo Togliani, che abbiamo supportato nel 2020, in cui Giorgia Surina veste i panni di una tata androide in una società virtuale priva di ogni reciprocità umana. Proprio il tipo di mondo che il Gibalanos e SMI vogliono evitare di costruire.  

#smipeople_Paola Bonaffino

Sono arrivata in SMI ed esattamente 4 giorni dopo eravamo già in smart working. Ebbene sì, perché la mia esperienza qui è cominciata proprio due anni fa, poco prima dell’inizio della pandemia di Covid-19.

Poteva essere un momento critico: dovevo confrontarmi con un ambiente nuovo e nuovi colleghi e invece l’azienda è stata in grado di trovare subito un equilibrio. In generale, come organizzazione del lavoro, ma anche per la mia condizione di mamma. D’altronde, occupandoci di soluzioni informatiche, sapere come reagire velocemente a situazioni difficili è il nostro pane quotidiano.

In SMI sono Account Manager. È la mia prima posizione puramente commerciale, prima di questo lavoro mi occupavo di assicurazioni. Il debutto in questo settore è coinciso con un altro grande cambiamento nella mia vita: il trasferimento della mia famiglia a Roma.

Sette anni fa mio marito ha avuto un’opportunità lavorativa nella Capitale e abbiamo deciso di coglierla e partire. Una volta arrivata qui mi si è aperto un altro mondo, mi sono ritrovata un po’ disorientata e, anche con il suo incoraggiamento, ho deciso di rimettermi a studiare. Da tempo volevo completare gli studi, rimettermi in gioco, così mi sono iscritta ad un corso di laurea in Comunicazione e Marketing.

Ho scelto questo indirizzo perché la comunicazione è il punto di incontro tra ciò che è stata la mia professione per tanti anni, il front office, e la mia passione. Mi piacciono molto la linguistica, la semiotica, la letteratura. Ho una natura molto umanistica e infatti sto cercando di specializzarmi nuovamente in Filologia moderna. È una caratteristica che in molti non si aspettano da un Account Manager, e invece…

Se ci si pensa bene, in realtà, anche nel settore commerciale c’è tantissima comunicazione. Gli aspetti del mio lavoro che mi piacciono tantissimo sono gli stimoli continui, il fatto che il raggiungimento di un obiettivo sia il punto di partenza per il prossimo traguardo.

In un solo anno in SMI, soprattutto grazie al supporto dei miei responsabili, sono cresciuta tantissimo e il mio ruolo si è piano piano trasformato. D’altronde se c’è una cosa che SMI sa fare è ascoltare le attitudini dei propri dipendenti e dare loro spazio. Così, già pochi mesi dopo la mia assunzione, sono stata inserita nell’Ufficio Gare con un’attività che gestisco in piena autonomia e che riguarda il mercato elettronico degli appalti con la pubblica amministrazione.

La cosa che più mi piace del mio ruolo è che è un mix di competitività, lavoro di squadra e organizzazione certosina. Il mio ufficio ha grandi responsabilità, ma per fortuna io ed Elisa, la collega con cui mi confronto, ci completiamo. Lei si occupa della parte amministrativa, io di quella economica, la parte di contatto e di offerta.

Ritrovo molto di me nella dinamicità dell’Ufficio Gare. Io adoro viaggiare, fare le valigie, anche per una semplice gita fuori porta. Mi piace visitare posti che non ho mai visitato, sono molto curiosa e una grande esploratrice. Questa mia passione mi ha aiutato ad allargare i miei orizzonti, soprattutto perché ho iniziato a notare i piccoli dettagli, la bellezza delle cose.

Anche nel mio lavoro mi concentro sulle piccole cose, devo fermarmi ad ascoltare e riflettere, proprio come durante una delle mie avventure. La mia prossima meta in SMI? Lavorare a supporto di altri settori aziendali con nuovi e vecchi compagni di viaggio. Al momento non posso svelare altro, ma sarà una avventura, come quelle che piacciono a me.

PAOLA BONAFFINO

SMI ti presenta IRION. La soluzione per il Data Management

Il Data Management è la lettura e l’interpretazione dei dati finalizzati alle esigenze dell’azienda: un servizio essenziale per essere competitivi sul mercato. Ma non è facile gestire e interpretare correttamente i dati: noi di SMI lo sappiamo bene, per questo abbiamo scelto Irion EDM.

SMI arricchirà la sua offerta grazie all’approccio innovativo della piattaforma Irion EDM al Data Management, che permette di governare le complessità delle fonti per l’Information Technology e far emergere il valore di business dei dati aziendali. 

Grazie a questa intesa, SMI fornirà ai propri clienti un approccio moderno a tutte le esigenze di gestione, riconciliazione e valorizzazione dei dati presenti in azienda tra diversi applicativi, ERP e sistemi gestionali.

L’integrazione dei prodotti Irion nella propria Younified Platform consente un più efficiente adeguamento delle funzionalità alle esigenze di business del cliente in termini di tempi e costi aumentando di molto il valore implicito e percepito della Younified Platform stessa.

Siglano la partnership il CEO di Irion Alberto Scavino e Cesare Pizzuto CEO di SMI Technologies and Consulting.

Alberto Scavino “Siamo lieti che SMI Technologies and Consulting abbia scelto di investire nella nostra tecnologia di Enterprise Data Management per aiutare le aziende a valorizzare il proprio patrimonio informativo”. “Passione e curiosità sono tra i nostri valori condivisi, assieme alla volontà di supportare con tecnologie innovative settori come la Pubblica Amministrazione e in parte il mercato PMI, nonché creare un ecosistema per la crescita sostenibile: cerchiamo partner di lungo periodo, che vogliano investire in competenze e metterle a frutto sul mercato”.

Cesare Pizzuto – “La qualità dei dati è una caratteristica essenziale che determina l’affidabilità di ogni processo. Il dato è la fonte energetica del futuro, la materia prima su cui si baseranno le economie, essere in grado di gestirla, analizzarla e renderla fruibile in modo sicuro e qualitativo e la sfida vera che si pone nel prossimo immediato futuro.
La scelta di Irion come partner è, per noi, garanza di sviluppo, grazie alla loro expertise, alle loro capacità ed alla conoscenza del dominio. Crescere insieme a Irion è un privilegio.”

Il Farfafante guida il Reparto Risorse Umane nella missione felicità

La primavera è in arrivo nello YOUniverse: qui è la stagione del Farfafante, l’animale fantastico che abita nell’ufficio Risorse Umane. Il Farfafante rappresenta, da un lato, la stabilità e la forza della gestione del personale, dall’altro la leggerezza della farfalla che richiama gli aspetti umani, di relazione, che stanno alla base non solo della specifica funzione ma di SMI stessa.

Le attività che il Team dell’Ufficio Risorse Umane svolge quotidianamente sono diverse, ponendosi in dialogo continuo sia all’interno che fuori dell’azienda. Dare il benvenuto ai nuovi arrivati è il primo di questi compiti, aprendo le porte di SMI a nuovi talenti in grado di apportare valore aggiunto alla squadra, fondamentale è poi l’ascolto, capire le esigenze dei vari reparti, con una particolare attenzione al mantenimento di un clima aziendale sereno e piacevole. É fondamentale altresì l’impegno ad offrire una formazione di qualità, analizzando al meglio il potenziale e le competenze di ognuno.

Gli obiettivi del Reparto per il 2022 traducono in concreto l’impegno preso in tutti questi ambiti: si parla di colloqui di valutazione one to one, di review trimestrale per valutare obiettivi personali, di attività di coaching e formazione a vari livelli. Il lavoro dell’Ufficio Risorse Umane sarà  anche rivolto al miglioramento dei processi e della comunicazione interna ed alla sensibilizzazione dell’importanza delle certificazioni di Qualità aziendali, soprattutto quelle più strettamente legate alla tutela del personale come la SA8000:2014.

Ma il 2022 sarà anche un anno pieno di sfide, prima fra tutte l’integrazione fra la crescente flessibilità dello smart working con la tradizionale operatività dell’organizzazione in sede. Così come l’implementazione del sistema di welfare, introdotto proprio quest’anno, e la realizzazione di modelli per indagini di clima e di efficienza.

Infine, il 2022 potrebbe essere l’anno in cui l’ufficio Risorse Umane cambierà nome: ci piacerebbe chiamarlo “Persone”, oppure “Persone e Felicità”. Perché in fin dei conti la nostra missione è proprio questa: essere parte attiva nella felicità delle persone che lavorano con noi.

#namuh_2022

Il nostro YOUniverse si popola di animali fantastici.

Non siamo più soli a vivere questo mondo, ma siamo in compagnia di esseri che rappresentano al meglio la nostra voglia di abitarlo insieme. E in questo percorso lungo un anno, ve li presenteremo uno a uno: i loro vizi, le loro virtù e le peculiarità che rappresentano la loro genesi.

In questo viaggio a metà strada fra il sogno e la realtà, conoscerete gli usi, i costumi e gli abitanti del nostro YOUuniverse.

Allacciate le cinture. E godetevi il paesaggio.

#smipeople_Stefania Guarise

Dopo la nascita del mio terzo figlio ho capito di volere un lavoro che mi permettesse di gestire al meglio la mia famiglia e che mi desse nuovi stimoli. Così, dopo anni nello studio di un commercialista, mi sono licenziata per cercare un’azienda che rispecchiasse il mio punto di vista.

Dopo pochi mesi ho visto l’annuncio di lavoro pubblicato da SMI – lo ricordo come se fosse ieri! -; sembrava scritto apposta per me. Nei primi mesi del 2021 SMI cercava un’impiegata amministrativa che, oltre a conoscere la contabilità, fosse anche fiscalista. Gli aspetti fiscali sono pane quotidiano per me, grazie alla lunga esperienza allo studio. La ciliegina sulla torta? Tra i requisiti c’era anche la conoscenza del programma di contabilità e gestione che avevo usato tutti i giorni fino ad allora. Mandare la candidatura è stato il gesto più naturale del mondo.

Il mio job title è Assistente CFO, quindi affianco la CFO, Stella Pizzuto, in ciò che riguarda l’amministrazione e gli aspetti finanziari dell’azienda.

In SMI ho trovato tutti gli stimoli che cercavo. Una giornata non assomiglia mai all’altra: in base al periodo posso dover presentare delle pratiche all’agenzia delle entrate, gestire i pagamenti con i fornitori, controllare i registri se è il momento della liquidazione, preparare i documenti che devono essere inviati al commercialista. Mi occupo della rilevazione contabile delle paghe, ma posso anche dare un supporto con le fatture di acquisto.

Le mie mansioni richiedono organizzazione e precisione. D’altronde, i numeri bisogna farli quadrare. Personalmente trovo i numeri molto confortanti: le cifre non mentono, o va o non va. È un aspetto del mio lavoro che mi tranquillizza e che, paradossalmente, bilancia il mio essere sbadata in famiglia. I miei colleghi fanno fatica a crederci, ma uno dei miei figli mi chiama “Dory”, come la pesciolina smemorata di “Alla ricerca di Nemo”. Il mio lavoro mi aiuta a mantenere un equilibrio tra queste due sfere, tra la Stefania professionale e quella a casa.

Adoro il fatto che il mio lavoro non sia mai ripetitivo, mi tiene attiva. Per una persona a cui piace sentirsi utile come me, è il massimo: se qualcuno è in difficoltà, io ci sono. Sia in famiglia che al lavoro. Tanto che, ormai, mi definisco una specie di piccolo CAF: ho aiutato alcuni amici con l’ISEE, altri con il 730… per questo, se avessi l’opportunità di scegliere un’altra posizione all’interno di SMI, vista anche la mia esperienza in studio commercialista, mi piacerebbe diventare una specie di consulente CAF. Non so se esista già, magari potrei proporlo a Stella!

L’aspetto che mi piace di più di SMI è il costante movimento: si sta trasformando e continua a crescere. Un po’ come me. Sono sempre molto curiosa, mi piace sentirmi informata e odio rimanere ferma. Di SMI adoro anche il fatto che mette davvero al centro le persone: il work from home è prassi e la flessibilità è reale. Per me, che sono mamma di tre bambini, questo è fondamentale per poter trovare un buon equilibrio fra il lavoro e la vita privata. Una maggiore serenità che poi trasmetto naturalmente anche in ufficio.

Se penso al 2022 penso a un anno pieno zeppo di sfide. L’azienda sta per diventare una multinazionale ed è molto elettrizzante. Una nuova sede, nuove gare d’appalto a cui partecipare e nuove casistiche a livello contabile: diciamo che per l’Ufficio Amministrativo saranno 12 mesi molto impegnativi, ma io sicuramente non vedo l’ora di affrontarli.

STEFANIA GUARISE

DLGS 231-2001

LEGGI IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX. D. LGS 231-2001

Le comunicazioni/segnalazioni verso l’OdV dovranno essere inviate al seguente indirizzo email: odv@smi-cons.it oppure tramite il portale Whistleblowing https://whistleblowing.smi-cons.it

Si rammenta, infine, che, ai sensi delle previsioni di cui al D.Lgs. 231/01 e della Legge 179/17, i segnalanti sono garantiti contro qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione e, in ogni caso, viene assicurata la riservatezza dell’identità e del contenuto della segnalazione.

Have YOUnique Xmas 2021

Quando un’azienda ottiene dei risultati davvero importanti, è giusto celebrarli con tutte le persone che li hanno resi possibili.
Nella prestigiosa cornice del Palazzo delle Esposizioni i responsabili dei differenti Reparti di SMI si sono incontrati per raccontare un anno di lavoro coronato da numeri in trend di crescita.
Non sono mancati gli obiettivi e le anticipazioni per il 2022: dall’internazionalizzazione al progetto dell’Academy per formare gli Smiers di domani, sempre con particolare attenzione per la sostenibilità, l’inclusività e la responsabilità sociale.
Una serie di traguardi ottenuti grazie alla passione e allo spirito di squadra di tutti gli Smiers, che rendono SMI un luogo davvero “YOUnique”.

#smipeople_Andrea Varavallo

Nel mio lavoro quotidiano in SMI sono un IT Specialist, per questo le persone pensano che io legga solo documenti tecnici, invece la mia passione è la letteratura, in particolare gli scrittori russi e quelli francesi.

Da quando ho letto “Guerra e pace” al liceo non ho più smesso, e periodicamente mi piace rileggere “Oblomov”, la storia di un uomo davvero particolare, che non porta mai a termine nessuna azione perché ogni cosa gli sembra insormontabile.

È un libro che mi ha aiutato tantissimo a capire i miei limiti, e che ha una grande carica rivoluzionaria, perché ti fa riflettere su quello che sei e sul senso di ciò che fai.

Il modo in cui sulle pagine ogni azione viene analizzata e scomposta in tante azioni più piccole mi fa pensare al mio lavoro: anche a me piace “spacchettare” le cose e ridurle in unità più piccole, dissezionarle e addentrarmi nei particolari.

Proprio questa attitudine all’approfondimento e all’attenzione per il dettaglio, che fa parte anche del mio lavoro quotidiano, mi ha portato a viaggiare e a scoprire posti nuovi, perché mi piace andare alla ricerca dei luoghi descritti dagli autori, come ho fatto a Praga, ma anche nel viaggio che forse mi ha lasciato di più, nella Parigi descritta da Zola.

Di questo autore mi ha colpito in particolare “Teresa Raquin”, la storia di un’orfana adottata da una zia che la vuole far sposare a forza con il cugino. È il romanzo che mi ha più formato: d’altronde quello che leggi tra i 10 e i 20 anni è speciale a prescindere, lo “processi” con un coinvolgimento che poi è difficile ritrovare.

Trovo che essere un lettore aiuti molto anche nel lavoro a rapportarsi meglio con le persone. Venendo a conoscenza di così tanti personaggi e trame diverse ti abitui ad avere a che fare con le personalità e le storie più disparate!

Il mio lavoro è a stretto contatto con le macchine più che con il pubblico, ma devo dire che quando vado in trasferta nelle sedi dei miei clienti mi piace molto conoscere nuove persone, che si aggiungono a quelle che negli anni ho conosciuto nei libri.

ANDREA VARAVALLO

#justsmi 6

Anche quest’anno SMI ha lanciato la sua sfida ai fornelli, con un abbinamento insolito che ha fatto mettere a tutti le mani in pasta: Pizza & Bolle. 

La pizza, simbolo ideale della cucina italiana, unita alle nostre frizzanti bollicine: un connubio che ha scatenato la fantasia di tutti i partecipanti. 

Luciana Squadrilli, autrice del volume Pizza & Bolle che ha ispirato l’evento, era con noi e ha autografato le copie del libro in premio alle pizze migliori.

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“Insieme” è la parola-guida di SMI per Dicembre

È strano, ma se penso alla parola “insieme”, il primo ricordo che mi viene in mente è sia personale che lavorativo. Parlo del colloquio che ho sostenuto per entrare in SMI.

Farò una confessione: essendo il mio primo lavoro “serio” ero molto agitata e ho chiesto ad una persona a me molto cara di accompagnarmi fino alla sede. È venuta sia al primo che al secondo colloquio, forse mi ha anche portato un po’ di fortuna!

È stato un episodio significativo per me, perché alla fine stavo facendo una grande cosa da sola, ma in realtà ero insieme a qualcuno. Il mio primo sguardo a SMI è stato in qualche modo condiviso. Non tanto i momenti pre-colloquio, ma quelli seguenti: l’aspetto più bello è stato avere una persona con cui condividere come fossero andati quei due incontri, le impressioni, le speranze…

Con il senno di poi mi rendo conto che ho cominciato il mio percorso in SMI insieme a qualcuno, ma che l’ho anche poi continuato! Soprattutto per il mio team, “insieme” è una parola che ci rispecchia molto. D’altronde, lavorare su un progetto nuovo, essere tutti sullo stesso piano ed impegnarsi per un obiettivo comune è di vitale importanza. 

Il programma di cui mi occupo è iniziato a fine agosto 2021, avevamo delle basi da cui partire, certo, ma piano piano ci siamo tutti tirati su le maniche nello stesso momento e abbiamo cominciato a costruire. Avere l’opportunità lavorare in presenza ha fatto la differenza, farlo da casa non sarebbe stato lo stesso.

Da noi in SMI lo spirito di squadra è molto sentito, anche gli altri team dell’azienda sono tutti molto affiatati. D’altronde anche i manager ci invitano continuamente a fare “gruppo”. Lavorare fianco a fianco, andare tutti verso la stessa direzione, questo significa lavorare in SMI. Ed è per questo che da quando lavoro qui la parola “insieme” ha cominciato ad avere per me un significato diverso.

Beatrice Lepri

SMI Technology Partner di Social Football Summit e Esports Summit


Il nostro mese di novembre è stato all’insegna delle collaborazioni. Un mese impegnato, sì, ma per lo stesso motivo, anche estremamente movimentato ed eccezionale: l’Esports Summit prima, e il Social Football Summit poi, siamo stati Technology Partner di due degli eventi più stimolanti delle ultime settimane nella Capitale. 

Il 15 e il 16 novembre, allo Stadio Olimpico di Roma, abbiamo partecipato al #SFS21, l’unico evento dedicato alla formazione e al networking sul Digital Marketing nella football industry.

Al #SFS21 abbiamo: partecipato a panel su brand strategy e positioning cogliendo spunti interessanti dalle strategie digital di colossi come Facebook, Google, Tik Tok, abbiamo incontrato tanti amici e partner esplorando l’Olimpico e siamo stati ospiti della prestigiosa serata per il Football Summit Award al Chiostro del Bramante. 

Essere partner del Summit ci ha dato la chance di cogliere opportunità interessantissime, confermando il connubio vincente tra Tecnologia e Football industry.

Il 17 e il 18 novembre siamo tornati nuovamente all’Olimpico, questa volta per l’Esports Summit 2021. 

Realizzata dai nostri Mkers, la manifestazione ha visto decine di dibattiti su argomenti legati ai più innovativi metodi di gioco, organizzazione dei team, inclusione e competitività. Tra i panel organizzati anche “Esports and sustainability, the new meeting point: gaming house and esports bar”, durante il quale si è parlato della Gaming House di Mkers e Mercedes-Benz Italia che abbiamo contribuito ad implementare lato infrastruttura tecnologica.

All’#ES21 abbiamo scoperto le ultimissime novità sulle piattaforme gaming immersive, sulle tecniche più efficaci per informare e creare una conversazione su un determinato tema  sui canali social e su come avvicinare nuove audience ai Brand grazie agli esports.

Sostenere due eventi incentrati su digital marketing e tecnologia è stata per noi una scelta naturale. Essere Partner di due manifestazioni che per di più che per di più credono fortemente nel potenziale degli sport elettronici e nell’importanza del senso di squadra, un passo imprescindibile.

#smipeople_Diego Capobianco

Da bravo membro della generazione Bim Bum Bam sono un grande appassionato di anime e manga giapponesi. Mi piacciono soprattutto i classici, il mio preferito è “Capitan Harlock”.

Dei fumetti nipponici amo le storie che raccontano, perché non sono quasi mai superficiali e mi trasmettono sempre dei valori. Mi interessa anche il modo in cui sono disegnati, le tecniche che ci sono dietro, gli strumenti che vengono usati.

Una volta i fumetti venivano creati con i pennelli, il tratto che ne usciva era estremamente personale. Poi si è passati al pennino e la storia è cambiata. Il pennino ha una punta e quella rimane. Il pennello invece ti dà la possibilità di modulare: più spesso, meno spesso, inclinato… è un po’ una metafora di vita se ci pensiamo. C’è chi ha una personalità più modulabile e chi invece è più rigido.

Io mi definisco pennello. Nella vita ho dovuto adattarmi a tante situazioni differenti, quando sono andato all’estero prima e quando sono tornato in Italia poi.

Durante l’università mi sono trasferito in Spagna. La decisione in realtà è stata presa alla leggera, doveva essere un anno sabbatico ma poi sono diventati dieci. Studiavo Scienze Forestali ma sentivo che mi avrebbe fatto bene un cambiamento e così sono andato a trovare una mia coinquilina in Erasmus a Barcellona… e niente, è successo che ho trovato lavoro a Madrid e ho deciso di restare.

Anche il lavoro doveva essere qualcosa di temporaneo, non credevo sarei rimasto per molto nell’assistenza clienti. E invece più andavo avanti e più mi piaceva. Ormai sono 15 anni che sono in questo settore… incredibile che da qualcosa di potenzialmente passeggero sia poi nata la mia professione di Helpdesk Supervisor da SMI.

Una scelta di pancia mi ha permesso di venire a contatto con le culture più diverse, con persone e lingue da tutto il mondo. Se ci penso, mi ha fatto anche scoprire la persona intraprendente che sono. Sono in continuo movimento, cerco costantemente di realizzarmi. Ho bisogno di sentirmi padrone delle mie scelte e della mia vita, di essere in qualche modo libero. Non parlo di anarchia ma semplicemente della sensazione di sapere di potermi sempre migliorare.

Sarà per questo che mi piace così tanto Capitan Harlock. Rivedo me, ma anche tanto di SMI nella figura del pirata spaziale. Harlock è un ribelle che ha scelto di viaggiare per l’universo alla ricerca della libertà. Non è il solo però, e sull’Arcadia, il vascello spaziale che si sposta di galassia in galassia, vivono altri sognatori come lui. Anche la SMI è un po’ il nostro vascello, la nostra casa se vogliamo… e allo stesso modo anche noi dipendenti siamo una ciurma di sognatori!

DIEGO CAPOBIANCO

“Sorrisi” è la parola-guida di SMI per Novembre

Quando mi hanno detto che questa sarebbe stata la mia parola del mese mi sono entusiasmata moltissimo. Non è un caso sia capitata proprio a me: “sorriso” è letteralmente la mia parola! Mi assomiglia. In più è il complemento perfetto a tutte le parole che sono venute prima. Cosa sarebbe il coraggio senza un sorriso? O un abbraccio? O un viaggio? Per questo mi piace così tanto, perché è un valore aggiunto a qualsiasi situazione.

Un sorriso viene compreso da tutti, non a caso è uno delle prime espressioni che l’essere umano fa! È come respirare, è un gesto ancestrale, una forma di comunicazione universale. Non conosci il babilonese? Fa lo stesso! Sorridi e vedrai che il tuo messaggio passerà comunque.

Il primo sorriso che ogni mattina faccio è quello davanti allo specchio ed è dedicato a me. Mi ci è voluto parecchio tempo per imparare a farlo, e ho lavorato molto su questa carezza mattutina. Ora sono orgogliosa dell’essere umano che sono, so volermi bene anche e soprattutto attraverso i sorrisi che mi regalo.

L’aspetto che preferisco del sorriso è che è un blob, è virale. Si presenta attraverso varie forme e lo abbiamo capito soprattutto negli ultimi anni. Traspare dagli occhi… quante volte ci siamo ritrovati ad indovinare un sorriso sotto la mascherina? Si insinua anche nella voce, però! Si capisce se una persona sta sorridendo anche al telefono, dalle vibrazioni che emana quando parla.

Da noi in SMI lo diciamo spesso: “se puoi farlo, fallo con un sorriso!”. Tra colleghi, nonostante la distanza, ogni tanto ci si sente anche solo per regalarci un momento di leggerezza. C’è poco da fare, il sorriso è terapeutico!

Lo so bene io che per canzone preferita ho “Smile” di Charlie Chaplin. A Natale la metto anche al posto di Jingle Bells. Quando la ascolto ovviamente sorrido, ma quello che sento va al di là di quello che succede sul mio volto, è più l’emozione del sorriso in sé, è come se sorridessi sotto pelle

Laura Bresolin

Intelligenza artificiale e sanità: un punto

Nel ventesimo secolo la medicina moderna ha beneficiato di scoperte scientifiche senza precedenti. Tanti sono stati i conseguenti miglioramenti sulla nostra salute: in primis l’aspettativa media di vita umana che nel 2017 è salita a 72 anni, rispetto ai 31 del 1900. 

Siamo ora a un altro punto di svolta per i sistemi sanitari di tutto il mondo. La pandemia globale ha messo a dura prova gli ospedali e il personale medico e una rivoluzione sanitaria è ormai necessaria. Questa trasformazione, a nostro parere, potrà essere guidata dall’intelligenza artificiale, l’IA.

Al momento, l’uso dell’IA nell’assistenza sanitaria si concentra sull’ottimizzazione dei flussi di lavoro, sull’automatizzazione di processi manuali e sull’analisi di grandi quantità di dati. Ma cosa implica nello specifico? Scopriamolo insieme.

Per la diagnostica

L’intelligenza artificiale è stata studiata per il suo potenziale nella diagnostica fin dai primi anni ’70, con lo sviluppo del progetto MYCIN della Stanford University. Si trattava di un programma di intelligenza artificiale che tentava di diagnosticare i pazienti analizzando i risultati dei test e i sintomi riportati.

Negli ultimi 50 anni, l’IA per la diagnostica ha continuato a migliorare, soprattutto per quello che riguarda la diagnosi precoce delle malattie. Per la diagnostica, l’IA può avvantaggiare principalmente i radiologi, automatizzando i compiti che richiedono più tempo e assistendoli nella prioritizzazione dei casi.

Per le immagini mediche

I moderni metodi di deep learning consentono agli algoritmi di estrarre informazioni dalle immagini mediche. In altre parole, di analizzare le scansioni dei pazienti.

L’intelligenza artificiale può rilevare automaticamente il tipo di immagine, identificare le parti del corpo raffigurate e determinare la posizione di oggetti anatomici e punti di riferimento.

Nel cervello, che è pieno di strutture complesse, potrebbe per esempio essere usato per differenziare strutture piccole e difficili da vedere quando si va in profondità o rilevare patologie craniche, come i tumori.

Per la comprensione dei flussi

Se addestrati nel modo giusto, ossia guardando i video e altri dati dalla sala operatoria, gli algoritmi di apprendimento automatico possono anche comprendere lo stato e il progresso di una procedura chirurgica.

Queste informazioni possono essere utilizzate per adattarsi allo stato attuale del paziente in tempo reale. Possono anche permettere l’analisi retrospettiva e la valutazione statistica degli interventi chirurgici, per esempio, per il rilevamento dell’uso degli strumenti o delle persone e delle loro attività in sala operatoria.

L’intelligenza artificiale dà agli operatori sanitari la capacità di comprendere meglio i modelli quotidiani e le esigenze delle persone di cui si occupano. Di conseguenza, anche di fornire un feedback migliore.

Per il benessere personale

Per quanto riguarda la salute in generale invece, grazie allo smart clothing l’intelligenza artificiale può incoraggiare comportamenti più sani e, in un futuro non lontano, dovrebbe arrivare a collaborare attivamente al benessere della persona che sta indossando l’indumento smart, contribuendo alla rigenerazione cellulare, ad esempio.

Uno dei maggiori benefici potenziali dell’IA è quello di aiutare le persone a rimanere in salute. L’obiettivo finale non è quello di sostituire la figura del medico, ma quello di ridurre il suo intervento per le questioni facilmente risolvibili da una macchina.

È questo è esattamente quello in cui crediamo: una tecnologia creata per coadiuvare l’attività umana, che ci permetterà di concentrarci su ciò che conta davvero.

#smipeople_Davide Pizzuto

Ci sono un front-end e un back-end in tutte le cose. Una facciata esterna, se così la vogliamo chiamare, e una interna. A me affascina soprattutto il punto d’incontro tra le due parti. Il fatto che possano essere enormemente diverse l’una dall’altra pur formando uno stesso elemento.

Ho sempre voluto capire come funzionasse qualsiasi oggetto… non mi stupisce che a intrigarmi di più siano le cose che in superficie appaiono in un modo, ma che in fondo poi sono tutt’altro. Per niente sono diventato sistemista informatico.

Cosa, più della tecnologia, va esplorato e capito fino in fondo? Forse solo la musica, l’altra mia grandissima passione. Ho sempre pensato che musica e tecnologia avessero tantissimo in comune. Se ci pensate, entrambe hanno una logica solidissima alle spalle. Non è un caso che tanti scienziati fossero anche musicisti!

Nella musica c’è tantissima fisica: le onde sonore, la frequenza di un suono, perché una scala melodica ha un senso uditivo invece che un altro, perché l’accordo di Do è formato da Do Mi Sol e non da altri suoni… C’è una spiegazione tecnica dietro, e il concetto di base è uguale a quello della tecnologia. Il front-end della musica è l’arte, ma nel back-end c’è una parte più concreta, tecnica e tecnologica appunto.

È un po’ come nella figura del comico: sembra che sia lì sul palco a sparare frasi a caso ma in realtà ha studiato tantissimo per sapere come far ridere le altre persone. Per un periodo anche io ho fatto teatro e mi piace stare con il pubblico, ho sempre avuto una parte artistica che cercava di uscire.

Si sarà capito a questo punto, ma fosse per me farei tutto: teatro, musica, tecnologia. Per una questione di tempo ormai non riesco più, ma sento ancora tutti i giorni il bisogno di esternare ciò che ho dentro. È il mio front-end. La parte di me che più ho in comune con mio fratello Cesare, che è poi il motivo per cui sono entrato in SMI.

È cominciato tutto mentre ero in attesa di partire per il servizio militare. Cesare chiese a me e mio fratello gemello se volessimo fare un lavoretto estivo nella sua vecchia azienda per potere essere indipendenti durante la leva… e poi niente, alla fine non me ne sono più andato.

Mi sono ritrovato ad essere un informatico senza averlo programmato, ma in realtà ha molto senso sia con le mie attitudini, che con il mio percorso di studi. Mi sono diplomato in ottica e anche lì tra il capire come funziona una lente e lo studio dell’occhio umano, è tutto un meccanismo tra fisica e logica. Forse alla fine ero un predestinato!

DAVIDE PIZZUTO

“Coraggio” è la parola-guida di SMI per Ottobre

Quando si parla di coraggio di solito vengono in mente situazioni rischiose, persone proattive che amano contesti sfidanti. Io in passato non mi vedevo di certo così: al contrario, ero convinta di essere una persona piuttosto fragile, di avere un forte bisogno di protezione, non mi sentivo assolutamente coraggiosa. Poi però è successo che la vita, senza chiedere il permesso, mi ha messo davanti a delle situazioni difficili che mi sono ritrovata a dover affrontare da sola. È lì che mi sono resa conto che il coraggio non mi mancava per niente.

Cosa è quindi per me il coraggio? Nella mia esperienza, essere coraggiosi non significa tanto amare il rischio quanto avere fiducia, nelle proprie risorse e nella vita: non tirarsi indietro di fronte alle difficoltà, sperimentarsi con la convinzione che anche una eventuale caduta non sia un fallimento ma una opportunità per imparare qualcosa di nuovo.

Se ripenso a qualcosa di coraggioso che ho fatto di recente mi vengono in mente un lavoro e un viaggio.

Il lavoro è quello attuale, come Supervisor all’interno del Service Desk di SMI. Sono entrata in azienda a 50 anni e per me è stata una grandissima opportunità per rimettermi in gioco; al tempo stesso ci è voluto del coraggio per ripropormi quando ormai ero una persona fatta e ricominciare in un contesto del tutto nuovo.

Il viaggio è invece quello che ho fatto nell’estate del 2019 sulla costa orientale degli Stati Uniti. Ero stata invitata al matrimonio di una cugina in quella zona; ho affittato un’auto e organizzato un tour di 20 giorni tra Washington, New York City, Philadelphia, Boston, Pittsburgh, le cascate del Niagara… la parte coraggiosa del tour? Ero sola con i miei 3 figli adolescenti. Vi lascio immaginare il livello di organizzazione necessario: se non è coraggio questo… Naturalmente è stato uno dei viaggi più belli che abbia mai fatto!

Maria Chiara Fibbi

Pubblicazione Elenco Convocazione Prove Di Selezione Per Il Corso Di Formazione – Stage “Front end developer”

In merito alle candidature ricevute per la partecipazione al corso di formazione “Front-end-developer” , sono di seguito pubblicate le convocazione per i colloqui di selezione che si terranno presso la sede della Fondazione Et Labora in via dei mamili, 13 Roma,  a partire dal giorno 06/10/2021.

Per ogni candidato è prevista la somministrazione di un colloquio orale, si richiede di portare un curriculum vitae.
Per visualizzare il calendario CLICCA QUI

#smipeople_Elisa Aglieri Rinella

Essere iper precisa e metodica fa parte della mia natura, anzi, posso proprio dire che me lo si legge in faccia. La volta che sono andata a comprare il vestito di laurea e le commesse mi hanno chiesto cosa avessi studiato, non ho neanche fatto in tempo a rispondere: avevano già capito che stavo per diventare Dottoressa in Giurisprudenza.

Ho amato tantissimo i miei studi e ritrovarli in un lavoro era un mio obiettivo primario. Volevo avere gli strumenti giusti per fare qualcosa che mi piacesse e, senza dubbio, ho studiato anche per prepararmi a una professione. Vi sembrerò un’invasata ma per me lavorare sulle gare e studiare i bandi, sia a livello umano che lavorativo, è una vera e propria passione.

Faccio il lavoro che ho sempre desiderato. Non esagero, SMI è il mio punto di arrivo, ho una posizione che amo e che non cambierei per niente al mondo, un punto fermo, tanto quanto la mia famiglia e i miei bimbi.

Sono Tender Office Assistant nell’ufficio gare. Ho ritrovato tanto della mia indole nel mio reparto: cerchiamo sempre di fare più di quello che è richiesto ed è qui che ho incontrato gente che crede nel “prima si chiude meglio è” tanto quanto me. D’altronde, io una cosa o la faccio in un certo modo o non la faccio.

Quello che apprezzo di SMI è che, pur essendo il mio un lavoro con scadenze serratissime, ho sempre il tempo di portare a termine le mie mansioni. L’importante è arrivare all’obiettivo, non c’è mai alcun tipo di pressione da parte dei miei responsabili. C’è un ambiente di assoluta serenità che non è poi così scontato, anzi: non ci sono attriti, nessuna competizione. Esattamente il tipo di ufficio che mi serviva per reinserirmi nel mondo del lavoro.

Tornare in ufficio dopo 2-3 anni a casa e avendo dei bambini a casa non è facile per nessuno, ma SMI ha saputo accogliermi con un approccio adatto alla mia situazione di neo mamma, con dei tempi che mi aiutassero a gestire sia la mia vita privata, che quella lavorativa. Sono molto riconoscente per questo!

Non è da poco avere l’opportunità di ritagliarsi i propri spazi. Lo smart working e il tempo in più che tutti abbiamo avuto tra lockdown e zone rosse mi hanno insegnato a riappropriarmi dei miei momenti. Paradossalmente, con le varie chiusure ho riscoperto un mondo, mi sono ammorbidita e ho scoperto di essere molto brava nel multitasking.

Ma non solo: ho ritrovato la passione per la corsa, per la lettura, per la musica. Mi sveglio la mattina presto e vado a correre a Villa Pamphili. L’attività fisica mi rilassa, tanto quanto la lettura. Leggere mi è sempre piaciuto, ma dopo essere diventata mamma il tempo ha cominciato a sfuggirmi dalle mani. Come è successo a tanti altri, l’isolamento mi ha aiutato a riaprire i libri, alcuni li ho presi anche dalla libreria di Cosmico, lo spazio che l’azienda ci ha messo a disposizione per incontrarci e rilassarci.

È proprio lì che ho preso Il treno dei bambini un romanzo che mi ha lasciato davvero tanto. Posso dire che porto un po’ della mia anima da giurista anche nelle letture: tendo a cercare i “mattoni”, forse ho un debole per i tomi che mi ricordano il codice civile…

Sono meno quadrata con la musica: spazio dai Led Zeppelin a Jimi Hendrix alle colonne sonore di film o serie tv che ho visto. Ultimamente sto ascoltando quella di Skam Italia, mi ci sono appassionata perché è ambientata nel liceo che ho frequentato anche io. Da brava figlia di papà chitarrista, la musica mi piace tutta. Ora che ci penso, forse questo è il mio aspetto “meno precisino”…

ELISA AGLIERI RINELLA

“Abbracci” è la parola-guida di SMI per Settembre

Ogni volta che mi fermo a riflettere su quanto l’ultimo periodo abbia modificato le nostre abitudini, mi accorgo di qualcosa di nuovo. Per esempio, il forzato distanziamento fisico (preferisco usare questo aggettivo, piuttosto che “sociale”, perché credo siano due concetti molto diversi se non opposti) ci ha fatto scordare la spontaneità di un gesto semplice come l’abbracciarsi.

Un gesto prima scontato, umanissimo, che da due anni tanto scontato non lo è più. Ecco, ripensare alla parola “abbracci” mi ha ricordato l’importanza di vivere l’attimo. Perché tutto ciò che crediamo sia al riparo, sotto la cupola di ciò che chiamiamo quotidianità, può venire turbato ed essere messo in discussione in qualsiasi momento.

Complice la filosofia portante di SMI, azienda in cui le passioni sono importanti tanto quanto le competenze, abbiamo preso l’occasione per proporre un nuovo significato a questa parola: se non ci si può abbracciare fisicamente, si può abbracciare un modo di essere. E quindi essere vicini tra persone e assomigliarsi, in qualche modo, nell’approccio alla vita.

#noisiamolasmi è l’hashtag che preferiamo. Un “noi” che tiene insieme persone che hanno abbracciato un modello di vita e degli ideali. Un “noi” che ci aiuta anche a sopperire alla mancanza di abbracci fisici, devo ammettere.

L’importanza di vivere ogni singolo attimo non è il solo insegnamento che ho tratto da questo momento storico bislacco. Il fatto di essere costretti – anche se sembra assai strano usare questa parola – a trascorrere più tempo con i nostri affetti ci ha fatto guadagnare in autenticità, in profondità. Per quanto mi riguarda, in famiglia ho bisogno di abbracci e li cerco più di prima come dimostrazione fisica di affetto e protezione.

Approfittate anche voi degli abbracci ogni volta che potete, un gesto di dare e avere che ci fa sempre sentire vivi.

Marco Dalla Chiesa

#YOUforSMI_Gherardo Maviglia

Quando abbiamo creato la nostra associazione sportiva dilettantistica volevamo un nome che racchiudesse sia la nostra volontà di lasciare un segno nel mondo del sociale, sia un chiaro collegamento alla natura. Per questo abbiamo scelto “Anemos”, che deriva dal greco, significa “vento molto forte” e per noi è simbolo di una forza rinnovatrice.

La collaborazione con SMI si basa anche su questo concetto, sul fatto che entrambe le organizzazioni siano fatte di persone attente alle altre persone, alla comunità. Credo che SMI abbia scelto di appoggiare una realtà come la nostra per i valori in cui crediamo di più: competitività, attenzione sociale e gentilezza.

Dico competitività perché da bravi sportivi, è inutile negarlo: gareggiamo per salire sul podio. Non lasciamo mai le cose al caso, dall’analisi degli avversari al continuo aggiornamento delle tecniche per affrontare situazioni di pericolo, siamo sempre in continuo allenamento.

Parlo di attenzione al sociale in riferimento al nostro progetto “Angeli nel vento”, l’evento di vela-terapia che da dodici anni organizziamo per i ragazzi con disabilità fisica e mentale. Tutto è nato da quella volta che ho portato mio cugino in barca a vela: pochi giorni dopo mi chiama il suo medico per dirmi che Daniele ha tratto dei benefici giganteschi dalla giornata in mare, che si è rilassato e che la sua respirazione ne ha giovato. Da lì, il passaparola che ha portato alla creazione di “Angeli nel vento”.

Per ultima la gentilezza, che è sia il valore che abbiamo deciso di diffondere con più caparbietà, soprattutto da quando abbiamo capito quanto siamo fortunati come persone, sia la qualità che condividiamo con SMI. Devo dire che mi è successo rare volte di venire a contatto con un’azienda che pone così tanta attenzione sui suoi collaboratori, e che spesso ho rivisto molto dell’approccio di SMI, nel nostro.

Il motore dietro ogni nostra attività è la natura. Anzi, la voglia di far riscoprire la natura a questo mondo ormai così connesso e costantemente online. La natura è in grado di ricordarci da dove veniamo, di riportarci alla concretezza delle cose. Più di tutto, la natura ci insegna a spostare i nostri limiti, a cambiare punto di vista.

Ecco, lo ribadisco qui perché so quanto il cambio di prospettiva è il concetto su cui è nata anche SMI: chi fa business può perdere la vera natura delle cose. Guardare il cielo invece, ammirare un tramonto sul mare o emozionarsi di fronte al panorama sulla cima di una montagna sono azioni che ci ricordano che siamo mammiferi, prima di tutto. E questo aiuta a recuperare relazioni più vere con le persone, ad apprezzare la semplicità delle cose. Perché quando ti confronti con gli elementi naturali sei sempre da solo, e devi parlare solo con te stesso. Spariscono gli alibi e le colpe degli altri.

Trovo che ad accomunare più di tutto Anemos e SMI sia proprio questo spirito: il bisogno di nuove prospettive, di angolazioni diverse da cui sperimentare il futuro che verrà.

Gherardo Maviglia

Smart clothing: il domani è indossabile

Un futuro senza smartphone in mano è vicino e possibile. Ma solo perché a sostituirlo ci saranno i nostri vestiti. A monitorare il nostro battito cardiaco saranno delle magliette, a dirci di mettere la crema solare un costume da bagno, a farci notare che stiamo correndo troppo veloce un paio di calzini. Si chiama smart clothing.

Continua la nostra serie “3 nuove tecnologie che ci cambieranno la vita” con un approfondimento che ci riporta alle sneaker autoallaccianti di Ritorno al futuro. Parte seconda. Se la volta scorsa abbiamo parlato delle batterie alimentate a CO2 e di come ci aiuteranno a combattere il riscaldamento globale (tema più che mai attuale, visti anche i contenuti dell’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico), in questa seconda puntata esploriamo un sogno che tutti abbiamo fatto da bambini: i vestiti intelligenti.

Nel giro di qualche anno, la maggior parte delle funzionalità dei dispositivi che abbiamo sempre tra le mani sarà con tutta probabilità inglobata nei capi d’abbigliamento quotidiani. Tutto o quasi, dal semplice cronometro alla visualizzazione delle mail, sarà parte integrante del concetto di smart clothing. Vediamo insieme i primi casi di successo del settore.

I leggins, per essere più precisi

Grazie a sensori aptici, che permettono il riconoscimento degli oggetti attraverso il tatto, una startup australiana ha creato dei pantaloni per la pratica dello yoga in grado di correggere la postura di chi li indossa. La tecnologia riesce a identificare le varie posizioni e fornire un feedback agli utenti tramite vibrazioni delicate sul corpo.

La giacca, meglio di una app

Jacquard™ è la prima piattaforma made in Google di tecnologia digitale su larga scala creata per lo smart clothing, le calzature e altri oggetti di uso quotidiano.

Un famosissimo brand americano l’ha già sperimentata su una giacca, sulle cui maniche sono già state previste aree sensibili al tocco mediante le quali si può interagire con una varietà di servizi, tra cui app musicali e mappe. Si possono rifiutare chiamate telefoniche e ottenere indicazioni con un semplice tocco o uno swipe, senza mai metter mano allo smartphone.

Per i vestiti sempre connessi, la priorità è la salute

A breve, dunque, sensori e microchip si faranno sempre più piccoli fino ad entrare nelle fibre dei tessuti, permettendoci da un lato di rimanere sempre connessi e, dall’altro, di monitorare costantemente la nostra qualità della vita.

C’è il pigiama che aiuta la rigenerazione cellulare, il reggiseno in grado di rilevare le cellule tumorali… L’idea di un abbigliamento intelligente ci piace in primis perché unisce l’innovazione ai bisogni delle persone, ci avvicina cioè al concetto di tecnologia pensata dalle persone per le persone. In secondo luogo, perché per SMI il sogno e l’immaginazione che si fanno concreti sono uno stimolo inesauribile per raggiungere la forma migliore di noi stessi, per crescere ed evolvere. E qualsiasi ritrovato della tecnologia capace di farci sognare, per noi, vale doppio.

#smipeople_Paolo Sabatino

Per me, la storia è sempre stata una finestra sul presente: lo strumento per dare una risposta a centinaia di perché. Se penso poi che è grazie al mio attuale lavoro che mi si è riaccesa la passione per questa materia…

Ciao a tutti! Sono Paolo, tecnico di presidio alla Soprintendenza Archeologica di Roma, Smier e “romano romano”. Sono una di quelle persone iper fortunate che ha il privilegio di recarsi a lavoro in un luogo che trabocca bellezza e cultura!

A stare così a contatto ogni giorno con epoche lontane, mi sono ritrovato a prendere in mano i libri di storia e ad approfondire in particolare la storia della mia città, che per quanto avessi studiato a scuola, con tutte le cose che ci sarebbero da sapere, ne avrei ancora per anni! Sono sempre stato affascinato dai misteri, sia i punti di domanda del passato, che da quelli del futuro: a forza di guardare le stelle, magari a breve riusciremo anche a capire dove arriveremo

Sarà per lo stesso motivo che appena posso scappo sulle Dolomiti: mi piace tanto camminare e amo immensamente la montagna, per questa voglia di scoperta, di arrivare fino alla cima per capire cosa si nasconde lassù. La zona che preferisco? La Val di Funes!

Astronomia, storia e natura per me hanno la stessa funzione: sono un modo per capirci, per andare al di là, per non fermarsi alle apparenze e approfondire. Un po’ come sono io, fin da piccolo sono una persona molto curiosa. Ho letto tutti i libri di Stephen Hawking. Perché se non arrivo in fondo alle cose, non mi sento soddisfatto.

È una caratteristica che porto anche al lavoro, non mi fermo fino a che non ho risolto qualsiasi problema o richiesta mi venga sottoposta. Voglio che le cose vengano fatte bene e devo ammettere che mi sento estremamente gratificato quando le persone sono contente di quello che ho fatto. Essere stato utile a qualcuno mi ripaga immensamente.

Questa caratteristica me l’hanno fatta notare i miei colleghi: mi dicono spesso che la mia più grande qualità è la disponibilità. D’altro canto però, anche io a lavoro sono circondato da persone meravigliose. L’ho capito quasi subito, quando sono arrivato nel 2017, in SMI ho sentito un fortissimo spirito di squadra, ci si aiuta l’uno con l’altro, l’obiettivo è il risultato finale da raggiungere in gruppo, senza però sottovalutare il valore e l’importanza del singolo.

Per me che ho avuto un percorso lavorativo abbastanza anomalo questo senso di appartenenza è stato fondamentale fin da subito. Sono passato dal settore amministrativo, ad un’esperienza nel Nord Italia, all’avere un negozio tutto mio… diciamo che nella vita non mi sono fatto mancare niente e che all’informatica sono arrivato con un po’ di ritardo, ma con assoluta determinazione. Per fortuna ho trovato un ambiente molto simile alla mia personalità, dove voglia di crescere e formazione continua sono veri e propri valori aziendali.

PAOLO SABATINO

“Viaggio” è la parola-guida di SMI per Agosto

Fin dal principio della nostra esistenza, gli esseri umani hanno sempre viaggiato ed esplorato per raggiungere mete prima sconosciute. Questo bisogno viscerale di conoscere l’ignoto ci ha portato nel tempo a spostare un po’ più in là i nostri obiettivi, a realizzare sogni che ai più sembravano idee pazze, a superare i confini geografici e, quindi, ad allargare quelli filosofici e culturali.

Il viaggio fa parte di noi ed è metafora di molte cose: può essere vissuto come una fuga dalla quotidianità per ricaricare le batterie; si può viaggiare nella memoria del cuore, riassaporando cibi dimenticati come le Madeleine di Proust; si può lasciare una strada conosciuta per percorrerne una nuova.

Ma di una cosa sono convinto – e la cosa per me ha ancora più senso in periodo come l’estate fatto, si spera, anche di vacanze: il viaggio è qualcosa che ha a che fare con i punti fermi e sicuri, più che con il movimento.

Sembrerà un paragone scontato, ma credo che un racconto fondante come l’Odissea rispecchi alla perfezione quello che voglio dire (in fondo, è a questo che servono i miti). Ulisse ha una casa, sa che c’è e che ci può tornare. È solo così che può ritrovare i punti di riferimento dopo averli “persi” nel tentativo di cercarne di nuovi. Ciascuno di noi, nel corso delle nostre vite, ha provato il senso di smarrimento, quel disorientamento da esploratore che è anche un rischio calcolato, proprio perché sappiamo qual è stato il punto di partenza e sappiamo che sarà anche il nostro punto di approdo. Tutti, come Ulisse, abbiamo dovuto ascoltare per forza anche quando avremmo voluto tapparci le orecchie. Poco male, sapevamo di avere un luogo sicuro – casa, la famiglia, gli amici, i colleghi – in cui tornare a rifugiarci.

Insomma, viaggiare e poi tornare in un luogo a cui sai di appartenere, che ti faccia sentire al posto giusto. Un posto come SMI, per esempio, che dà stimoli per partire, coordinate per esplorare senza essere lasciato a te stesso in quanto parte di un gruppo – di un equipaggio, direbbe Ulisse – che condivide valori e tappe.

Auguro a tutti un viaggio bello, di quelli che migliorano anche la meta.

Davide Scaccia

Annuncio selezioni progetto formativo “Front End Developer”

S.M.I. Technologies and Consulting s.r.l. azienda di consulenza informatica operante nel mercato della Information & Communication Technology, in collaborazione con Fondazione Et Labora, ricerca n. 14 talenti per il corso di Analista programmatore Front end Developer con rilascio di qualifica professionale finalizzato all’inserimento lavorativo.
Il percorso formativo della durata di 800 ore di cui 560 ore di teoria e 240 ore di stage in azienda, prevede l’obbligo da parte dell’azienda di assumere il 50% dei corsisti e un’indennità di partecipazione di 10€ a giornata.
I requisiti minimi per la partecipazione sono:

1. Possedere il diploma di maturità
2. Essere disoccupati/inoccupati
3. Residenza/domicilio nella Regione Lazio

Il percorso formativo si svolgerà nella sede di Roma.

MODALITA’ DI ISCRIZIONE AL CORSO FRONT END DEVELOPER
Per candidarsi e accedere alle selezioni è necessario compilare il modulo di ammissione (scarica qui) allegando il proprio documento di identità. Le modalità di invio delle candidature, sono:

1. Per mezzo PEC all’indirizzo smi.technologies.consulting@legalmail.it. Tale modalità si consiglia solo se in possesso di indirizzo PEC personale.
2. Con raccomandata a/r indirizzata a S.M.I. TECHNOLOGIES AND CONSULTING S.R.L., Via Benedetto Croce n. 6, 00142 Roma, con oggetto CANDIDATURA CORSO ANALISTA PROGRAMMATORE
3. Consegnata a mano in busta chiusa dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00, dalle 14:00 alle 17.30 presso S.M.I. TECHNOLOGIES AND CONSULTING S.R.L., Via Benedetto Croce n. 6 – piano settimo – 00142 Roma, con oggetto CANDIDATURA CORSO ANALISTA PROGRAMMATORE. Per tale modalità  si richiede,  nel rispetto delle vigenti normative di sicurezza imposte dal protocollo  COVID, di fissare un appuntamento contattando il seguente numero telefonico +39 06 40044584.
TERMINE PER L’INVIO DELLE CANDIDATURE: ore 18.00 del 30 SETTEMBRE 2021

PER INFO E ISCRIZIONI SUL CORSO FRONT END DEVELOPER
Per ulteriori informazioni sul progetto, finanziato dall’Avviso pubblico “Interventi rivolti alla qualificazione delle risorse umane a favore della creazione di nuova occupazione delle imprese del Lazio”, contattare la Fondazione Et Labora (partner di progetto), chiamando al numero 331 6283925 o al fisso 06.8555807 oppure scrivendo all’indirizzo e-mail roma@fondazioneetlabora.org  

CONSULTA QUI LA DOMANDA DI AMMISSIONE PER PARTECIPARE AL PROGETTO FORMATIVO ” Front End Developer”

CONSULTA QUI IL BANDO PUBBLICO

SMI pubblica il suo primo Bilancio di Sostenibilità

Noi siamo il vento.

Cominciava così il primo messaggio che inviavamo 5 anni fa, a quelle persone che si accostavano a questa idea di fare impresa. Evocava la possibilità di sfruttare la forza del vento per muovere una barca. Il vento come energia pulita per muovere sogni e speranze verso un obiettivo. Come allora, forse più di allora noi siamo il vento.

In cinque anni il fatturato è passato da 1, 2 M (2016) a 11,1 M (2020), con una crescita anno su anno che non è mai scesa sotto il 40%. La forza di lavoro che passa da 12 a oltre 60. Una crescita lineare che ci ha portato a essere visibili e riconoscibili nell’orizzonte del mercato IT. Eppure, in mezzo c’è stato il 2020, un anno in cui è stato difficile immaginare un futuro. Non è stata fortuna o il favore degli astri, ma la determinata convinzione che un futuro ci fosse. John Lennon diceva che la vita è quella cosa che accade, mentre sei impegnato a fare altri progetti.

CESARE PIZZUTO
Founder&CEO

CONSULTA QUI IL BILANCIO DI SOSTENIBILITA’ 2020

Batterie alimentate a CO2: un freno ai cambiamenti climatici

Gli ultimi decenni sono stati segnati da un rapido susseguirsi di innovazioni digitali che hanno rivoluzionato la nostra società, le nostre abitudini e il nostro modo di pensare.

Quando parliamo di nuove tecnologie tendiamo a pensare solo a quelle che hanno avuto un impatto a livello globale, dimenticandoci delle novità che hanno trasformato le nostre giornate.

Con questo articolo inauguriamo la serie “3 nuove tecnologie che ci cambieranno la vita”, in cui presenteremo le rivoluzioni che modificheranno – o stanno già modificando – entrambe le facce della medaglia: la routine di tutti i giorni e la collettività.

In futuro, l’anidride carbonica diventerà energia

Da nemico numero uno a preziosa alleata: in un futuro molto prossimo, l’anidride carbonica potrebbe giocare un ruolo decisivo nella lotta al riscaldamento globale.

Il danneggiamento dello strato di ozono, l’acidificazione degli oceani e l’aumento della temperatura terrestre sono solo alcuni dei danni causati dall’eccessiva presenza di CO2 nell’atmosfera. Per questo mitigare i cambiamenti climatici dovrebbe essere l’obiettivo primario delle aziende del campo innovazione.

“La concentrazione in atmosfera di CO2 è oggi pari a circa 390 ppm con un ritmo di crescita (in aumento) di 2,5 ppm annue, dove ppm significa parti per milione, ovvero per ogni milione di particelle di varia natura, presenti in atmosfera, 390 sono di anidride carbonica.” (fonte ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

L’aria che respiriamo ogni giorno è satura di biossido di carbonio. Preoccupazioni per tali quantità di gas hanno già portato all’invenzione di diversi processi per la cattura e lo stoccaggio di CO2, ma la crisi climatica in atto ci chiede uno sforzo maggiore. Il passo successivo non poteva che essere la ricerca di una modalità per il riutilizzo dell’anidride carbonica.

I processi di cattura del diossido di carbonio, in una batteria

A pensarci è stato un team di ingegneri del Massachusetts Institute of Technology, che ha cominciato a lavorare su delle batterie alimentate a CO2 composte da litio, carbonio e un elettrolita in grado di trasformare l’anidride carbonica in energia.

Guidato dalla professoressa Betar Gallant, il gruppo di ricerca ha realizzato un prototipo di batteria che sebbene al momento sia ancora in fase di studio, promette già di essere uno dei nostri più fidati compagni per un domani più green.

La ricerca ha impiegato in modo innovativo la tecnologia già esistente per i processi di cattura del diossido di carbonio (CCS – Carbon capture and storage) e l’ha applicata ai sistemi di batterie, aggirando potenzialmente alcune criticità legate al costo elevato per la cattura del carbonio e all’inefficienza delle precedenti batterie basate sulla CO2.

Le batterie sono fatte essenzialmente di tre componenti principali: un catodo, che fornisce elettroni; un anodo, che riceve elettroni; e un elettrolita, sostanza che conduce l’elettricità tra l’anodo e il catodo. I ricercatori del MIT hanno utilizzato i processi di cattura del carbonio proprio per realizzare un elettrolita a base di CO2, dando luce a delle batterie in grado di usare il gas serra allo stato liquido.

L’innovazione accessibile a tutti

Per quanto precisa, la ricerca deve ancora essere perfezionata e produzione e commercializzazione delle batterie sono ancora lontane. I primi prototipi realizzati dai ricercatori riescono a sostenere solo un numero limitato di cicli di carica e scarica, ma la strada di questo progetto sembra comunque essere già in discesa.

La tecnologia della cattura e dello stoccaggio del carbonio è attiva già da tempo anche in contesti macro, come le centrali termoelettriche e i siti industriali.

Lo sviluppo di applicazioni su scala più piccola, come queste batterie, esemplifica perfettamente quello che noi intendiamo per innovazione: uno sguardo verso il futuro che punti a un cambio radicale della quotidianità del singolo, in concomitanza con una crescita sostenibile del pianeta.

Le batterie alimentate a CO2 sono un rimando diretto al concetto di #humantech che ci identifica. Alla nostra volontà di lavorare per una completa integrazione tra tecnologia e umanità, all’idea per cui la vera innovazione è quella fatta dall’uomo per l’uomo.

OPEN SMI_08 LUGLIO

Open SMI è l’evento aperto a tutti, che unisce le persone e le conoscenze.

Dipendenti, clienti e partner si sono incontrati per celebrare un anno di lavoro insieme, nella splendida cornice del V Lounge, sul lungomare di Ostia.

Una serata dedicata a noi, organizzata per guardarsi negli occhi e stabilire una connessione con chi condivide gli stessi ideali, le stesse passioni, lo stesso cielo. Rivivi la festa con noi  e preparati per la prossima occasione: we are always Open.

CLICCA QUI PER LA GALLERIA FOTOGRAFICA

#smipeople_Mirella Vendetti

Già dalle mie prime settimane in SMI ho cominciato a vedere dei paralleli tra il settore informatico e l’ambiente dove ho lavorato per 30 anni, il mondo dello spettacolo. Quando parlo di queste similitudini sono in tanti a stupirsi: cosa potranno mai avere in comune due campi così agli opposti?

E invece… Il venire a contatto con persone da ogni parte d’Italia, la voglia di fare tutto con il sorriso, il senso di affiatamento: proprio come quando una compagnia lavora su una pièce teatrale, ogni giorno è una festa, ma anche un passo altamente studiato di un percorso più lungo.

Sono una persona grintosa, disponibile, che non si tira mai indietro. Amo lavorare in gruppo, scambiare opinioni e pensieri. La mia professionalità si è formata interamente nel campo delle pubbliche relazioni. Nello specifico, nell’ambito teatrale, dove tutto è comunicazione. Cast, regia, segreteria… ho seguito la creazione di uno spettacolo dalla A alla Z.

Per circa 3 anni, ho fatto la mia parte anche in televisione: tra un casting, una produzione televisiva e tante riprese per alcune grandi reti nazionali, ho incontrato mio marito. Da collega, è poi diventato padre delle mie due figlie, che con i loro risultati scolastici mi rendono ogni giorno una mamma orgogliosissima.

Quando il settore dello spettacolo è andato in crisi causa pandemia è stato molto difficile. Il periodo mi è servito però per comprendere l’importanza delle mie soft skills e di quanto questo tipo di competenze non siano settoriali: se mi trovo bene nell’ambiente di continua crescita che c’è in SMI è perché il rinnovamento costante è un valore in cui credo tantissimo.

Non mi fermo mai. Frequento la palestra, sono una grande patita di rock, grande fan degli Stones e di Bowie, il poco tempo libero che mi rimane lo dedico al mio cane e alla lettura. Nell’ultimo periodo sto leggendo “Lettera alla madre sulla felicità”, di una delicatezza incredibile.

La cosa che mi piace di più del mio lavoro come Front Office è la possibilità di trasformare una peculiarità del mio carattere in una vera e propria abilità. Qui, la parte più preponderante della mia personalità, quella che porta allegria ovunque, funziona perfettamente. Io e il mio team siamo il primo contatto per il cliente, risolviamo i problemi relativi all’informatica e agli applicativi.

Credo che il mio miglior pregio sia riuscire ad entrare facilmente in sintonia con tutti, amo fare domande, approfondire, non sono la classica operatrice sbrigativa. La mia parte preferita dello stare a contatto con i clienti è il rapporto di fiducia che dopo un po’ viene ad instaurarsi: quando ritrovo al telefono persone con cui ho già parlato è davvero, davvero molto bello. I miei colleghi dicono sempre che la mia simpatia supera ogni altra cosa, spero davvero sia un pensiero condiviso anche dai nostri clienti.

E pensare che sono andata a fare il colloquio senza sapere di cosa si trattasse… ora mi ritrovo con una seconda famiglia. Per me infatti, non si parla più solo di #SMIpeople, ma di #SMIfamily!

MIRELLA VENDETTI

“Tempo” è la parola-guida di SMI per luglio

Nulla mi fa pensare al tempo quanto guardare un cielo stellato: rendermi conto che la luce che vedo arrivare dalle stelle ha iniziato il suo viaggio milioni o miliardi di anni fa, e che forse quelle stesse stelle che sto osservando potrebbero in realtà non esistere più, mi fa sentire piccola in un universo immenso. Mi dà la consapevolezza del fatto che il tempo della nostra vita è, in realtà, solo un attimo per l’universo.

Ma in fondo il tempo è fatto di attimi e sta a noi renderli significativi. Forse è proprio questo che differenzia noi esseri umani dalle altre specie: il non volerci arrendere passivamente allo scorrere del tempo, il voler dare a tutti i costi un significato al nostro rapido passaggio, sforzandoci a volte di andare contro le stesse leggi della Natura.

Nel mio lavoro in SMI, così come nella mia vita, ho a che fare con il tempo tutti i giorni, tra attività da programmare e scadenze da rispettare. Ho sempre avuto una tendenza naturale alla pianificazione, sia nelle piccole sia nelle grandi cose, anche se gli anni e le esperienze mi hanno insegnato che non è possibile pretendere di poter pianificare tutto: a volte un evento inaspettato, una decisione affrettata, un errore di valutazione possono improvvisamente far saltare tutti i piani e devi ricominciare il tuo progetto da capo, andando in una direzione precedentemente non prevista o non voluta. Ma devi comunque essere in grado di ripianificare nelle nuove condizioni. E devi in ogni istante dare e ottenere il meglio, perché quell’istante è unico e irripetibile.

Mi è capitato di leggere recentemente che la differenza tra non avere tempo per qualcosa e averlo si chiama interesse: ecco, uno dei motivi per cui ho sempre cercato di ottimizzare e pianificare il mio tempo è quello di riuscire a ritagliarmi anche dei momenti da dedicare ai miei interessi e alle mie passioni, cercando di coltivarne moltissime, forse perché inconsciamente mi sembra in questo modo di dilatare anche il tempo stesso, o per lo meno di sfruttarlo al massimo. E quando sono arrivata in SMI la prima cosa che mi ha colpito, e che continua a colpirmi tutti i giorni, è proprio il costante impegno nello scoprire e valorizzare le attitudini e le passioni di ognuno e nel cercare di creare condizioni e momenti che consentano a noi SMIERS di esprimere quello che abbiamo dentro e di condividerlo con i nostri colleghi. In questo modo ci sentiamo tutti insieme parte di un avvincente ed emozionante viaggio nel tempo, con l’obiettivo e l’impegno comune di costruire un futuro migliore.

Antonella Ciangherotti

La realtà aumentata nello store e oltre

Le applicazioni di realtà aumentata interessano sempre di più gli store, non solo per fornire una esperienza immersiva sui prodotti e attirare nuovi clienti ma anche per ottimizzare gli spazi del negozio, gestire il magazzino e rendere disponibili, almeno virtualmente, un’infinità di articoli.

Possiamo definire la realtà aumentata (abbreviato AR, Augmented Reality) come l’integrazione di informazioni digitali con l’ambiente dell’utente in tempo reale.

Mentre la realtà virtuale crea un ambiente totalmente artificiale, l’AR utilizza l’ambiente esistente per sovrapporvi nuove informazioni.

Quando si parla di realtà aumentata negli store, una delle cose che possono venirci in mente è lo specchio magico (magic mirror), uno strumento già sperimentato con successo nel settore dell’abbigliamento, e che ha suscitato grande curiosità in occasione dell’inaugurazione di alcuni retail. All’apparenza può trattarsi di un normale specchio, dove però possiamo ammirare la nostra immagine riflessa mentre indossa la versione virtuale di un capo che vorremmo acquistare.

Analogamente, un cliente che scarica l’app AR dello store potrebbe inquadrare con lo smartphone i suoi piedi e calzare virtualmente un modello di sneaker che deve ancora arrivare in negozio, per poi decidere di prenotarlo.

Grazie alle applicazioni in AR, i consumatori potrebbero, per esempio, inquadrare il prodotto in un supermercato e ottenere in sovrimpressione informazioni nutrizionali più approfondite, leggere opinioni, recensioni ma anche divertirsi con animazioni pubblicitarie che nascono dal packaging.

Ma come la realtà aumentata potrà estendere la nostra esperienza oltre il contesto di uno store? Che sia attraverso uno smartphone, un tablet o un magic mirror, una delle grandi sfide che l’AR affronterà nel corso dei prossimi anni sarà sicuramente quella di ampliare la conoscenza e i modi con cui ne potremo accedere.

L’estensione del reale attraverso il digitale aprirà nuove strade alla trasformazione culturale che coinvolgerà sia il mondo dell’intrattenimento che quello professionale, ma nel contempo potrà fornire un valido contributo anche nel contesto sociale, se pensiamo all’accessibilità delle informazioni come capacità di ottenerle anche da parte di persone con particolari difficoltà. E mai come in questi ultimi anni il mondo della sanità ha conosciuto un’evoluzione così grande in fatto di strumenti digitali.

La visione di un progresso tecnologico che possa davvero contribuire al progresso sociale, passa attraverso un’idea più umana del futuro digitale che senz’altro coinvolgerà in modo sempre più determinante sia la Realtà aumentata che le altre tecnologie immersive come la realtà virtuale. 

#smipeople_Rocco Grattà

Sarà capitato a tutti una volta nella vita di provare quella sensazione di stagnazione professionale, di assenza di stimoli. È proprio quell’impressione che mi ha portato in SMI.

Mi chiamo Rocco Grattà e ricopro il ruolo di IT Specialist. Dopo anni in cui non vedevo prospettive di crescita professionale per me, ho iniziato a cercare nuovi stimoli e nuove opportunità. Così ho fatto un colloquio in SMI e ho capito che qui l’aria che si respira è diversa fin dal primo momento in cui ho messo piede in azienda. Un’aria che sapeva di “nuovo” e di crescita. Sia chiaro, i tanti lavori fatti prima di entrare in SMI mi hanno fatto crescere, ma non ero completamente soddisfatto.

La prima persona che ho incontrato in SMI è Cesare Pizzuto. È stato lui direttamente a parlarmi dell’azienda e del sogno che c’era dietro. All’epoca eravamo meno dipendenti, ma le idee erano già chiarissime: creare una società che, crescendo, potesse garantire un futuro alle persone che vi lavorano. Avevo trovato un’azienda il cui CEO mi stava dicendo quanto fosse importante il valore aggiunto di ogni dipendente. Questo mi ha convito e mi ha dato la forza di superare l’ostacolo più grande: dover lasciare la mia terra, la Calabria, e i miei affetti più cari.  

Oggi sono felice di dire che del mio lavoro mi piace il poter affrontare ogni giorno nuove sfide lavorative, che stuzzicano la mia curiosità e la mia fame di conoscenza. Mi è anche da stimolo il confrontarmi con persone nuove che, come me, hanno la passione per la tecnologia e l’informatica. Ecco, le persone. È proprio come mi ha detto Cesare la prima volta: sono loro che fanno la differenza qui, perché ciascuno di noi si sente parte integrante di un tutto ed è spinto a mettere la propria personalità e le proprie passioni in quello che fa.

Se dovessi convincere qualcuno a venire a lavorare in SMI gli direi proprio che questa azienda è fatta di persone e non di matricole. E dirò di più: sarei disposto a “combattere” pur di non perdere il rapporto profondo che si è creato con alcuni dei miei colleghi Smier, dopo un viaggio premio in Olanda che l’azienda ci ha regalato a gennaio 2020, poco prima del lockdown.

E adesso? Mi vedo ancora in corsa verso una crescita professionale continua, che spero possa continuare a essere un valore aggiunto alla realizzazione del sogno di SMI. E sono sicuro che l’approccio rivoluzionario e innovativo di questa impresa nel mondo dell’IT le consentirà di primeggiare nel settore. 

ROCCO GRATTA’

“Sogno” è la parola-guida di SMI per giugno

«L’uomo non può mai smettere di sognare. Il sogno è il nutrimento dell’anima, come il cibo è quello del corpo. Molte volte, nel corso dell’esistenza, vediamo che i nostri sogni svaniscono e che i nostri desideri vengono frustrati, tuttavia è necessario continuare a sognare, altrimenti la nostra anima muore». È una frase dello scrittore Paolo Coelho che mi sta molto a cuore, perché descrive alla perfezione come io intendo la parola sogno.

Io credo che i sogni siano il carburante della vita, perché se non si sogna si sopravvive soltanto e non si vive davvero. Ma il sogno non dev’essere un obiettivo finale da raggiungere, qualcosa di tanto grande e lontano da essere irrealizzabile e rimane dentro il proverbiale cassetto. È piuttosto un punto di partenza continua, lo stimolo che ti fa viaggiare da un sogno all’altro.

Per me un sogno si esaudisce ogni volta che riesci a realizzare qualcosa di concreto. È riuscire a fare qualcosa che non sai fare, portare a termine qualcosa che non credevi possibile o che inizialmente non ti sentivi in grado di fare. Ecco, sognare ha a che fare profondamente con il crescere, il sentirsi realizzati, l’avercela fatta.

Questa non è solo la mia personale interpretazione della parola sogno, ma è anche l’idea portante di SMI. Cesare Pizzuto è un bravo maestro in fatto di sogni e in ogni riunione aziendale invita a sognare assieme: SMI diventa allora una specie di sogno collettivo di tutti gli Smiers, che contribuiscono alla crescita dell’azienda grazie alla crescita personale, prima ancora che professionale.

Poi, si può anche sognare di fare un viaggio negli Stati Uniti percorrendo in moto la Route 66 (lo confido, è il mio sogno del momento); però, aver esaudito il sogno di essere parte di un posto in cui ciascuno è importante, proprio per la persona che è e per i sogni che ha, beh è una sensazione che auguro a tutti di provare!

Ivan Siciliano

SMI alla 16° edizione del Popoli e Religioni – Terni Film Festival con il corto Neo Kosmo, scritto e diretto da Adelmo Togliani.




Roma, maggio 2021 – Con il cortometraggio Néo Kósmo, scritto e diretto da Adelmo Togliani, la 16° edizione del Popoli e Religioni – Terni Film Festival (23 – 30 maggio 2021) ospita un’opera che riflette intorno al rapporto tra uomo e macchina e su quella nuova forma di “schiavitù” che ne è una sua diretta conseguenza. Protagonista del film è Giorgia Surina nel ruolo della tata androide Alésia, accanto a lei anche Giorgio Consoli e Kateryna Korchynska nelle vesti di una coppia di coniugi che, insieme ai figli adolescenti, sono vittime inconsapevoli di Néo Kósmo, un mondo virtuale privo di ogni reciprocità umana all’interno del quale si consumano le giornate di ognuno, fatte di lavoro, studio e tempo libero.

Alésia, capendo che il processo di deriva sociale è irreversibile, è intenzionata a proteggere il figlio più piccolo della famiglia, non ancora iniziato alla nuova dimensione.

Néo Kósmo sarà proiettato in concorso venerdì 28 maggio 2021 alle ore 17.30 presso il Citiplex Politeama Lucioli (Largo Stanislao Falchi 3, Terni) alla presenza dell’attrice Giorgia Surina e del regista Adelmo Togliani, entrambi saranno protagonisti anche del successivo dibattito sull’intelligenza artificiale – moderato dal direttore artistico Arnaldo Casali – insieme all’Ingegnere elettronico Cesare Pizzuto, CEO di SMI Technologies & Consulting.

Il cortometraggio, una produzione Santa Ponsa Film e Accademia Togliani in collaborazione con CinemETIC, è realizzato con il contributo di MiC e Apulia Film Commission e si avvale inoltre del contributo di SMI Technologies and Consulting. La nostra azienda ha fornito, con la piattaforma YOUnified Platform®, l’intelligenza artificiale con cui la famiglia gestisce la casa e controlla da remoto il proprio lavoro.

Il corto Néo Kósmo – che è innanzitutto il secondo capitolo di una trilogia che ha avuto inizio con “La Macchina Umana” (2017) – raccoglie interrogativi di natura etica, offrendo al pubblico uno sguardo sul futuro prossimo, sull’intelligenza artificiale e sulle conseguenze del progresso tecnologico. La pellicola esplora gli effetti di una fruizione sempre più invasiva di dispositivi e software, che ci allontanano da relazioni interpersonali tangibili. Néo Kósmo sottolinea l’importanza di rimanere ancorati alla propria identità di esseri umani, nonostante il progresso tenda ad una sempre maggiore accentuazione del virtuale e dell’automatismo nel nostro quotidiano.



YOUforSMI_Claudio Florio

In Esprinet abbiamo un credo: lavorare in ottica di creare una community con i nostri partner, grazie a legami umani che siano molto più profondi di una semplice rete di distributori. Per questo cerchiamo sempre di collaborare con aziende dalla forte propensione alla progettualità a medio-lungo termine. Serietà, capacità di crescita, visione di mercato, obiettivi condivisibili: sono questi gli elementi che per noi fanno la differenza in una partnership che diventa comunità”, e SMI queste caratteristiche le aveva tutte.

SMI è un’azienda giovane, ma già conoscevo personalmente Cesare e Stefano e con loro ho sempre lavorato bene, apprezzandone la professionalità e la serietà. Quando Cesare mi ha proposto il suo nuovo progetto imprenditoriale, è proprio il caso di dire che le persone hanno fatto la differenza: il fatto che SMI avesse una brevissima storia è passato in secondo piano, quando è nata la fiducia reciproca nell’intraprendere un percorso di evoluzione insieme. La partnership tra Esprinet e SMI è nata proprio così, e siamo tutti molto entusiasti della collaborazione.

Personalmente, penso sia fondamentale aiutare le aziende a tracciare il loro percorso di rinnovamento – ed è l’idea alla base sia di Esprinet che di SMI, in effetti – e credo, perché ne ho le prove, che con la fiducia si fanno delle belle cose. A maggior ragione in un momento storico come questo, nel quale la pandemia ha fatto fare un salto di qualità al rapporto tra esseri umani e tecnologia: ora c’è molta più consapevolezza su come poter utilizzare appieno le potenzialità del digitale: ottimizzare i tempi, migliorare i processi lavorativi, raggiungere gli altri più velocemente, azzerare le distanze.

Ma sono certo che la tecnologia rappresenti un valore aggiunto che renderà la vita più facile alle persone anche quando si tornerà alla normalità. In questo senso, Esprinet e SMI hanno senz’altro una vision che le accomuna: interpretare la tecnologia non come un fine, ma come un strumento che permette di fare la nostra parte per il bene comune.

CLAUDIO FLORIO
Responsabile vendite Esprinet

“Passione” è la parola-guida di SMI per maggio

Niente è importante quanto la passione. Non importa cosa vuoi fare della tua vita, sii appassionato/a! Questa frase rappresenta al meglio quello che sono io in SMI e cosa significhi per me questa parola.

Tutto è iniziato sei anni fa, quando le tenebre dell’insoddisfazione avevano oscurato la mia voglia di mettermi in gioco nella mia vecchia azienda e la spinta propulsiva era completamente esaurita. La fatica e lo stress avevano spento ogni speranza. Poi una sera d’autunno del 2015, davanti a un boccale di birra e a un hamburger con patatine, una persona nota mi raccontava di un sogno. Le tenebre spazzate da un raggio di luce, era iniziato tutto ma nessuno di noi due ancora lo sapeva!

La voglia di rimettersi in gioco ha fatto nascere SMI e questo solo grazie alla passione, alla determinazione e al coraggio che noi, intorno a quel tavolo, abbiamo messo: SMI ha iniziato il suo viaggio allora.

La mia passione più grande è stringere relazioni con uomini e donne che condividono questo sogno. Nulla è più importante di una relazione profonda, autentica, sincera. Mi piace comunicare, vivere pienamente i rapporti con gli altri, voler capire profondamente le persone, e penso che questa mia attitudine mi abbia aiutato molto a essere quella che sono in SMI.

La stessa passione la metto nella mia attività, nella gestione delle risorse umane, e nel coordinamento dell’attività dell’ufficio gare, e questo mi ha permesso di dedicare costantemente, e senza risparmiarmi, tutta me stessa all’azienda.

Ho sempre pensato che gli Smiers siano persone positive che vivono insieme condividendo un grande progetto di crescita e di realizzazione professionale, che va al di là del risultato economico e che più compiutamente esprimono il senso più “alto” del fare impresa. In futuro sarà proprio la passione degli Smiers a rendere più concreto il sogno di ognuno di noi, un gruppo di persone che hanno una visione e hanno deciso di affrontare un percorso importante da fare insieme in modo appassionato!

Simona Gualersi

#justsmi 5

Quest’anno SMI ha dedicato la sua gara culinaria a una tradizione molto radicata nel nostro Paese: la colazione di Pasqua.

Ogni regione ha i suoi piatti e i suoi sapori, noi abbiamo deciso di puntare su una ricetta universale: i biscotti.
Preparare la colazione di Pasqua non è stato uno scherzo, ma farlo insieme è stato molto divertente.

Smart City, come saranno le città del futuro già presente?

Si è parlato diffusamente di città del futuro nel corso dell’ultima edizione della Milano Digital Week, da poco conclusa. Durante i diversi panel, abbiamo sentito spesso parole come smart city, green mobility e sostenibilità, termini che peraltro sono entrati nel linguaggio quotidiano. Ma cosa vogliono dire esattamente? Dietro alla terminologia specifica, italiana o inglese che sia, c’è un mondo.

Quando si parla di “città intelligente”, non ci si riferisce solo a un ambiente avanzato tecnologicamente. La smart city gestisce le risorse in modo intelligente, appunto, mette in campo politiche per diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, sempre con la dovuta attenzione alla qualità della vita e ai bisogni degli abitanti. Insomma, non si tratta solo di essere al passo con le innovazioni e con la rivoluzione digitale, ma di costruire il futuro degli spazi urbani tenendo presente il benessere dell’essere umano, quanto quello dell’ambiente. E non solo perché la pandemia di Covid-19 ci ha costretto a ripensare il concetto di smart city (nelle nostre città, anche in quelle più intelligenti, ci ammaliamo – non solo di coronavirus. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo muoiono circa 8 milioni di persone per cause attribuibili all’inquinamento atmosferico).

Domani, e non tra cento anni, saranno questi i parametri per rendere o meno attrattive le città.

Noi di SMI diremmo che una smart city ricalca alla perfezione il concetto di #HumanTech: tecnologia fatta da persone per le persone, e che non sia un fine ma un mezzo per contribuire allo stare bene e al trovare una soluzione a bisogni pratici.

Una città così concepita è accogliente, inclusiva, digitalizzata e non spreca energia, cibo e risorse; garantisce un mobilità fluida e sicura, usa fonti rinnovabili e produce emissioni vicine allo zero; gestisce i (pochissimi) rifiuti in modo sostenibile; offre ampi spazi verdi e costruisce secondo le logiche della bioedilizia; mette a disposizione servizi essenziali, per ogni cittadino, in un raggio contenuto e favorisce lo smart working; infine, è integrata con sensori che permettono di amministrarla in modo più efficiente, grazie alla raccolta di dati in tempo reale.

Aspetto altrettanto importante è che una città intelligente coltiva lo sviluppo tecnologico anche per rafforzare il senso civico e i legami di comunità sul territorio tra i cittadini. Siti, app e social diventano l’occasione per migliorare il livello di associazione e partecipazione delle persone alla gestione del bene comune.

Fonti per approfondimento:
https://www.rinnovabili.it/greenbuilding/smart-city/
https://www.wwf.it/chi_siamo/organizzazione/come_lavoriamo/citta_sostenibili/
https://www.savetheplanet.green/citta-sostenibili-cosa-sono/
https://corporate.enel.it/it/storie

#smipeople_Cristina Calendini

Mi chiamo Cristina Calendini e in SMI lavoro come Service Desk Operator, attualmente presso un Ente della Pubblica Amministrazione per cui sono occupata come Front Desk Operator.

Il mio percorso di studi e successivamente professionale non nasce nel mondo dell’IT. Inizialmente ho studiato tecnica pubblicitaria, affascinata dal mondo della comunicazione e della pubblicità; conseguita la laurea triennale, per avere una visione un po’ più ampia oltre che per avere maggiori possibilità e aspettative nel mondo del lavoro, ho scelto di frequentare Comunicazione d’Impresa.
Le mie prime esperienze lavorative sono state proprio nel mondo della pubblicità, dove ho ricoperto prima il ruolo di Art Director Junior, per poi passare ad una azienda diversa, del settore IT, in cui mi occupavo del marketing. Lì ho capito che il mondo dell’informatica era un settore che mi piaceva decisamente di più, per quel suo essere sempre in continua evoluzione e perché ti chiede di formarti costantemente. E questo è decisamente un aspetto molto affine al mio carattere.

Conosco il management di SMI da molto tempo e sono stati loro che hanno creduto molto in me e mi hanno “buttata” in questo mondo. Hanno voluto stimolarmi e, sebbene io avessi coscienza di non avere competenze adeguate, credo che in fondo avessi solo paura del cambiamento. Mi hanno spronata e di questo gliene sono grata perché credo che da sola, senza la loro “spinta gentile”, non avrei mai avuto il coraggio di cambiare completamente vita, di cambiare completamente settore. Lo sappiamo non è facile lasciare una comfort zone!

Oggi, grazie a quella spinta gentile, capisco pienamente che dare supporto agli utenti è la cosa che mi piace di più e torno a casa soddisfatta perché so di essere di aiuto. Ho capito che questo è il mio mondo, la mia dimensione.

Lavoro per conto di SMI in una Pubblica Amministrazione e alla fine coincide molto con i miei studi: ho unito il mondo della comunicazione con il mondo dell’IT. Sono soddisfatta di questo ruolo, ogni giorno c’è sempre da imparare, non è mai tutto uguale, ogni giorno ti trovi catapultata in un mondo differente aggiungendo conoscenza alla conoscenza. E poi, più importante di tutto, il ruolo che svolgo rappresenta me stessa, una sfumatura del mondo dell’informatica che coincide con me. Ogni giorno è come se fosse nuovo: la costruzione del flusso di lavoro è come se avvenisse in parallelo con gli utenti. E se ci penso, in fondo il bello dell’informatica è proprio che ogni giorno hai la possibilità di reinventare e reinventarti.

Se osservo SMI dall’esterno mi appare come una azienda molto giovane, dove la differenza di età e di ruoli non è percepita né reale. È fortemente inclusiva SMI, riesce a rappresentare il legame forte che ci deve essere e che c’è nelle famiglie. Non c’è una gerarchia delle relazioni, a chiunque si può chiedere nel momento del bisogno. La cosa che adoro di SMI è che, in modo molto naturale, ti connette con gli altri Smiers, come se ci si conoscesse da molto tempo. Inoltre, è un’azienda che cresce insieme a noi e che riesce a trasformare l’IO in NOI, proprio come in una famiglia, in cui l’individualità si fonde con tutti gli altri membri.
Ecco, nel mio futuro, prima dei grandi paroloni che identificano un ruolo, mi piacerebbe poter imparare a trasformare l’IO in NOI, seppur in un piccolo gruppo, e come nella danza (sono stata ballerina per 10 anni) costruire passo dopo passo la coreografia INSIEME.

E poi dentro SMI c’è Cosmico! Lo vedo come un connubio fortissimo tra lavoro e post lavoro, dove stare bene con i colleghi e, perché no, con i clienti: li si dovrebbe portare in Cosmico, perché ha tutti gli elementi per essere considerato una sorta di piazza. È quel luogo in cui vai per sentirti vicino a qualcuno e sai che lo troverai. Fuori dal mondo lavorativo le mie passioni sono la lettura, per imparare cose nuove e curiosare in mondi immaginati, cucinare, mangiare, e il mondo dell’enologia che ha sensazioni sempre diverse da farti apprezzare. Insomma tutto quello che riguarda la sfera della curiosità.

CRISTINA CALENDINI

“Inclusione” è la parola-guida di SMI per aprile

Vi è mai capito di fermarvi a riflettere sul significato della parola “inclusione”? Se consultiamo il vocabolario, l’accezione di questo termine è, molto sinteticamente, quella di “inserimento stabile”.

Recentemente si sente sempre più spesso usare la parola “inclusione”; questo perché, se andiamo oltre la superficie e il significato intrinseco del vocabolo, scopriamo punti di vista differenti e assai più profondi, che hanno a che fare principalmente con tema caldissimo: la diversità.

Il sentirmi accettato e incluso è stato un forte desiderio fin da ragazzo. Durante l’adolescenza, appartenere a un gruppo sociale significa soprattutto condividere delle passioni, uno stile, un linguaggio, delle abitudini. E quando questo non succede, si viene inevitabilmente esclusi. Ma oggi, se mi guardo indietro, ritengo che quelle esperienze mi abbiano aiutato a comprendere meglio il valore dell’inclusione e a fare la mia parte, una volta adulto, affinché la diversità diventasse un punto di forza e non di debolezza.

In SMI l’inclusione è sempre stata una realtà, lo raccontano gli Smiers – i nostri collaboratori – e lo raccontano l’entusiasmo e il benessere che si respirano in azienda. È un’attitudine di cui abbiamo potuto apprezzare un lato nuovo, che ha legato a doppio filo umanesimo e tecnologia, proprio quando tutto il mondo si sentiva “escluso”.
Mi riferisco al periodo del lockdown, durante il quale ciascuno di noi ha cercato in tutti modi di tornare a far parte dei rispettivi gruppi sociali, cantando dai balconi oppure organizzando pranzi e cene tramite gli strumenti di collaborazione digitale, che fino a quel momento erano stati utilizzati con il solo scopo di mettere in contatto colleghi, aziende e clienti.

Strumenti che diventano in qualche modo umani e che mai avremmo pensato potessero giocare un ruolo chiave per quanto concerne l’inclusione, persino all’interno di SMI: per noi il confronto è sempre stato elemento fondamentale per lo sviluppo della collaborazione e nel momento in cui il distanziamento è entrato con forza nella realtà di tutti i giorni, l’inclusione – pilastro fondamentale dell’azienda – ha aggiunto un nuovo modo di essere vissuta.

Daniele Chitarrini

YOUforSMI_Roberta Perfetti

E se quando ti si presenta un’ottima occasione, ci si mette di mezzo un evento imprevedibile e imponderabile come una pandemia mondiale? Nel 2019 Engineering Ingegneria Informatica SpA vince una gara importante, i lavori partono a marzo 2020 e poco dopo viene annunciato il lockdown nazionale, che mette a rischio la buona riuscita del progetto. È questa la situazione complessa che abbiamo affrontato assieme a SMI.

Conoscevo già Cesare Pizzuto personalmente. Quando nel 2018, in fase di preparazione dell’offerta, abbiamo dovuto cercare un partner che si occupasse della creazione e della gestione del servizio di Service Desk, ci siamo rivolti alla sua azienda, SMI appunto. La prima difficoltà che abbiamo dovuto affrontare assieme, una volta partito il lavoro, è stata il dover gestire completamente da remoto, in piena emergenza sanitaria, un passaggio di consegne con il fornitore uscente.

SMI mi ha trasmesso fiducia. Gli ostacoli iniziali sono stati approcciati con spirito positivo e propositivo: “ci organizziamo, una soluzione insieme la troviamo”. Così, abbiamo trascorso un weekend di confronti in chat per poi iniziare operativamente il lunedì successivo. In corso d’opera poi ho potuto apprezzare un altro tratto distintivo di SMI, cioè la disponibilità, caratteristica che si è vista soprattutto nell’accettare i cambiamenti, anche quelli dell’ultimo secondo.

Mi hanno colpito l’entusiasmo con cui in SMI si affrontano i problemi e la serietà con cui si sviluppa il lavoro. Gli Smiers – come loro chiamano i propri collaboratori – noi li consideriamo colleghi, e non come fornitori, perché tra noi c’è fiducia reciproca. Ma ciò che conta ancora di più è che anche il cliente ha toccato con mano la positività che questa partnership ha portato: il risultato è che, a un anno di distanza, il Service Desk è diventato il fiore all’occhiello del progetto.

La sinergia che è scaturita tra Engineering e SMI è proficua perché fondata su rapporti umani autentici. Ma credo che abbia contribuito anche il fatto di esserci incontrati in un momento difficile da superare insieme, un po’ come accade nelle grandi storie in cui l’eroe incontra il proprio mentore subito prima di addentrarsi in un mondo sconosciuto. E il legame che viene stretto diventa più forte di qualsiasi avversità.

ROBERTA PERFETTI
Sales Manager Direzione Generale PA – Engineering

#smitalks_Veronica Bartolucci

Avete presente l’agente Q, quello che nella saga di James Bond si occupa dei gadget tecnologici in dotazione ai servizi segreti?
Mentre Veronica Bartolucci del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’ UNIVPM parlava di robotica marina applicata ai beni culturali sommersi, al nostro Service Desk Supervisor Davide Scaccia sono tornati alla mente i giocattoli ultra avanzati di 007. Invece è tutto verissimo, affascinante e pensato per un nobile scopo.

Non vi anticipiamo altro, vi lasciamo alla visione di questa intervista condotta per la rubrica SMITalks!

#smipeople_Luca Del Negro

Mi chiamo Luca Del Negro e sono stato uno dei primi tecnici in SMI, e ancora prima di entrare in SMI lavoravo in una società in cui svolgevo il ruolo di tecnico informatico. Il mio mondo è sempre stato questo, l’informatica, dalle prime consolle in poi.
Posso ben dire che ho percorso tutti i gradini se ci penso, sono partito dalla consegna dei computer!

All’inizio in SMI ho gestito tutta la parte di gestione HP, garanzie e assistenza; poi con il passare del tempo ho iniziato a seguire i presidi e oggi sono più di due anni che sono in BNL come sistemista di terzo livello: è il livello più alto per risolvere i problemi in BNL, insomma io e il mio collega siamo il “Signor Wolf” per tutte le postazioni BNL di tutta Italia!
I primi tempi ammetto che è stata davvero dura, perché il passaggio di consegne con la precedente società non è stato fluido. Sentivo molto il peso della responsabilità, anche delle penali da pagare se qualcosa non avesse funzionato: dal mio lavoro dipendeva la risoluzione, per esempio, di tutti i problemi che i clienti BNL avrebbero avuto con le casse degli sportelli e dei bancomat. I due mesi iniziali sono stati per me davvero intensi ma poi, grazie al team che si è creato – nel quale ci vogliamo davvero bene – tutto ha preso a scorrere con grande soddisfazione.

Adesso sono stato spostato a ricoprire una funzione che posso definire più di logica, gestiamo quindi i pacchetti software che BNL vuole, li testiamo e poi li forniamo a tutte le periferiche a cui occorrono. Un lavoro complesso, organizzato in duecento gruppi tra Francia e Italia, per il quale la mia attitudine caratteriale alla precisione è fondamentale!
Oltre al lavoro c’è sicuramente prima di tutto la mia famiglia, mia moglie, mia figlia; ci sarebbe anche lo sport e le partite a calciotto (che io definisco il calcio a cinque per gli over 40) con i miei colleghi di SMI… ecco questo mi manca molto in questo periodo! Mi manca soprattutto per il legame che ho con questa azienda, che ti mette nelle condizioni di poter crescere e in cui non sei mai sottovalutato.
Ma la particolarità principale di questa azienda è che le persone che la gestiscono hanno fatto i tecnici, si sono “sporcati” le mani, sanno di che cosa parlano, sanno di che cosa hanno bisogno le persone che lavorano con loro. Insomma è una società che davvero ti rappresenta. E poi condividiamo tante cose, ridiamo e scherziamo, che non è secondario perché aiuta sempre a lavorare al meglio.

LUCA

#savetheevent_marzo2021

Dagli spot del Super Bowl al World Economic Forum, dalle web conference del Soiel International al prossimo Codemotion di marzo, AI e IoT sono sempre più al centro delle riflessioni odierne di tecnici e umanisti.
La Davos Agenda 2021 ci ricorda che le nuove tecnologie sono sempre dirompenti: rendono vecchi alcuni lavori e ne creano di nuovi, ma soprattutto introducono profondi cambiamenti sociale e riportano a galla dilemmi etici che la fantascienza, da Asimov a Dick, ci aveva già preannunciato.

Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte per dare forma a un mondo in cui la tecnologia non minacci la definizione stessa di essere umano, ma sia invece lo strumento che ci permette di diventare la versione migliore di noi stessi.

Per approfondire:

Super Bowl Commercial Verizon 5G —> youtu.be/VNXFuqYMCNc
Davos Agenda 2021 —> bit.ly/weforum_DavosAgenda21
Soiel International —> www.soiel.it/eventi/
Codemotion Italian edition —> bit.ly/Codemotion_Italia

Fiducia: la terza parola guida dell’anno

Da bambina mi piaceva coinvolgere i miei fratelli nel “gioco della fiducia”.

Chiudevo gli occhi e aprivo le braccia e mi lasciavo cadere all’indietro, certa del fatto che il “malcapitato” di turno tra i miei fratelli, mi avrebbe preso senza farmi cadere.

E’ un giochino estemporaneo che a molti di noi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di fare. Non è banale, lasciarsi andare ed essere sicura che la persona che hai dietro non ti faccia cadere rovinosamente a terra, perché il problema non è la botta (che fa male al momento, ma poi lenisce), ma la delusione che resta.

Ognuno di noi avrebbe bisogno, oggi, di ritornare a quel sentimento di fiducia puro, primordiale, quello che i bambini provano concedendosi completamente all’altro sapendo che, l’altro agirà avendo cura e protezione verso di lui.

In questo potenziale io ho cercato e scelto di riporre la mia piena fiducia anche quando sono cresciuta. Pensavo: “se agisco con azioni di cura verso l’altro, questo non sarà mai spinto ad agire con azioni contrarie al valore di cura verso di me”. Con il tempo, in questa costante, è subentrata la variabile consapevolezza.

La mutuabile fiducia è una caratteristica che abbraccia SMI. La grande forza della nostra azienda è quella di anteporre e dare un valore assoluto alla fiducia che le persone che operano in SMI hanno riposto in noi ancor prima che noi la riponessimo in loro. Incontrarsi per poi scegliersi e viversi in piena fiducia è il valore aggiunto al nostro lavoro e alla nostra missione aziendale.

Tutto può funzionare, se e solo se si ha un pensiero consapevole. Per usare una metafora: tendenzialmente e inconsapevolmente quando facciamo un regalo, siamo sempre alla ricerca di qualcosa, anche solo dell’accettazione da parte dell’altro. Ci aspettiamo poi, che quel regalo sotto qualsiasi altra forma, venga ricambiato, alla prima occasione. Questo comporta di fatto imporsi ad una sorta di obbligata reciprocità. La consapevolezza concreta che quel regalo potrebbe anche essere non ricambiato, non ci spingerà mai a donare senza realmente aspettarsi nulla in cambio.

Da quando ho “installato” la variabile consapevolezza nel mio database interno, sono riuscita a fidarmi. E solo allora. Quando ho iniziato a donare senza aspettarmi concretamente nulla in cambio. Quando ho riposto in qualcuno la mia fiducia, mettendo in conto realmente la possibilità che questa poteva essere tradita, e questo non è del tutto e sempre condito da un sentimento di “cattiveria” e “odio”, semplicemente perché è nella natura umana sbagliare.

Cercando di dare alla fiducia un respiro più ampio, muovendola ad una spinta di pancia piuttosto che di testa, che ho trovato il mio equilibrio. E’ questa la grande vittoria.  

Stella Pizzuto

Il potere del gioco: coinvolgere, stimolare e aggregare persone con la gamification

Vi è mai capitato di osservare qualcuno mentre sta giocando a un videogame? Provate, e vi accorgerete che la sua immersione, a livello emotivo e motivazionale, sarà molto più profonda di quanto potevate immaginare. Questo perché starete guardando una persona mentre vive da protagonista, in prima persona, l’esperienza della vita nelle sue fasi di iniziazione, formazione, costruzione.

I videogiochi – con buona pace di accademici e opinionisti conservatori – sono l’espressione massima del potere delle storie: ci rende protagonisti di una realtà che possiamo plasmare come vogliamo e dove possiamo essere la versione migliore di noi stessi. Level up o game over sono solo messaggi sullo schermo, ma dentro ciascun giocatore diventano motivo di gioia o rabbia, soddisfazione o frustrazione, appagamento o voglia di riprovarci. Le stesse emozioni che proviamo nella vita vera, solo che la rete permette di condividere questo bagaglio emotivo con milioni di persone nel mondo nello stesso istante.

I videogiochi, i giochi in genere, sono sempre progettati per le persone a partire dalle loro motivazioni. Ecco perché ricreare la modalità (video) ludica in ambienti fisici o digitali in cui sono centrali l’esperienza e il coinvolgimento significa assecondare, al suo livello più alto, una predisposizione biologica dell’essere umano: giocare per conoscere il mondo. Come si chiama tutto questo? Gamification.

Il game design consiste, tra le altre cose, nel progettare occasioni per le persone che riproducano il senso di sfida (challenge), l’imprevedibilità, il riscontro in tempo reale, le logiche della premialità e soprattutto la percezione di essere protagonisti, attraverso le proprie scelte, di una narrazione condivisa. Le challenge infatti sono attivatori di due tra le più forti pulsioni umane: il senso di appartenenza e il mettersi alla prova per superare i propri limiti.

Ecco quindi che la gamification è il fattore dirompente che può migliorare situazioni non ludiche: rende stimolanti e coinvolgenti le attività in luoghi come musei, scuole, università, enti pubblici, aziende; ancora, può contribuire ad aumentare la produttività sul lavoro, velocizzare l’apprendimento o la fidelizzazione, e stimolare comportamenti positivi.

Il coinvolgimento – engagement, per dirla con linguaggio social – è e sarà sempre più il motore di questo secolo. Perché è sinonimo di attrazione. Non per nulla un numero sempre maggiore di aziende, enti e associazioni, dalla finanza alla salute, dall’educazione al commercio, ricorrono già ai principi ludici della gamification per relazionarsi con il proprio pubblico e con i propri dipendenti.

Se volete approfondire questi temi, vi consigliamo la lettura del libro di Fabio Viola e Vincenzo Idone Cassone “L’arte del coinvolgimento. Emozioni e stimoli per cambiare il mondo”, edito da Hoepli.

YOUforSMI_Tiziana Sardignolo

Se devo fare un bilancio professionale a un anno dall’inizio della pandemia, di certo metto la scuola tra le istituzioni che hanno sofferto di più. E per scuola intendo non solo la struttura, ma soprattutto le persone: studenti, dirigenti, insegnanti e anche genitori. Da un giorno all’altro ci siamo trovati tutti a casa, a misurarci con concetti nuovi come smart working e didattica a distanza, e con la preoccupazione di “perdere” i ragazzi: il rischio di non poter portare avanti il programma in modo efficace era reale.
La prima cosa che abbiamo fatto è stata cercare in rete qualcuno che ci potesse aiutare tempestivamente a colmare un vuoto tecnologico, ma anche di metodo. Ed è qui che l’IIS “Leonardo da Vinci” incontra SMI.
Ci hanno colpito l’onesta e la disponibilità in una situazione nuova e ignota per tutti, due caratteristiche molto umane per un’azienda del settore tecnologico/informatico: in SMI si sono resi disponibili a lavorare fino a tarda sera per capire le necessità della scuola e definire le soluzioni più adatte.
I risultati sono stati sorprendenti. L’Istituto ha fatto un salto tecnologico davvero tangibile, con aule informatizzate e dispositivi veloci. Ma più di tutto, questo aggiornamento digitale ha portato un cambiamento… umano!
Ha riacceso l’entusiasmo dei ragazzi, che sono passati dall’essere disorientati, al sentire la vicinanza della scuola. Abbiamo persino registrato un miglioramento del rendimento, soprattutto da parte degli studenti che erano fino a quel momento più in difficoltà. E poi anche i ragazzi le cui famiglie non potevano permettersi strumenti tecnologici nuovi non si sono visti abbandonati. Insomma, possiamo dire di aver colmato un gap socio-educativo grazie alla tecnologia e al supporto continuo di SMI.
Anche i docenti si sono sentiti coccolati, perché prima avevano meno possibilità di sfruttare la tecnologia. Ora invece stanno anche progettando corsi di recupero da remoto, che permetterebbero agli alunni di non spostarsi, ma allo stesso tempo essere “vicini” ai compagni. E poi il laboratorio digitale rinnovato si presta ad accogliere non solo i corsi di informatica, ma anche lezioni di altre materie. Un’occasione per allenarsi alla DAD, fare meeting e incrementare il grado di competenza tecnologica.

Come riassumere tutto questo? Se la tecnologia pensa alle persone, non c’è distanza che possa spaventarci!

TIZIANA SARDIGNOLO
IIS “Leonardo da Vinci”

Cosa c’entra un bosco con la tecnologia?

Volgendo lo sguardo dove la vegetazione si fa più selvaggia, è possibile scorgere l’idea per un modo diverso di fare impresa.
I luoghi comuni sono strade affollate, e a noi di SMI non sono mai piaciuti. Se anche tu credi che l’innovazione muova i primi passi su sentieri solo immaginati e non ancora battuti, ti piacerà scoprire dov’è iniziata la storia di SMI. E ti entusiasmerà sapere che a tracciare la rotta contribuiscono tutte le persone che non compaiono in questo video, ma che stanno facendo il viaggio al nostro fianco.

#smipeople_Grace Bellito

Piacere, Grace! Sono molto felice di raccontarvi un po’ di me. È un’occasione per fermarmi un attimo e guardarmi allo specchio: chi sono e cosa desidero dalla mia vita?

Mi piace la donna che vedo di fronte a me, una persona solare, spiritosa, altruista e ottimista. Anche se nel bicchiere è rimasta una sola goccia, per me sarà sempre pieno. Non mi arrendo mai, mi piego di fronte alle difficoltà ma non mi spezzo, se cado mi rialzo sempre. Insomma, sono una guerriera e non mi piace piangermi addosso. Anche quando le cose non vanno come vorrei, io sorrido sempre, perché la vita è bella con tutte le sue sfaccettature e va vissuta godendo di ogni piccolo momento, affrontando e superando gli ostacoli con tutte le forze che si hanno.

Amo stare in compagnia dei miei familiari e dei miei amici. Amo il mare e aspettare il tramonto sulla riva, ma mi piace anche la montagna e fare snowboard. Sono sempre stata amante dello sport, da bambina facevo atletica leggera e ginnastica artistica, poi sono passata al fitness in generale. Ho visto il musical Il Gobbo di Notre Dame quattro o cinque volte, mi piace ascoltare musica, ballare la salsa e cantare a squarciagola (anche se sono stonata), e quando sono in macchina metto lo stereo a tutto volume e canto. Negli ultimi anni, dopo la nascita di mio figlio, ho trascurato queste mie passioni perché volevo dedicarmi completamente a lui, la mia unica ragione di vita. Ma vorrei frequentare un corso di spagnolo e ce la farò!

Per vent’anni la mia famiglia ha gestito un ristorante a Tivoli, “Il Ciocco”, che sia affacciava su Villa Gregoriana. Dopo quella esperienza, mi sono adattata a fare diversi lavori e ho anche gestito un negozio di abbigliamento. Nel 2001 sono entrata nel mondo dell’informatica dove ho lavorato per sedici anni principalmente come operatrice Service Desk. Nel 2018 ho deciso di cambiare totalmente attività aprendo un parco giochi e intrattenimento per bambini. Ogni giorno era una festa e non c’era niente di più bello che contribuire a rendere speciale il compleanno dei bambini, vedere il sorriso e la gioia sui loro volti mi riempiva il cuore. Naturalmente mio figlio ha partecipato a tutte le feste come “infiltrato speciale”.

L’ultimo anno lo definisco “morte e rinascita”. È iniziato nel peggiore dei modi con il covid: perdo la mia attività perché il parco viene chiuso a marzo (e lo è tutt’ora). Mi ritrovo improvvisamente sola, senza lavoro e con un bambino di dieci anni da crescere e proteggere. Ma è proprio per lui che non mi sono abbattuta, non ho mollato e sono rimasta lucida: mi sono rimboccata le maniche ed è proprio allora che è iniziata la mia avventura in SMI. Alla soglia dei cinquant’anni ho voltato pagina e ho ricominciato tutto da capo.

Ho bussato a questa porta e sono stata accolta a braccia aperte e oggi sono immensamente felice di lavorare qui, perché ho incontrato persone fantastiche che hanno creduto in me. Mi occupo si assistenza tecnica, un lavoro che mi dà tante soddisfazioni e grazie al quale posso dedicare la massima attenzione verso il cliente. E poi ci sono i colleghi, persone squisite con cui abbiamo formato una squadra affiatata e pronta ad affrontare qualsiasi sfida.

Ringrazierò per sempre la SMI perché mi ha dato la possibilità di tornare a vivere e sognare. Sono onorata di far parte di questo gruppo, noi #siamolaSMI!

GRACE

Interventi di Digital Marketing all’interno dell’Impresa

CODICE PROGETTO

Domanda Prot. N. A0322-2019-29472

OBIETTIVO TEMATICO

Promuovere la competitività delle PMI con interventi di digitalizzazione.

ASSE 3 – AZIONE 3.5.2.

Supporto e soluzioni ICT nei processi produttivi delle PMI coerentemente con la strategia di smart specialization, con particolare riferimento a commercio elettronico, cloud computing, e sicurezza informatica

SOSTEGNO FINANZIARIO RICEVUTO

€ 11.250,00 (Undicimiladuecentocinquanta/00)

www.europa.eu

Cosa sono gli eSports e com’è la situazione in Italia.

Fenomeno di costume che coinvolge qualche nerd incallito o nuova frontiera socio-culturale mondiale? Stando ai dati non c’è dubbio: quasi 500 milioni di persone nel mondo durante il 2020 hanno assistito a un evento di eSports, senza contare il numero dei giocatori. Ma cosa sono gli eSports? Per sport elettronici si indica il giocare a videogiochi a livello competitivo e organizzato in campionati. I cyber-atleti competono per montepremi di decine di milioni di dollari, hanno un’età variabile tra i 16 e i 25 anni e i più bravi tra loro hanno fan club che li seguono sui social e li incitano durante le gare.

GLI ESPORTS IN ITALIA
Nel Vecchio Continente poche nazioni hanno la stessa nostra passione per il gaming. L’Italia è al secondo posto in Europa dopo la Spagna per numero di appassionati: nel nostro Paese 6 milioni di persone, uomini e donne, si dichiarano fan degli eSports e del gaming. E se scaviamo ancora di più, scopriamo che il 30% dei giovani italiani tra i 18 e i 34 che conoscono gli sport elettronici dice di esserne interessato sia come spettatore che come giocatore. Calcio, motori, Formula E, rugby e wrestling le discipline che registrano il maggior interesse.
I giocatori italiani sono inoltre al primo posto in Europa per utilizzo dei videogiochi da mobile e di YouTube come piattaforma di streaming; siamo invece sul gradino più basso del podio per quanto riguarda l’uso di Twitch.

SPETTATORI, NUMERI DA CAPOGIRO
Per capire quanto gli eSports facciano a tutti gli effetti parte della cultura sportiva della Generazione Z, basti pensare ai numeri registrati da uno dei videogiochi più famosi al mondo, League of Legends: alla finale 2017 dei “Worlds” – equivalente di un campionato mondiale – hanno assistito circa 73 milioni di spettatori; le Finals NBA dello stesso anno ne hanno raggiunti 20, e sono state le più viste da quelle leggendarie del 1998 (per intenderci, quelle raccontate nel recente documentario Netflix The Last Dance).

UN PO’ DI ANTROPOLOGIA DIGITALE
E le abitudini di consumo? Gli appassionati di eSports ordinano spesso d’asporto (35% contro una media nazionale del 17%). Inoltre, parliamo di giovani che pagano più volentieri i servizi streaming in abbonamento rispetto alla media italiana. I social media che usano di più sono Instagram, Twitter (qualcuno diceva fosse morto?) e TikTok.
Ma la cosa che potrà interessare molto alle aziende è l’atteggiamento sorprendente nei confronti della pubblicità: il 50% dichiara addirittura di apprezzarla, soprattutto quando a essere coinvolti sono i cyber-atleti e i personaggi riconosciuti dalla community.

#savetheevent_febbraio 2021

Gli appuntamenti da segnare in agenda per questo febbraio? Li abbiamo raccolti per te. Innovazione, intelligenza artificiale, tecnologia digitale, IoT, ecco una lista degli eventi online da non perdere, per continuare a formarti e informarti, approfondire e allargare la tua conoscenza. Anche se a distanza.

SOIEL International – webinar dal 2 al 25 febbraio
Intelligent automation, sicurezza ICT, AI e Pubblica Amministrazione, economia e competenze digitali, lavoro Agile, sicurezza negli ambienti di lavoro. Sono alcuni dei temi dei webinar organizzati in febbraio da SOIEL International, casa editrice di riferimento nel mercato dell’ICT e nell’organizzazione di corsi e di eventi B2B.
https://www.soiel.it/eventi/

Umania – AI for Umanity / AI for marketing
Dal 3 al 5 febbraio si tiene online Umania, iniziativa a cura dello IULM AI LAB. Il 3 febbraio è dedicato ad AI for Umanity, un momento di riflessione sul presente e sul futuro di un’umanità che sarà sempre più interconnessa con l’Intelligenza Artificiale. Quest’anno filosofi e scienziati di livello internazionale si interrogheranno sul tema “Artificial Consciousness: ma le macchine possono davvero pensare?”
Il 4 e il 5 febbraio sono invece dedicati ad AI for marketing, workshop dedicato a professionisti e manager per approfondire l’utilizzo delle soluzioni AI per le attività di marketing e comunicazione: dall’analisi alla customer experience, dall’influencer marketing alla lead generation.
https://www.umania-iulmailab.it

Parole O_Stili compie cinque anni
Non si tratta di un appuntamento che riguarda il rapporto degli esseri umani con la tecnologia, bensì con il linguaggio. Sapete quanto ci stia a cuore un utilizzo delle parole consapevole, positivo, inclusivo e d’ispirazione, in rete tanto quanto nella vita reale. Il 17 febbraio è il compleanno del più importante progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole, che lavora con scuole, università, imprese, associazioni e istituzioni: nato nel 2016 a Trieste come associazione no-profit, Parole O_Stili ambisce a ridefinire lo stile con cui le persone stanno in rete, condividendo i principi del “Manifesto della comunicazione non ostile”. C’è un bel Save the Date su tutti i loro canali, c’è da aspettarsi qualcosa di davvero interessante.
https://paroleostili.it

WIAD 2021 – World Information Architecture Day
Il 27 febbraio 2021 è la giornata mondiale dell’architettura dell’informazione. In diverse città del mondo si condividono conoscenze e idee dall’analogico al digitale, dal design allo sviluppo, dagli studenti ai professionisti. È un appuntamento che ispira la crescita globale, valorizzando pensieri e pensatori, grazie all’impegno delle comunità locali che si occupano di architettura dell’informazione e che organizzano, su base volontaria, eventi e iniziative.
https://www.worldiaday.org

Insieme con gli altri: “condivisione” è la seconda parola SMI del 2021

Partecipare e possedere insieme; offrire ad altri il proprio sguardo.

I significati della parola “condividere” mi fanno tornare in mente la mia infanzia da figlio unico: senza fratelli è difficile esercitarsi a condividere. La maggior parte delle cose sono a tuo uso esclusivo: i giochi, le attenzioni, l’affetto.

Eppure, ricordo quasi da subito la necessità di offrire del mio ad altri, il tempo di gioco, l’amicizia e la fiducia soprattutto. Sono tutte cose che solitamente si condividono tra fratelli, tra amici, e poi da grandi, anche fortunatamente tra colleghi, come accade in SMI.

Crescendo scopri la bellezza del punto di vista dell’altro, dell’ascolto, del confronto. Credo sia questo il regalo più prezioso della condivisione. Non importa quale sia l’argomento: un film che ti fa emozionare, un libro che ti fa riflettere o un progetto che ti fa volare.

Vorrei iniziare questo nuovo anno con la parola “condividere”, per ricordare a tutti, e a me stesso, di essere consapevoli ciascuno della propria unicità, ma anche dell’inesauribile ricchezza che si ha nella scoperta dell’altro.

Stefano Tiburzi

Un anno di SMI raccontato con la magia delle parole

Le parole hanno un senso, sempre. Possono essere leggere come l’aria o pesare come macigni; possono ispirare e coinvolgere, oppure raffreddare la comunicazione; ci sono parole auliche, come quelle del passato, e parole eteree, come quelle che aprono al futuro. Ciascuna di loro racconta una storia e un’intera storia può essere raccontata da una sola parola.
Noi abbiamo scelto le nostre dodici, una per ogni mese dell’anno. Anche se sono parole che tutti usano quotidianamente, hanno un significato dentro che è solo nostro, perché a modo loro raccontano la storia di SMI.
Da gennaio a dicembre, ciascuno di noi ne spiegherà una e aggiungerà un capitolo alla storia che queste parole raccontano.

Il 2021 INIZIA GUARDANDO AL FUTURO
Quando ascolti o leggi una parola, la mente comincia un percorso che ti porta là dove i tuoi ricordi la fanno atterrare. La parola “futuro” a me evoca un’automobile, più nello specifico una DeLorean DMC-12; uno scienziato con una chioma candida e disordinata; un ragazzo spigliato e curioso che gli siede accanto. L’energia di 1.21 GW è la potenza che consente a quella macchina di viaggiare nel futuro, appunto.

Il compito della SMI, sin da quando è nata, è quello di guardare e far vedere le cose da un punto di vista diverso. Per questo motivo abbiamo la convinzione che “futuro” non stia a significare un viaggio nel tempo, ma piuttosto un viaggio nello spazio: perché il futuro è qui ed ora, hic et nunc, e noi abbiamo l’opportunità di coglierlo e cercare, per quanto possibile, di indirizzarlo. 

UN FUTURO CHE È GIÀ PRESENTE
Il futuro preconizzato da filosofi e pensatori del secolo scorso, che intravedevano nelle tecnologie in fieri l’opportunità ridefinire i confini del tempo e dello spazio, ora è realtà. E di questa noi siamo parte, pronti per esserne protagonisti.

Nel suo microcosmo SMI vive questo presente dando il suo contributo, nel modo diverso di erogare i suoi servizi, nel modo diverso di vivere l’universo, che cerca di rendere suo, insieme a tutti i suoi abitanti, agli smiers, a suoi partner e ai suoi clienti. Tutti registi, attori e spettatori di questo luogo che abbiamo chiamato YOUniverse.

NOI DI SMI, ABITANTI DEL FUTURO
Affrontiamo questo 2021 come una corsa a mezz’aria, dal sogno alla realtà, che è il modo di camminare che SMI ha intrapreso sin dalla sua nascita. E come sempre affronteremo le sfide di tutti i giorni con la consapevolezza di essere non tanto proiettati verso il futuro, bensì di risiederlo e di sentire la responsabilità di raccontarne l’opportunità a tutti coloro che lo abitano.

Siamo pronti ad allacciare le cinture per questo viaggio che si chiama futuro, certi che non avremo bisogno di una DeLorean DMC-12, ma di una macchina normalissima – meglio se elettrica – con il naso fuori dai finestrini tirati giù, per goderci lo spettacolo del presente. Il propellente non sarà né un fulmine né tantomeno una carica di plutonio, ma la potenza delle idee e la magia delle nostre parole.

Vogliamo rendervi partecipi di questo nostro viaggio, anzi, potete essere dei veri e propri compagni se lo vorrete. Vi basta seguire SMI su Facebook, LinkedIn e sul nuovissimo canale Instagram. E poi, l’appuntamento è il prossimo mese su queste pagine con la parola di febbraio.

Cesare Pizzuto

#smipeople_Luigi Porcu

Quando ero piccolo il mio più grande sogno era quello di diventare un calciatore professionista. Il giorno in cui l’Empoli Calcio mi ha ingaggiato avevo 13 anni. Ero molto giovane e la vita mi metteva di fronte a sfide importanti: la lontananza della famiglia, i ritiri, la scuola da conciliare con gli allenamenti. È stata sicuramente un’esperienza che mi ha formato e ha contribuito a consolidare il mio carattere. Nel 1998 qualcosa cambia. Una serie di infortuni mi hanno costretto ad abbandonare il calcio professionistico: un trauma. Grazie all’incoraggiamento di mio padre mi sono rialzato e ho cominciato ad affacciarmi nel mondo del lavoro sino ad entrare come borsista presso un’azienda. Da lì è iniziato un nuovo capitolo della mia vita.

Ho cominciato a lavorare come tecnico hardware e, proprio nel corso di questa lunga esperienza, ho conosciuto Cesare Pizzuto. Cesare è per me una figura molto importante, che va ben oltre il lavoro. Ci conosciamo ormai da diversi anni e posso dire che, oltre ad avere un ottimo rapporto lavorativo, siamo legati anche da una bellissima amicizia. Cesare ha creduto in me quando pochi erano disposti a farlo. Ha capito come valorizzare la mia professionalità, portandomi verso il ruolo che ricopro tuttora: tecnico di presidio. Si tratta di una posizione che richiede soprattutto la capacità di assumersi delle responsabilità, cosa che un tempo non ero in grado di fare. Oggi posso finalmente dire il contrario.
Amo ciò che faccio e lavoro molto. Le mie giornate sono davvero intense: ho una moglie, sono papà ma, nonostante questo, cerco sempre di ritagliare un po’ di spazio anche per me. Nel tempo libero corro oppure vado in bicicletta. D’altra parte, lo sport rappresenta da sempre un aspetto fondamentale della mia vita. Ha fatto parte del mio passato, ma gioca un ruolo altrettanto importante nel mio presente, influenzando anche il mio atteggiamento sul lavoro.

Se oggi sono come sono, una persona spiritosa, scrupolosa, ma soprattutto grintosa, lo devo anche al calcio. Non mollo mai e in azienda do tutto me stesso, cercando sempre di migliorarmi e crescere giorno dopo giorno. Sono contento di lavorare in un settore dinamico e in cui non si finisce mai di imparare, ma soprattutto mi piace far parte del mondo SMI.
Per me questa azienda non è soltanto una grande società, ma anche una bellissima famiglia. Sono orgoglioso di esserne membro e di condividere i risultati positivi con tutto il team. Quando riesco a soddisfare un cliente sento di essere felice, non solo per me stesso, ma soprattutto perché si tratta di un nuovo traguardo raggiunto da tutta la squadra.

LUIGI

#eotf_dicembre2020

Siamo nel pieno delle vacanze natalizie e quest’anno più che mai trascorreremo gran parte del nostro tempo libero a guardare film e serie tv. D’altra parte l’offerta non manca, considerando le numerose piattaforme in grado di offrire ampi cataloghi di commedie, programmi e serie di ogni genere. Netflix è una fra queste e senza dubbio una delle più amate dagli utenti. Le serie tv finanziate e trasmesse da questa piattaforma sono infatti quasi sempre prodotti di grande successo, riuscendo a incontrare il gradimento di un numero davvero molto ampio di persone. In realtà non si tratta di fortuna né di semplice casualità, ma di una vera e propria pianificazione che ha origine dall’analisi dei Big Data. A differenza di quanto accadeva in passato con le grandi produzione televisive, aziende come Netflix hanno infatti a disposizione un’enorme mole di informazioni sui propri utenti.

Si tratta dei Big Data, che offrono una panoramica sui comportamenti e i gusti degli spettatori in maniera precisa e dettagliata. In particolare, Netflix ha dichiarato di fare affidamento ad un meccanismo che prende il nome di “transfer learning”, ovvero un sistema di apprendimento automatico che consente di trasferire quanto appreso su un determinato target ad un nuovo pubblico potenziale. Per le varie tematiche trattate viene creata una “mappa di similitudine” tramite l’intelligenza artificiale, che tiene conto di metadati, tag e riassunti che, a loro volta, consentono di determinare collegamenti tra le varie serie e catalogarle.

Si tratta perciò di uno strumento di marketing dalle grandi potenzialità, grazie al quale è possibile conoscere in anticipo le probabilità di successo di una serie tv. Un potere enorme, che sta chiaramente cambiando anche lo scenario delle serie televisive. Se una volta infatti erano le analisi di mercato a guidare le scelte, adesso è l’intelligenza artificiale a decretare quale serie non sarà finanziata e quale invece finirà sui nostri schermi. Non solo, le nuove tecnologie riescono a monitorare ogni azione dell’utente: tutto è controllato e analizzato, dall’accensione alla messa in pausa. Sembra inoltre che si stia lavorando anche per capire quali colori, suoni e scenari siano maggiormente in grado di colpire le persone.  

L’obiettivo è raccogliere una mole di dati sempre più consistente così da offrire al marketing risorse preziose per conoscere e anticipare i gusti del pubblico. D’altro canto, a lungo andare, questo sistema potrebbe ridurre i margini di creatività della regia e della sceneggiatura, dando vita a prodotti molto simili e privi di originalità. Insomma sono ancora molti i dubbi e le domande a riguardo, ma una cosa è certa: l’influenza dei Big data sulle serie tv rappresenta una rivoluzione ormai in atto. Solo il tempo ci permetterà di capirla e interpretarla al meglio, consentendoci di vedere con maggiore chiarezza e lucidità tutti i vari benefici e potenziali rischi.     

Fonte: https://www.macitynet.it/netflix-usa-lintelligenza-artificiale-per-capire-i-nostri-gusti-e-finanziare-serie-di-sicuro-successo/

#natale2020_SMI Roma Volley

A pochi giorni dal Natale SMI ha incontrato Antonello Barani, presidente della SMI Roma Volley, e ha scelto di accoglierlo nelle sale di COSMICO. Si tratta del nuovo spazio creativo che l’azienda ha voluto creare per dare modo ai dipendenti di coltivare le proprie passioni e giocare insieme.

Un nuovo modo per alimentare quello spirito di squadra che risulta decisivo per vincere e raggiungere nuovi traguardi. D’altra parte l’azienda, proprio come una squadra sportiva, ha bisogno di un gruppo unito e capace di mettere in campo la giusta strategia. Non a caso SMI è main sponsor della SMI Roma Volley, la prima squadra di pallavolo della capitale.
Un connubio che nasce dalla condivisione degli stessi valori e dalla convinzione che solo lavorando insieme è possibile mettere a segno i punti vincenti, raggiungendo obiettivi importanti.
Questa stessa strategia è portata avanti anche dalla SMI Roma Volley, una squadra ormai in serie A ma sempre pronta a tagliare nuovi importanti traguardi.

Le parole di Cesare Pizzuto, General Manager SMI: “E’ un connubio che a noi piace. L’idea che un’azienda come la nostra supporti e viva insieme a una squadra di pallavolo, uno sport che amiamo, le cui caratteristiche essenziali sono così legate, unite a quella che è una strategia dell’azienda. La pallavolo è forse l’unico sport di squadra in cui è la squadra che vince. Ogni punto è caratterizzato da uno schema che coinvolge più elementi della squadra. Non solo, il team vince senza combattere fisicamente con gli avversari, ma vince con la strategia”.

Le parole di Antonello Barani, Presidente della SMI Roma Volley: “Ringrazio ancora Cesare e Stefano per il supporto che danno alla nostra squadra da anni. La pallavolo è uno sport di squadra, di strategia e di tattica se ne fa tantissima. Il connubio fra SMI e la Roma Volley nasce proprio dalla volontà di mettere insieme la filosofia della squadra e la strategia per raggiungere un obiettivo. Se siamo in Serie A è anche grazie a loro. La cosa più bella è che abbiamo creato una squadra insieme e insieme portiamo avanti strategicamente questo lavoro”.

Le parole di Stefano Tiburzi, CIO di SMI: “Abbiamo detto che lo sport è strategia, è gioco di squadra e passione. Oggi accogliamo con piacere i ragazzi in questo luogo dove noi cerchiamo di coltivare le nostre passioni e quelle di tutti i colleghi. Era fondamentale avervi qui con noi perché queste passioni coincidono con le nostre e continueranno a unirci nel tempo.”        

#smitalks_Giovanni Lai

Responsabile Commerciale della “Biondi Santi” e docente FIS, Giovanni Lai ci offre uno sguardo interessante sui cambiamenti e sull’impatto che le nuove tecnologie stanno avendo nella gestione delle aziende vinicole.

L’imprenditore agricolo odierno lavora sicuramente in modo molto diverso rispetto a qualche anno fa. Se prima era l’istinto a guidare la scelta, adesso è il software a fornire un supporto strategico. L’uomo resta al centro, ma grazie ai dati e alle informazioni fornite dalle nuove tecnologie, è in grado di programmare e pianificare la produzione come mai era successo. Una vera e propria rivoluzione dei processi che ha portato e porterà anche in futuro significativi miglioramenti nella gestione dell’azienda vinicola. E non è tutto. Giovanni ci racconta anche l’impatto che il digitale ha avuto sull’organizzazione del lavoro e sul modo di comunicare con i clienti. Da un lato lo smart working, una grande opportunità per ottimizzare e ridurre i costi. Dall’altro eventi e degustazioni online, nuove occasioni di incontro e scambio fino a qualche anno fa inimmaginabili.

Tutto è ancora nuovo e da migliorare, ma una cosa è certa: la tecnologia rappresenta uno strumento unico per arrivare alle persone ed il mezzo per unire on e off line in un’unica realtà, in cui la vera sfida è mantenere vivo il rapporto umano.   

https://www.facebook.com/smiconsulting/videos/417597119284586

#justsmi 4

La passione per la cucina nasce tra le mure domestiche. Ognuno di noi da il meglio di se tra i propri fornelli, con gli utensili e le ricette tramandate da generazioni, o sperimentate per passione. 
 
Per questo SMI ha rilanciato la sua gara culinaria – justSMI – tra i fornelli di casa.
Il 27/11 è stata lanciata la sfida per realizzare la migliore Amatriciana.

#savethevent_dicembre2020

Dicembre è da sempre un mese speciale e se il mondo offline rallenta, preparandosi a festeggiare un Natale diverso dal solito, quello digitale accelera, continuando a offrire interessanti occasioni di dibattito e confronto. Dai grandi eventi italiani dedicati a startup e innovazione, passando per alcune conferenze internazionali sulle applicazione dell’intelligenza artificiale e l’Internet of things: gli appuntamenti per parlare di futuro e nuove tecnologie non mancano di certo.

Per saperne di più, leggi la nostra selezione degli eventi online più interessanti del mese.

📍 2ND INTERNATIONAL CONFERENCE ON DEEP LEARNING, AI & ROBOTICS  (ICDLAIR 2020)

📆 7-18 dicembre

ICDLAIR 2020 giunge alla sua seconda edizione. L’evento, che si terrà presso l’Università di Salerno, offre a ricercatori e professionisti una piattaforma in cui condividere ricerche e analisi sulle nuove tecnologie e le loro applicazioni nell’ambito del Deep Learning, Robotica e Intelligenza Artificiale. Lo scopo della conferenza è di creare un ponte fra discipline diverse e favorire uno sviluppo unico nella prossima generazione di modelli computazionali per l’intelligenza artificiale. L’evento si terrà online, mentre per partecipare è necessario registrarsi sul sito al seguente link.

📍 MAKER FAIRE 2020

📆 10-13 dicembre

Ottava edizione per la più grande fiera europea dedicata all’innovazione, che quest’anno si trasforma in un evento digitale e completamente gratuito. Oltre 300 stand dei “makers” e 100 conferenze stampa per quattro giorni interamente dedicati all’innovazione e al futuro.  L’evento rappresenta da tempo un vero e proprio punto di riferimento per il settore, oltre che un appuntamento molto importante per le imprese del territorio. Tanti i temi e le aree presenti: dalla robotica, all’intelligenza artificIale, alla sezione Maker Art, con 40 artisti provenienti da tutto il mondo, all’area Maker Music, curata da Alex Braga con artisti anche molto noti. Per partecipare all’evento, basterà registrarsi inserendo la propria mail all’interno del sito web ufficiale.

📍 IOT GRAND SLAM 2020

📆. 11 dicembre

La Internet of Things Conference giunge alla sua tredicesima edizione. L’evento si terrà online e offrirà una panoramica sul rapido cambiamento dei principali scenari guidato dalla diffusione dell’Internet delle cose (IoT). Tantissimi i temi che saranno affrontati: dall’intelligenza artificiale ai Big Data, 5G, blockchain, smart cities, cloud e molto altro ancora. Per partecipare all’evento, sarà necessario registrarsi sul sito ufficiale.

📍 STARTUPITALIA OPEN SUMMIT 2020 – DIGITAL EDITION

📆. 14 dicembre

Seconda edizione per la StartUpItalia Open Summit, uno dei più importanti eventi dedicati all’innovazione e alle startup. Quest’anno la kermesse verterà sulla rivoluzione digitale e sull’impatto che questa trasformazione ha avuto sulle nostre vite negli ultimi mesi. Il digitale rappresenta una grande opportunità da cogliere che, tuttavia, può nascondere anche notevoli rischi e insidie. Questo il tema su cui si incentrerà il dibattito, al quale prenderanno parte imprenditori, startupper, politici, influencer e innovatori. L’appuntamento è con Paolo Barberis, Marco Montemagno e Giampaolo Colletti dalle ore 9, in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano. La registrazione all’evento è gratuita e può essere effettuata al seguente link.

📍 WINTER FOCUS 2020 –  BIM&DIGITAL

📆. 1-2-15 dicembre

Tre giornate dedicate all’innovazione e alla trasformazione digitale dell’ambiente costruito. In particolare, l’evento focalizzerà l’attenzione sul tema del BIM e del digitale, mettendo in luce tutte le potenzialità di uno strumento in grado di supportare il processo progettuale e costruttivo e di innovare un settore di per sé tradizionalista e rigido. L’evento, che si terrà online, si concluderà con la premiazione dei partecipanti al BIM&Digital Award 20, concorso internazionale di progettazione e digitalizzazione del processo BIM. Per partecipare all’evento, è necessario registrarsi al seguente link.

#smipeople_Maria Chiara Fibbi

Se non ti sperimenti, vivi una vita al 50%: questo è il mio motto e il filo conduttore che ha guidato la mia vita, soprattutto negli ultimi anni. Sì, perché non sono sempre stata così.
Ho seguito un percorso di studi molto lineare: prima il diploma di maturità classica, poi la laurea in Giurisprudenza, convinta che fosse questa l’unica strada per trovare un lavoro concreto e sicuro. Avevo pianificato quasi ogni cosa, ma la vita era pronta a sconvolgere tutti i miei piani. Per ben 10 anni ho lavorato presso un’azienda che forniva assistenza ai clienti. Poi, però, sono diventata mamma di tre figli e ho dovuto fermare tutto.

È passato un po’ di tempo ma, sulla soglia dei 40 anni, ho dovuto rimettermi in gioco. Ho lavorato come commessa e successivamente come segretaria in uno studio medico. Esperienze che mi hanno certamente arricchito, ma che non erano quello che volevo davvero.

L’incontro con la mia grande opportunità è avvenuto a marzo di quest’anno, quando SMI mi ha proposto un colloquio per una posizione nel Service Desk. A 50 anni compiuti non mi aspettavo certo un’occasione di questo genere. E invece è arrivata e mi ha sorpreso positivamente.

Dopo tanti anni, sono tornata ad occuparmi di assistenza ai clienti, un lavoro che mi piace davvero e che mi permette di esprimere me stessa al 100%. Aiutare gli altri mi rende felice: credo sia la mia vocazione. D’altra parte, tempo fa ho deciso di iscrivermi a un corso di formazione in counseling, una passione che avevo da sempre ma non ero mai riuscita a coltivare e che ora porto tutti i giorni con me, anche a lavoro. Mi piace molto lavorare in team e contribuire alla formazione delle risorse, ma il lavoro non è la sola cosa che riempie la mia vita.

Nel tempo libero dipingo: è un’attività che mi fa sentire libera e che potrei fare per ore senza sentire la stanchezza. Perché, quando fai quello che ami, puoi riuscire davvero in tutto, attingendo a risorse che non pensavi di avere.
È così che mi sento adesso e lo devo anche a SMI. In questa azienda ho trovato quello che cercavo e, soprattutto, un’attenzione unica verso le persone e i loro bisogni. Questo aspetto mi gratifica molto e ora posso dire di essere davvero felice.
D’altra parte, se trovi un lavoro che ti piace, è meglio che vincere alla lotteria!

MARIA CHIARA

#eotf_novembre2020

L’intelligenza artificiale è arrivata anche nel mondo delle ricerche online. L’avvento di Google Home e Alexa Echo Dot e la diffusione crescente dei dispositivi che utilizzano la “voice search” ne sono la dimostrazione. Se questi sistemi di riconoscimento vocale hanno fatto notevoli progressi negli ultimi anni, è infatti proprio merito delle tecnologie introdotte dal mondo della robotica e dell’intelligenza artificiale.

Moltissime persone, ormai, utilizzano la propria voce per le ricerche online o per ottenere risposte precise a domande puntuali, effettuate attraverso i propri assistenti virtuali. La “voice search” risulta infatti più immediata e permette di fare le proprie ricerche senza la necessità di digitare e inserire testo all’interno del motore. Si tratta, quindi, di una soluzione pratica e molto utile se abbiamo le mani o gli occhi occupati, ma vogliamo approfondire gli ingredienti di una ricetta o conoscere gli orari di un negozio. D’altra parte, parlare è molto più semplice che scrivere o, eventualmente, perdere tempo nella ricerca delle “keyword” più adatte per trovare l’informazione giusta.
Per questo motivo, sempre più utenti preferiscono optare per l’utilizzo di comandi vocali ed è facile immaginare che la voice search possa rappresentare, in un futuro non molto lontano, la naturale evoluzione delle ricerche online.

Secondo una ricerca di Pwc, in particolare, il 71% delle persone preferisce effettuare ricerche attraverso la voce piuttosto che digitare le query di ricerca. Uno studio ComScore del 2019, invece, ha evidenziato come il 51% degli acquirenti online negli USA utilizzi la “voice search” per la scelta di prodotti.

Tutto questo porterà sicuramente ad un maggiore investimento nella ricerca vocale da parte di Google. Lo strumento necessita infatti di essere perfezionato e, solo quando riuscirà a restituire risultati più precisi e dettagliati, potrà davvero sostituire la ricerca manuale. Tuttavia, bisogna riconoscere che gli stessi assistenti virtuali hanno già fatto molti progressi rispetto al passato e non è da escludere che l’evoluzione tecnologica possa portare a un’espansione dell’Internet of Things.

Presto molti device che ci circondano potranno essere dotati di un assistente virtuale ed ogni oggetto della nostra casa potrà essere attivato con un semplice comando vocale. L’evoluzione della “voice search” porterà inoltre ad un vero e proprio stravolgimento della SEO, ovvero la disciplina che comprende le tecniche volte a favorire il posizionamento di un sito web nei motori di ricerca. Tutti i contenuti presenti sul web dovranno essere ottimizzati per la ricerca vocale e andranno per questo riorganizzati e strutturati diversamente.

Per maggiori dettagli relativi all’evoluzione della “voice search” e approfondire le sue implicazioni, è possibile leggere l’articolo di Semrush.

https://it.semrush.com/blog/voice-search-il-futuro-della-ricerca-online/

#WiredTrends_SMI tra gli speaker con “La sfida digitale”

Sostenibilità, wellbeing, digital transformation: sono solo alcuni dei temi protagonisti del prossimo “Wired Trends 2021”.

L’evento, nato dalla collaborazione fra Ipsos e Wired Italia, torna anche quest’anno con l’obiettivo di interrogarsi su tutti i principali trend del prossimo futuro. 

Un anno difficile, quello che ci lasciamo alle spalle, e che porta a chiederci quali saranno le sfide che dovremo affrontare nei mesi che verranno.

Fra queste, la trasformazione digitale è certamente quella che sentiamo più vicina e di cui parleremo proprio nel corso della prima giornata, con un intervento del nostro CEO Cesare Pizzuto dal titolo “La sfida digitale”.

L’appuntamento è lunedì 30 alle ore 12.05 in diretta streaming sul sito https://www.wired.it/ oppure sulla pagina Facebook di Wired Italia. 

Per rivedere l’intervento:

https://www.facebook.com/wireditalia/videos/380548826506517/

#savethevent_novembre2020

Novembre porta con sé tante novità per gli appassionati di tecnologia e comunicazione digitale.

La divulgazione e i sistemi di informazione degli ultimi anni, grazie all’uso delle nuove tecnologie, sono cambiati radicalmente.  La chiave per restare al passo con i tempi è l’aggiornamento e la formazione continua.

Se vuoi scoprire di più sui nuovi media e il mondo dell’innovazione, leggi la nostra selezione per il mese di Novembre.

📍 WMF – WEB MARKETING FESTIVAL

📆 19 – 21 Novembre 2020 | Online

Ottava edizione per il Web Marketing Festival, di nuovo in versione online, sicuri di replicare il successo dell’edizione di giugno. L’agenda del WMF di novembre esplorerà l’universo dell’innovazione attraverso eventi di formazione, cultura, intrattenimento, business e networking. In agenda 60 sale formative e oltre 500 speaker da tutto il mondo. Oltre 80 eventi dedicati alla formazione su numerosi temi tra cui eSports, Gaming, Web Marketing, ONP, Cybersecurity, Intelligenza Artificiale, 5G, Robotica, IoT, Circular Economy, Social Media, Open Innovation, Blockchain, Automotive, Aerospace, Cyberbullismo, Sostenibilità, Health Tech, Imprenditorialità ed Editoria, con momenti riservati alla presentazione di libri inediti.

Il programma formativo del WMF di novembre e la possibilità di acquisto del biglietto è disponibile sul sito dell’evento.

📍TEDXSIATTLE

📆 21 Novembre 2020

TEDxSeattle 2020 è uno dei più grandi eventi TEDx al mondo che riunisce diversi relatori, esperti che definiscono il futuro della nostra città e oltre. Per promuovere al meglio la loro missione di portare idee stimolanti, l’evento è completamente gratuito.

Per partecipare basta iscriversi al seguente link.

📍 VMWARE SHAPE YOUR FUTURE

📆 24 Novembre | Online

VMware Shape your Future è l’evento dedicato al futuro della tecnologia e del nostro Paese. L’evento per la prima volta sarà in live streaming, con un format televisivo, trasmesso dagli studi TV Mediaset. Potrai ascoltare gli speech dei migliori esperti delle più importanti aziende tecnologiche, e dei più grandi fornitori di cloud.

Per scoprire quale forma avrà il nostro futuro iscriviti all’evento online.

📍STATI GENERALI DELLA SPACE ECONOMY

📆 25 – 26 Novembre 2020

Gli Stati Generali della Space Economy ti aspettano sul sito e sui canali Facebook e LinkedIn di Forbes. Per la prima volta in Italia i principali player del mondo dell’aerospazio si incontrano per dare vita a quattro tavole rotonde dedicate ai seguenti temi:

  • istituzioni e imprese a confronto,
  • progettualità e concretezza,
  • progetti spaziali,
  • competenze HR.

Per avere un reminder, basta registrarsi qui.

📍INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MODELLI ORGANIZZATIVI

📆 25 Novembre 2020

Il prof. Guido Di Fraia, CEO di IULM AI Lab, laboratorio di Intelligenza Artificiale spin-off dell’Università IULM di Milano, in questo webinar GRATUITO parlerà di “Intelligenza Artificiale e modelli organizzativi: processo flessibili per un mondo orientato ai risultati”.

L’adozione dell’AI in azienda richiederà un cambiamento sostanziale di processi e modalità organizzative da programmare in chiave strategica. Inoltre, per garantire la sostenibilità e la competitività del business sarà necessario che l’integrazione dell’IA sia in prima istanza prerogativa dei vertici dell’azienda, che avranno il compito di favorire la comprensione della portata delle sfide e delle opportunità legate a questa tecnologia.

Puoi partecipare collegandoti alla loro pagina Facebook.

📍 STARTUP WEEKEND BARI 2020

📆 27-29 Novembre 2020

Startup Weekend è un format internazionale in cui startupper, developers, marketers, designers e innovatori pieni di talento come te lavoreranno in team per trasformare una semplice idea in una startup in sole 54 ore!

Questa nona edizione di Startup Weekend Bari 2020 sarà differente, infatti si svolgerà online e sarà l’unico appuntamento in Italia!

Puoi avere maggiori informazioni sull’evento e iscriverti al seguente link.

#smipeople_Marco Reali

Serietà, affidabilità e passione sono le parole chiave della mia personalità; cerco di fare la differenza ogni giorno evolvendomi professionalmente e personalmente. Mi piacciono le sfide, sono in continua ricerca di nuovi stimoli e mi piace circondarmi di persone da cui poter imparare.

La tecnologia ha rappresentato tutto questo. Una sfida, una sorpresa e una rivelazione per il mio presente. Ho sempre avuto la passione per la tecnologia. Fin da piccolo mi dilettavo con l’uso di computer e i suoi programmi, ma in maniera del tutto autodidatta. Prima di SMI però non avrei mai pensato che l’informatica potesse diventare il mio lavoro.

Ho studiato scienze politiche, settore che mi ha sempre appassionato ed incuriosito; tutt’ora amo leggere e restare aggiornato su politica e attualità. Una volta conclusi gli studi ho provato ad intraprendere diversi lavori, ma nessuno mi ha soddisfatto al 100%.
Volevo di più, cercavo di più, non mi volevo fermare.

Il passaggio al mondo professionale della tecnologia e dell’informatica si è verificato in maniera piuttosto casuale. Il mio CV era ancora acerbo, ma evidentemente emergeva la voglia di mettersi in gioco.

Sono passati 4 anni da quando ho conosciuto Cesare, il CEO dell’azienda, e da quel primo giorno SMI è diventata la mia seconda famiglia.
Ogni giorno mi impegno per portare i migliori risultati e garantire ai clienti un servizio di qualità.

Mi sento fortunato ad aver trovato una realtà solida che mi ha insegnato l’etica sul lavoro, la disciplina e il lavoro di squadra.
Sono ancora giovane, i sogni nel cassetto e gli obiettivi da raggiungere sono numerosi. Sento di appartenere ad un’azienda con un approccio innovativo e in continua espansione, con colleghi straordinari con i quali condivido l’entusiasmo nell’esplorazione di nuovi universi.

MARCO

SMI presente ad Alice nella Città 2020 con il corto Néo Kósmo di Adelmo Togliani

Il corto Néo Kósmo selezionato ad Alice nella Città 2020 – Festa del Cinema di Roma, per la regia di Adelmo Togliani con Giorgia Surina nei panni di un’androide.

Martedì 20 ottobre 2020 presso La Nuvola di Fuksas è attesa l’anteprima nazionale di Néo Kósmo, un corto di fantascienza che mette a confronto la facoltà di giudizio umana e quella di un automa.

Roma, ottobre 2020 – Il cortometraggio Néo Kósmo, scritto e diretto da Adelmo Togliani, è stato selezionato fuori concorso alla 18° edizione di Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma (15- 25 Ottobre 2020). Protagonista del film è Giorgia Surina nel ruolo della tata androide Alésia, accanto a lei anche Giorgio Consoli e Kateryna Korchynska nelle vesti di una coppia di coniugi che, insieme ai figli adolescenti, sono vittime inconsapevoli di Néo Kósmo, un mondo virtuale privo di ogni reciprocità umana all’interno del quale si consumano le giornate di ognuno, fatte di lavoro, studio e tempo libero. Alésia, capendo che il processo di deriva sociale è irreversibile, è intenzionata a proteggere il figlio più piccolo della famiglia, non ancora iniziato alla nuova dimensione.

“L’uomo è talmente preso dalla virtualizzazione di sé che ha dimenticato qual è il suo ruolo nell’universo, e i robot sono i primi giudici consapevoli che un mondo privo di ‘contatto’ non ha niente a che vedere con un’umanità fatta di carne e ossa – afferma il regista Adelmo Togliani – La pellicola però non parla di robot ribelli che distruggono ogni cosa gli capiti a tiro, qui non c’è nessun progetto di conquista, ma solo i prodromi di una rivoluzione silenziosa.”

Néo Kósmo sarà proiettato in anteprima nazionale martedì 20 ottobre 2020 alle ore 16.00 presso La Nuvola – Roma Convention Center dell’EUR (Viale Asia, 40) alla presenza del regista.

Il cortometraggio, una produzione Santa Ponsa Film e Accademia Togliani in collaborazione con CinemETIC, è realizzato con il contributo di Mibac e Apulia Film Commission e si avvale inoltre del contributo di SMI Technologies and Consulting che ha fornito la YOUnified Platform. La piattaforma, ideata e sviluppata da SMI Technologies and Consulting, è l’intelligenza artificiale con cui la famiglia gestisce la casa e controlla da remoto il proprio lavoro.

Il corto potrà inoltre essere visionato per dieci giorni sulla piattaforma Timvision, dopo il termine della manifestazione.

Il cortometraggio Néo Kósmo, realizzato inoltre con il contributo di Argos e Davide Campagnano, è una distribuzione Premiere Film e dopo questa anteprima nazionale toccherà altri importanti festival sia in Italia che all’estero.

Per vedere il trailer clicca qui

#eotf_ottobre2020

L’ansia e lo stress sul lavoro sono un problema crescente, soprattutto in questi tempi pandemici, ma i robot basati sull’intelligenza artificiale potrebbero cambiare le sorti di molti lavoratori e diventare dei veri e propri alleati.

I danni arrecati al mondo del lavoro, dopo mesi di Covid-19, si contano non solo dal punto di vista economico ma anche relativamente al benessere fisico e mentale dei lavoratori. Per la maggior parte di loro il 2020 è stato l’anno più stressante di sempre, un lungo periodo di squilibri organizzativi ed emotivi.

Secondo quanto emerso dalla la ricerca AI@Work 2020, svolta da Oracle Cloud in collaborazione con Workplace Intelligence, su un campione di oltre 12.000 persone tra dipendenti, manager, leader delle risorse umane e alti dirigenti in 11 Paesi del mondo (Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti, Francia, Italia, Germania, India, Giappone, Cina, Brasile e Corea), quando i livelli di ansia, stress e rischio burn-out nel luogo di lavoro si fanno elevati, la tecnologia diventa lo strumento privilegiato per ridimensionare i problemi, e i dipendenti preferiscono rivolgersi a strumenti tecnologici piuttosto che avere un confronto con altre figure aziendali.

A molti di loro sono state poste domande generali volte a rilevare l’impatto psicofisico del Covid-19 sulle loro vite, per capire le conseguenze dello smart working e per esplorare come l’AI, chatbot e altri strumenti di interazione artificiale abbiamo avuto un ruolo fondamentale sul lavoro. Quel che è emerso è che le persone vogliono di più dalla tecnologia. Se in tempi passati il sentimento prevalente nei confronti delle macchine era la paura di perdere il posto di lavoro, oggi invece, i lavoratori individuano nei robot un valido strumento di supporto per contrastare ansia e stress.

I dati a livello mondiale, hanno dimostrato che il 68% degli intervistati preferirebbe parlare con un robot piuttosto che con il proprio manager e l’80% delle persone si dichiara disponibile ad avere un robot come terapeuta o consulente.
I dati che riguardano solo l’Italia non sono così differenti, segno che siamo di fronte a una serie di bisogni diffusi e generalizzati. Nel nostro Paese, infatti, i lavoratori che preferiscono uno strumento virtuale piuttosto che affrontare il proprio capo sono il 57%.

L’apprezzamento nei confronti dell’intelligenza artificiale non si ferma all’aiuto psicologico ma si estende anche al supporto tecnico: la maggioranza (51%) dei lavoratori dichiara che questi strumenti hanno permesso di “abbreviare la settimana lavorativa” concedendo più tempo di riposo e più tempo da trascorrere con la famiglia.

Per scoprire tutti i risultati della ricerca ti segnaliamo l’articolo di NetworkDigital 360 al seguente link.

#savethevent_ottobre2020

Ottobre porta con sé tante novità e insieme ai suoi colori riesce a sorprenderci con eventi innovativi.

Diversi gli appuntamenti, non solo per gli appassionati di tecnologia e innovazione; si parla anche di sostenibilità e sviluppo del territorio.
Gli eventi, sia online che offline, tra reale e virtuale, si confermano un’occasione indispensabile per conoscere nuove realtà, sperimentare collaborazioni, presentare nuovi prodotti e servizi, fare networking.

Senza esitare venite con noi a scoprire una selezione degli eventi più interessanti del mese.

📍 EUROPEAN WEEK OF REGIONS AND CITIES 2020
📆 12 – 16 ottobre 2020

La settimana europea delle regioni e delle città è un evento annuale di quattro giorni durante i quali città e regioni mostrano la loro capacità di creare crescita e occupazione.
L’evento di questo mese è dedicato alla digitalizzazione delle città.
I workshop si propongono di condividere soluzioni innovative e green per accelerare l’aumento delle piattaforme digitali urbane.

Troverai maggiori informazioni al seguente link.

📍 SMAU
📆 20 – 21 ottobre

La fiera milanese ritorna in un formato misto, fisico e digitale. Le startup saranno protagoniste, non solo ICT. Il nuovo format dell’evento abbraccia temi come l’industria 4.0, l’agrifood, la sanità, le smart communities, il commercio, il turismo e l’internazionalizzazione.

Puoi iscriverti all’evento al seguente link.

📍 GREENATHON EUROPEO
📆 27- 30 ottobre 2020

Il Consiglio Europeo per l’Innovazione lancia il primo Greenathon Europeo, hackathon per la promozione di idee innovative a tema sostenibilità.
Partecipando all’evento si avrà l’occasione di acquisire ulteriori conoscenze sulle tecnologie innovative per un futuro più sostenibile e fare networking con innovatori e stakeholders. Inoltre, partecipando all’iniziativa, si concorre per l’assegnazione di numerosi premi offerti dai partner commerciali dell’iniziativa.

Maggiori informazioni al seguente link.

📍 ACCELERATE GLOBAL
📆 28 ottobre 2020

Un live streaming unico di 24 ore pieno di approfondimenti, tendenze, casi studio e workshop pratici su come accelerare la trasformazione aziendale con un semplice clic.
Il futuro del software aziendale è low-code!

Per immergerti in questa esperienza unica alla scoperta dei trend del settore clicca qui.

📍 DIGITAL INNOVATION DAYS
📆 29-30 ottobre 2020

I Digital Innovation Days (#DIDAYS20) tornano il 29 e il 30 ottobre in versione full-digital! Inoltre è stata aggiunta una terza data, il 31 ottobre, che sarà dedicata al mondo Startup. “Dal Lockdown alla Ripartenza”: l’evento andrà alla scoperta delle aziende più virtuose che, durante il lungo periodo di lockdown, hanno saputo cogliere occasioni e trarre vantaggio dalla situazione, reinventandosi o accelerando giocoforza il processo di digitalizzazione. Non solo un percorso di aggiornamento e formazione, ma una vera e propria opportunità di scoprire case study e strategie di successo.

Scopri di più.

SMI Technologies and Consulting a supporto della campagna per la diffusione di Immuni

SMI TECHNOLOGIES AND CONSULTING sostiene la campagna della Presidenza del Consiglio per l’uso dell’app Immuni con l’obiettivo di contenere e contrastare l’epidemia di COVID-19.

LA TECNOLOGIA E L’INNOVAZIONE A SERVIZIO DELLA COMUNITÀ

Immuni è un’app che utilizza la tecnologia per avvertire gli utenti che hanno avuto un’esposizione a rischio, anche se sono asintomatici.

“Grazie anche alla funzionalità di contact tracing, quando un utente scopre di essere positivo al virus, Immuni gli consente di allertare in modo anonimo le persone con cui è stato a stretto contatto e che potrebbe quindi aver contagiato. Venendo informate tempestivamente (potenzialmente ancor prima di sviluppare i sintomi del Covid-19), queste persone possono contattare il loro medico di medicina generale per approfondire la loro situazione clinica. Possono inoltre evitare di contagiare altri, contribuendo a ridurre la diffusione del coronavirus”

PERCHÉ È IMPORTANTE SCARICARE IMMUNI?

“Con Immuni abbiamo un’arma in più per limitare la diffusione del coronavirus. Più persone la scaricano, più quest’arma diventa efficace”

Per maggiori informazioni https://www.immuni.italia.it/
Per scaricare l’app Immuni https://www.immuni.italia.it/download.html

#smipeople_Laura Bresolin

Cercavo una casa da sempre, ci credevo. Se non smetti di cercare, quello che è destinato a te troverà il modo di raggiungerti.

Mi sono sempre sentita fuori dal tempo e dallo spazio. In un contesto in cui la produttività sembra dover primeggiare a tutti i costi, per me la filantropia è invece l’unica ragione d’essere, quel filo rosso che ha sempre guidato le mie scelte.

Nata con la passione per l’essere umano e per la sua essenza, ho seguito prima gli studi in criminologia e poi in psicologia del lavoro. Il mio sogno è sempre stato occuparmi del prossimo, dedicarmi all’ascolto dell’altro; meno importante il ruolo che avrei assunto nel tempo.

Gli sport che pratico alimentano invece il mio spirito competitivo. Le mie grandi passioni sono il bodybuilding e lo snorkeling. Con il primo ho imparato ad individuare i miei limiti fisici, ma soprattutto mentali, e anche a superarli, alzando l’asticella sempre più in alto. Con lo snorkeling invece, oltre alle meraviglie del fondale marino e alla pace di un silenzio assordante, ho compreso fin dove posso spingermi. E ogni metro che guadagno rappresenta una nuova prova superata.

Nella ricerca continua di “quella” casa, inconsapevole dei rischi del lockdown, poco prima della pandemia globale, ho lasciato il lavoro precedente e il destino mi ha fatto incontrare SMI, dove attualmente ricopro il ruolo di Administration Office Assistant.

In SMI ho trovato quello che cercavo. Investire le proprie energie non solo ai fini produttivi ma per un’azienda in cui credi e che rispetti, aumenta il valore di quello che fai; qui ho trovato tutto questo, e non solo. Per la prima volta è stato dato ascolto  anche a parole non dette.

Ho ritrovato il mio spazio ed il mio tempo nello YOUniverse di SMI, dove al centro ci sono le persone e dove io terrò la mia mano sempre tesa verso l’altro.

LAURA

#YOUforSMI_Riccardo Travaglini

“Il Comune di Castelnuovo di Porto come gli altri comuni italiani ha dovuto affrontare una grande sfida a causa della pandemia, che ha colto tutti di sorpresa, ma che è stata gestita al meglio, grazie ai precedenti investimenti tecnologici.
Abbiamo avviato un processo di trasformazione digitale già nei mesi precedenti la crisi provocata dal Covid-19, ponendo le basi grazie all’implementazione di sistemi e servizi di gestione. Siamo intervenuti principalmente su quelle che erano le maggiori criticità per il nostro comune: accessibilità e protezione dei dati.

Creare le condizioni per fornire ai dipendenti gli strumenti necessari per affrontare lo smart working, senza perdere il vantaggio del contatto “umano” e professionale è stata la sfida più impegnativa.
Dopo le prime difficoltà fisiologiche, tutto si è svolto con linearità. L’apertura al pubblico è stata regolamentata; i dipendenti, nei giorni di chiusura, sono riusciti a portare avanti il lavoro grazie allo smart working. Un modello che abbiamo deciso di mantenere laddove possibile. Proprio in questa direzione è andata la scelta di avere un cloud esterno che consenta un’accessibilità e una protezione dei dati che prima ognuno aveva nella propria postazione di lavoro.
Abbiamo incrementato i servizi di protezione, accesso e comunicazione per essere sempre al servizio dei cittadini. Cito degli esempi: sono stati acquistati smartphone per i dipendenti, licenze Office per le piattaforme di videocomunicazione Teams tra i dipendenti del comune, spazio Cloud (SMI Cloud) per l’accesso ai dati dall’esterno in sicurezza; la piattaforma GoToMeeting per effettuare consigli comunali in streaming, l’aggiornamento ed il rinnovo del sito web del comune.

Tutto questo è stato possibile grazie al supporto di SMI, importante soprattutto in termini di tempistiche. In un momento in cui le richieste sono state numerosissime, siamo stati seguiti con un controllo costante in presenza e da remoto, e con un confronto continuo che ci ha permesso di rispondere alle esigenze pervenute dalla cittadinanza, senza interrompere il servizio di pubblica utilità a cui ogni municipio deve rispondere.

Una tappa della corsa alla trasformazione digitale è stata quindi raggiunta grazie ad una serie di azioni e a una squadra che ha lavorato insieme con obiettivi comuni.

Un’esperienza significativa anche per me in quanto sindaco, grazie alla quale ho potuto apprendere tanto. Trasformare un comune da preistorico sotto molti punti di vista, come ci hanno definito, a informatizzato nel giro di poche settimane, è stata un’impresa, ma sono state poste le basi per continuare in questa direzione e lo faremo senza voltarci indietro.
Voglio per questo ringraziare il Presidente Baldelli, i Responsabili del servizio, i dipendenti comunali e Massimo Carlesimo del mio staff; insieme si sono dedicati totalmente a questo percorso di innovazione, al fine di avvicinare i cittadini alla casa comunale, anche tramite la trasmissione in streaming del Consiglio di Castelnuovo di Porto o la possibilità di interfacciarsi e scaricare la modulistica senza dover essere presenti “fisicamente” negli uffici.

Il Comune sta vivendo un processo di trasformazione digitale che ha anticipato il Covid-19 rientrando a pieno nelle politiche di sviluppo futuro della città che lo porterà, nella sua crescita, alla trasformazione in Smart Village.”

RICCARDO TRAVAGLINI
SINDACO DEL COMUNE DI CASTELNUOVO DI PORTO

La Roma Volley e SMI Technologies and Consulting insieme per nuove sfide

La prima squadra della Capitale di pallavolo si chiama ora SMI Roma Volley.

La società del Presidente Antonello Barani ha il suo main sponsor. Ma da quando la Roma Volley è in serie A la stessa SMI Technologies and Consulting è scesa in campo a fianco dei campioni della pallavolo, in questa stagione ha deciso di farlo in maniera più presente, associando il proprio brand a quello dei “figli di Roma” per riportare in alto i colori della Capitale.

Nasce la SMI Roma Volley

“Siamo tutti Figli Di Roma” con queste parole si ufficializza il nuovo main sponsor della Roma Volley. Nasce la SMI Roma Volley, benvenuti in una nuova epoca della pallavolo romana, benvenuti in un nuovo universoGuarda il video di presentazione con le interviste al General manager SMI Cesare Pizzuto al Presidente Antonello Barani e al CIO di SMI Stefano Tiburzi👇🏻#RomaVolleyClub #SMIRomaVolley #IFigliDiRoma #LaSquadradiRoma #SerieA #CredemBanca

Pubblicato da Roma Volley Club Maschile su Venerdì 11 settembre 2020

Il pensiero del numero uno del club romano, Antonello Barani. “La Roma Volley esiste grazie a SMI, siamo nati insieme. È un onore avere loro al nostro fianco, è la prima volta che viene associata alla squadra di serie A un’azienda così importante. È allo stesso tempo un progetto che oggi condivide gli stessi valori, partito da una grande amicizia e dalla stima reciproca. C’è la volontà di farci sentire e valere su scala nazionale. Il naming è una ciliegina sulla torta, un grazie a loro che ci sopportano e supportano”. 

Le parole di Cesare Pizzuto, General Manager di SMI Technologies and Consulting. “Questa unione è una grande soddisfazione per noi che siamo cresciuti proprio con loro e siamo arrivati in serie A. Abbiamo sempre seguito la Roma Volley e lo continueremo a fare con grande piacere, del resto siamo tutti quanti figli di Roma, anche noi lo siamo. Cresceremo ancora perché non vogliamo fermarci qui”. 

Stefano Tiburzi CIO di SMI Technologies and Consulting: “La forza del gruppo è quell’elemento che ci accomuna e ci ha conquistato, condividiamo infatti gli stessi valori, noi come la Roma Volley in campo abbiamo bisogno dell’aiuto reciproco per il raggiungimento del risultato, lottiamo assieme per l’obiettivo finale, il Presidente Barani ci ha conquistato con questa bella realtà”.

L’unione è stata ufficializzata nella sede di Roma di Via Benedetto Croce, 6.

SMI interviene nel dibattito “Realtà e distopia nel cinema di fantascienza” in occasione della 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Venerdì 11 settembre 2020 all’Italian Pavilion – Hotel Excelsior si è parlato di fantascienza con il nuovo corto di Adelmo Togliani dove l’umanità è schiava di un futuro distopico.

In occasione della 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il dibattito “Realtà e distopia nel cinema di fantascienza” ha ospitato  le immagini in anteprima di “Néo Kósmo” un corto con Giorgia Surina protagonista nel ruolo di una tata androide.

Per rivedere la diretta: italianpavilion.it/conferenza_11-09-1500

Un nuovo mondo, il racconto di un futuro immaginato, il nuovo cortometraggio scritto e diretto da Adelmo Togliani, con Giorgia Surina nel ruolo di Alèsia, una tata androide alle prese con una famiglia di umani, vittime inconsapevoli di un mondo sintetico privo di ogni umana interazione.

Néo Kósmo, prodotto da Santa Ponsa Film e Accademia Togliani in collaborazione con CinemETIC è un film realizzato con il contributo di Mibac e Apulia Film Commission.

La YOUnified Platform®, la piattaforma ideata e sviluppata da SMI Technologies and Consulting, nel film è l’intelligenza artificiale con cui la famiglia gestisce la casa e controlla da remoto il proprio lavoro, in un rimando continuo tra reale e virtuale.

Le immagini in anteprima del cortometraggio hanno fatto da sfondo a un dibattito che indaga quelle tematiche del cinema di fantascienza che hanno saputo prevedere – con anni di anticipo – i grandi cambiamenti sociali e culturali dell’umanità.

Cesare Pizzuto e Stefano Tiburzi fondatori di SMI Technologies & Consulting sono stati ospiti del dibattito, insieme al regista Adelmo Togliani e l’attrice Giorgia Surina. Presenti anche il giornalista Andrea Iacomini e il direttore del Trieste Science + Fiction Festival Daniele Terzoli. Ha moderato il giornalista e critico cinematografico Emanuele Rauco.

Il corto Néo Kósmo – che è innanzitutto il secondo capitolo di una trilogia che ha avuto inizio con “La Macchina Umana” (2017) sempre per la regia di Adelmo Togliani – raccoglie interrogativi di natura etica, regalando uno sguardo sul futuro e sulle conseguenze del progresso umano, pone domande sui reali pro e contro della corsa al perfezionamento tecnico – scientifico.
Néo Kósmo, che annovera nel cast anche Giorgio Consoli e Kateryna Korchynska, esplora valori spesso dimenticati come i sentimenti, le emozioni e le relazioni umane; sottolinea l’importanza di rimanere ancorati alla propria identità di uomini, nonostante il progresso tenda ad una sempre maggiore accentuazione del virtuale e dell’automatismo nel nostro quotidiano.

Ph Thomas Lenardi

SMI alla 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il corto Néo Kósmo, scritto e diretto da Adelmo Togliani.

Venerdì 11 settembre 2020 ore 15.00 all’Italian Pavilion – Sala Tropicana Conferenze – Hotel Excelsior si parla di fantascienza con il nuovo corto di Adelmo Togliani dove l’umanità è schiava di un futuro distopico.

In occasione della 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il dibattito “Realtà e distopia nel cinema di fantascienza” ospita le immagini in anteprima di “Néo Kósmo” un corto con Giorgia Surina protagonista nel ruolo di una tata androide.

Un nuovo mondo, il racconto di un futuro immaginato, il nuovo cortometraggio scritto e diretto da Adelmo Togliani, con Giorgia Surina nel ruolo di Alèsia, una tata androide alle prese con una famiglia di umani, vittime inconsapevoli di un mondo sintetico privo di ogni umana interazione.
Néo Kósmo, prodotto da Santa Ponsa Film e Accademia Togliani in collaborazione con CinemETIC è un film realizzato con il contributo di Mibac e Apulia Film Commission.

La YOUnified Platform®, la piattaforma ideata e sviluppata da SMI Technologies and Consulting, nel film è l’intelligenza artificiale con cui la famiglia gestisce la casa e controlla da remoto il proprio lavoro, in un rimando continuo tra reale e virtuale.
Le immagini in anteprima del cortometraggio faranno da sfondo a un dibattito che indaga quelle tematiche del cinema di fantascienza che hanno saputo prevedere – con anni di anticipo – i grandi cambiamenti sociali e culturali dell’umanità.
Cesare Pizzuto e Stefano Tiburzi fondatori di SMI Technologies & Consulting saranno ospiti del dibattito, insieme al regista Adelmo Togliani e l’attrice Giorgia Surina. Presenti anche il giornalista Andrea Iacomini e il direttore del Trieste Science + Fiction Festival Daniele Terzoli.Modera il giornalista e critico cinematografico Emanuele Rauco.

Il corto Néo Kósmo – che è innanzitutto il secondo capitolo di una trilogia che ha avuto inizio con “La Macchina Umana” (2017) sempre per la regia di Adelmo Togliani – raccoglie e lancia al pubblico interrogativi di natura etica, regalando uno sguardo sul futuro e sulle conseguenze del progresso umano, pone domande sui reali pro e contro della corsa al perfezionamento tecnico – scientifico, tutti temi che verranno affrontati in occasione del dibattito. Néo Kósmo, che annovera nel cast anche Giorgio Consoli e Kateryna Korchynska, esplora valori spesso dimenticati come i sentimenti, le emozioni e le relazioni umane; sottolinea l’importanza di rimanere ancorati alla propria identità di uomini, nonostante il progresso tenda ad una sempre maggiore accentuazione del virtuale e dell’automatismo nel nostro quotidiano.

L’evento “Realtà e distopia nel cinema di fantascienza” potrà inoltre essere seguito in diretta streaming a partire dalle ore 15.00 di venerdì 11 settembre 2020.

Diretta streaming: italianpavilion.it/conferenza_11-09-1500

#smipeople_Davide Scaccia

“Le idee possono sempre portare a qualcosa di buono”.

Sin da piccolo amavo cucinare per l’aspetto creativo proprio dell’arte culinaria. L’idea che la combinazione di più ingredienti potesse generare nuovi sapori mi ha sempre affascinato.

Dopo il liceo ho vissuto tutte le fasi tipiche dell’esperienza nell’ambito gastronomico: prima come lavapiatti, successivamente aiuto chef e infine ho lavorato nel settore della banchettistica. Poi il mio percorso mi ha portato lontano dai fornelli.
La volontà di trasformazione e la curiosità di scoprire quali possibilità di azione avevo nel mondo sono state più forti. Cambiare è importante per me; credo che solo in questo modo si possano scoprire le proprie capacità e le diverse opportunità che la vita ti riserva. Così prima il lavoro come agente immobiliare, poi contact center supervisor per 5 anni. Infine, un nuovo cambiamento; un incontro casuale e fortunato che mi ha portato qui, in SMI come service desk operator.

SMI è un’azienda che definirei colorata. Se fosse un piatto sarebbe un primo con un bell’ornamento e un’ottima materia prima. Faccio parte dalla squadra da poco prima del lockdown e non sono riuscito a viverla pienamente, ma lo spirito positivo del team con i suoi valori, quali passione e curiosità li ho avvertiti sin da subito e condivisi.

Ho da sempre visto l’innovazione come quell’insieme di ingredienti standard che nell’atto di essere combinati danno vita a qualcosa di nuovo e in SMI ho trovato il gruppo in cui poter sperimentare, tutti insieme.

DAVIDE

#throwback_Adelmo Togliani

L’incontro tra Adelmo Togliani e SMI nasce un anno fa, per la realizzazione del nuovo cortometraggio Neo Kosmo. Adelmo ci racconta della sua visione del presente e del futuro in qualità di sceneggiatore e quindi di scrittore di un futuro immaginato nella sua pellicola in uscita nel prossimo Autunno del 2020.

Integrare nella sceneggiatura la componente tecnologica ha assunto per Adelmo Togliani nel tempo un ruolo sempre più significativo. Questo si è tradotto nella realizzazione della sua ultima opera in cui descrive una realtà che porta agli estremi gli effetti del binomio uomo-macchina, dove la bussola del benessere umano dovrà necessariamente perdersi per ritrovarsi? Un interrogativo la cui risposta si nasconde tra le scene del corto Neo Kosmo.

Il regista scrive una storia e ce la racconta con un doppio sguardo: uno rivolto al futuro e l’altro al passato per comprendere al meglio i vantaggi dei processi tecnologici. Un duplicità che converge in un’unica certezza: la tecnologia, che nel prodotto filmico si racconta in anteprima, non avrà che il compito di migliorare le nostre vite.

THROWBACK: un salto nel passato, il focus sul presente, un’ipotesi sul futuro.

Per la nostra rubrica #throwback, Cesare Pizzuto ha incontrato per SMI il regista, produttore e sceneggiatore Adelmo Togliani.Tecnologia e cinema a confronto. Due universi che si incontrano. Due mondi che raccontano una storia nel pieno della sua scrittura, quella che le generazioni future leggeranno sui libri.Un incontro virtuale per comprendere il ruolo della tecnologia come strumento che interviene in aiuto dell’uomo, con uno sguardo davvero prezioso, quello di chi ogni giorno è dietro a una camera e che sa cogliere quindi i dettagli e le sfumature dei cambiamenti nei suoi passaggi più significativi.➡️ https://www.smi-cons.it/throwback_agosto-2020/#anewyouniverse

Pubblicato da SMI Technologies & Consulting su Martedì 25 agosto 2020

#eotf_agosto2020

Quando si parla di Intelligenza Artificiale si pensa ad un futuro lontano, ad un realtà che verrà e stravolgerà le nostre vite con una convivenza uomo macchina che da tempo riusciamo ad immaginare grazie alla pellicola. 

Ma l’Intelligenza Artificiale è tra noi già da metà degli anni ’50 e da allora è intervenuta nella nostra società in modo sempre più importante.  Il McKinsey Global Institute stima che entro il 2030 l’AI porterà ad una crescita del 16% del Pil mondiale e avrà un impatto sul 70% delle aziende. Entro i prossimi 10 anni si prevede quindi un impatto decisivo sull’economia mondiale.

È in virtù di questi dati che, a partire dall’anno accademico 2021-2022, in Italia partirà il primo dottorato in Intelligenza artificiale. Con un finanziamento complessivo da 15 milioni di euro, il ministero dell’Università ha dato inizio al percorso italiano di ricerca sull’AI. Puntare quindi su formazione e ricerca per creare un sistema italiano sempre più competitivo.

L’Ai è il pilastro di una nuova rivoluzione industriale che avrà lo stesso impatto di trasformazione sulla società e l’industria prodotto in passato dal motore a vapore e dall’elettricità, afferma la Commissione Europea.

Il Mur ha costituito presso il Consiglio nazionale delle ricerche un Comitato con il compito di elaborare la strategia italiana nell’alta formazione per l’Ai e ha finanziato con 4 milioni di euro il Cnr e con 3,85 milioni di euro l’Università di Pisa al fine di implementare la strategia elaborata dal Comitato per dar vita al Dottorato nazionale in Intelligenza artificiale.

«L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei settori ad alto impatto che condizioneranno la competitività dei Paesi nel prossimo futuro», ha detto il ministro Gaetano Manfredi.

Investire sulla formazione quindi più che importante risulta essere imprescindibile.

Per approfondire:
https://www.open.online/2020/08/05/italia-dottorato-intelligenza-artificiale-disponibili-prime-194-borse-studio/?fbclid=IwAR2PtHwRhjI22gIMrteyiMicAiWAsRtUEUpagNL-gct0sVgyO9fkgofO-Vo
https://www.cnr.it/it/news/9595/il-dottorato-nazionale-in-intelligenza-artificiale-un-opportunita-per-il-paese

#savethesummer_agosto 2020

Cari follower, per la rubrica Save the Event di agosto gli SMIERS hanno il piacere di condividere con voi le loro passioni: dai podcast per gli amanti del cinema ai libri per gli appassionati di lettura. Non mancano consigli sui titoli di serie tv e brani sul giusto sound per rilassarsi e godersi ogni istante di quest’estate.


Podcast 

Per chi ama il cinema: https://www.spreaker.com/show/tce

Per chi ama libri e musica: https://www.spreaker.com/show/fiesta-immobile

Libri

“Monsone” di Wilbur Smith

“K2 – La Verità” di Walter Bonatti

“Aurora nel buio” di Barbara Baraldi

“Sette minuti dopo la mezzanotte” completato da P. Ness dopo la morte prematura dell’autrice Siobhan Down

“Cambiare l’acqua ai fiori” dell’autrice francese Valerié Perrin

Film

“John Q” di Nick Cassavetes con Denzel Washington

“Ready Player One” di Steven Spielberg

Musica

Cirrus – Bonobo

Gigaton – Pearl Jam

Scritto nelle stelle – Ghemon

Banzai (lato blu) – Frah Quintale

Verzuz – Alicia Keys x John Legend (Live)

Serie tv

“The man in the high castle” una serie televisiva statunitense prodotta da Amazon Studios. Basata sul romanzo ucronico di Philip K.

“Upload” una serie televisiva web statunitense creata da Greg Daniels, con Robbie Amell e Andy Alloa

#smipeople_Antonella Ciangherotti

Imparare dal passato per migliorare il futuro. È da questa certezza ed esigenza di capire la storia che è cominciata la conoscenza del mondo che mi circonda e della sua evoluzione.
Potrebbe sembrare fuori dal tempo la narrazione del mio percorso di crescita, prima con una Laurea in Scienze Naturali, poi un Dottorato in Paleontologia ed ora il mio ruolo in SMI.

L’interesse per la ricerca e l’esigenza di esplorare mi hanno spinto a comprendere la natura nel suo complesso, andando quanto più indietro possibile nel tempo, dove tutto è iniziato.
I miei studi artistici, così come quelli accademici, sono stati molteplici e su differenti discipline: ho studiato pianoforte, canto e danza, e oggi coltivo giornalmente queste passioni.
La tecnologia si è inserita nella mia vita proprio grazie alla musica. Ricordo ancora l’incontro con i primi pc, quando mio padre da musicista professionista mi ha insegnato a comprenderne le potenzialità. Mi ha trasmesso l’idea della tecnologia in quanto strumento di supporto alle espressioni artistiche. E di strada ne è stata fatta in tal senso.

In SMI attualmente ricopro il ruolo di Service Desk Manager. Gli studi statistici e classici mi aiutano ad andare nel dettaglio delle attività, ma anche ad osservarle nel loro complesso. Il mio lato creativo invece interviene trovando soluzioni innovative, che fanno guardare al problema con una differente prospettiva.

Nel tempo la voglia di esplorare è diventata più forte di prima ma è rivolta verso il futuro, dove creatività e tecnologia assumono un ruolo sempre più significativo.

ANTONELLA

#smiacademy_SMIERS

Quando anni fa abbiamo pensato a un’azienda nostra, lo abbiamo fatto partendo da un presupposto: volevamo essere diversi da tutto quello che ci aveva portato fin lì.
E così è stato.
Noi siamo la SMI.
Per declinare meglio questo verbo essere, dobbiamo darne un significato univoco.
Essere SMI significa buttare il borsone a terra quando un tuo collega è in difficoltà e tu sei già pronto a chiudere il pc per andare in palestra.
Cercare di fare la cosa giusta, ovvero non fare nulla che danneggi qualcun altro o lo metta in svantaggio. Essere curiosi, sempre e di qualsiasi cosa. Non aver paura di mettere il naso ovunque prima di dire non mi piace.

Ricercare l’eccellenza. Non accontentarsi di una cosa fatta a metà. Se devi fare una cosa cerca di farla davvero, davvero bene.
Essere proattivi. Non aspettare che gli altri facciano accadere qualcosa: se c’è un problema, cerca di trovare tu per primo la soluzione.
Essere gentili. Far parte di SMI significa accorgersi che il tuo compagno di stanza non sta bene, fermarsi un attimo e chiedere “Come stai?”.
Essere amichevoli e disponibili. Vuol dire tenere la “porta aperta” alle relazioni: coinvolgere i nuovi colleghi per farli sentire parte di un gruppo. Ma significa anche essere un manager sempre pronto all’ascolto.
Riconoscere i meriti e i traguardi raggiunti. Che sia con una mail, un viaggio, un complimento, il successo di uno è il successo di tutti.
Essere umili, perché non c’è traguardo che sia possibile senza l’ispirazione o il contributo di un altro, anche solo semplicemente per il sorriso che ti riserva al mattino.
Essere trasparenti, onesti ed etici. Tutto il resto non ci interessa.
Avere senso dell’umorismo. In SMI crediamo che non bisogni essere seriosi per esseri seri. E noi, seri, lo siamo tantissimo, per il rispetto e la responsabilità che nutriamo per noi stessi e nei confronti dei nostri clienti.

Tutto questo è essere SMI, o meglio essere uno SMIERS.
Noi siamo gli SMIERS
Piacere di conoscervi.

#eotf_luglio2020

La natura è fonte di ispirazione continua per realizzare nuove tecnologie e migliorare quelle esistenti. L’evoluzione della soft robotics, la scienza dei robot morbidi, senza scheletro né componenti rigide, stavolta si è ispirata all’ambiente marino, nello specifico alla medusa.

I ricercatori di Ingegneria della North Carolina State University e della Temple University hanno sviluppato le  cosiddette meduse-bot con una tecnica che utilizza polimeri precompressi per rendere più potenti i soft robot. Gli ultimi prototipi hanno così superato in velocità  le loro controparti naturali.

Il binomio scienza-natura compie un altro passo in avanti verso un nuovo futuro.
Quali le implicazioni?  

Per approfondire https://bit.ly/2ZOFsQ2

#throwback_Antonio Aronne

Antonio Aronne ci racconta la sua esperienza di musicista e produttore durante il lockdown che ha colpito tutto il mondo della musica e come la tecnologia abbia giocato un ruolo importante.

Il meglio del passato e del presente, direttamente dal Recording Studio Compresso, dove innovazione e tradizione convivono grazie a positive contaminazioni. Un esempio su tutti è la leggendaria consolle Neve, presente anche negli studi di beatlesiana memoria di Abbey Road.
“La qualità del suono ha raggiunto le case di tutti noi grazie alla tecnologia.” È stato un obiettivo importante, insieme all’interconnessione di artisti sparsi in tutto il mondo, come sottolinea Antonio.
L’ingegno umano, che di necessità fa virtù, ha fatto così un ulteriore passo in avanti nel mondo della discografia, scrivendo un nuovo futuro.   

Per tutti i dettagli e per scoprire i nuovi scenari dell’universo del suono, non perdetevi l’intervista con il nostro Marco Dalla Chiesa che ha incontrato per SMI Technologies and Consulting: Antonio Aronne.

THROWBACK: un salto nel passato, il focus sul presente, un’ipotesi sul futuro.

Per la nuova rubrica #throwback, il nostro Marco Dalla Chiesa ha incontrato per SMI il musicista e produttore Antonio Aronne. Il meglio del passato e del presente, direttamente da Studiocompresso Recording Studio. Per tutti i dettagli e per scoprire i nuovi scenari dell’universo del suono, non perdetevi l’intervista!

Pubblicato da SMI Technologies & Consulting su Martedì 7 luglio 2020

#savethevent_luglio 2020

Per la Rubrica del Save the Event di luglio abbiamo pensato di proporvi i Podcast. Sotto l’ombrellone o in barca, all’ombra di un albero o in relax sulla chaise longue di casa, il luogo non ha importanza; vi basterà uno smartphone e se preferite un paio di cuffie. Grazie alla loro natura, informarsi e formarsi non è mai stato così pratico.

Siamo sicuri che ora vi sia venuta voglia di mettervi ad ascoltare qualcosa. Ma da dove iniziare?

Niente paura: abbiamo selezionato per voi dei Podcast!

ETA BETA
Eta Beta è il programma di Radio 1 ideato e condotto da Massimo Cerofolini, dedicato ai fermenti innovativi che investono la società, dal web all’economia, dal tempo libero alla cultura.
https://bit.ly/31FL7dG

2030 – THE SOUND OF FUTURE
2030 è un viaggio audio nelle tecnologie del futuro alla portata di chiunque.
Dall’intelligenza artificiale al 5G, dal quantum computing ai big data, un podcast per scoprire come l’innovazione sta cambiando e cambierà le nostre vite grazie ai contributi dei più importanti esperti del panorama italiano. Regia e voce di Andrea Frollà, tech journalist.
https://bit.ly/2D7dbwp

ARCHEOLOGIA INFORMATICA
Alla riscoperta delle origini del Computer. Archeologia Informatica vuole essere un progetto crossmediatico relativo alla storia dell’informatica, del computer, dei linguaggi di programmazione. Il racconto della storia informatica dalle origini fino agli anni 90, con spunti relativi all’attualità.
https://bit.ly/38nDCcA

INNOVAZIONE 2020
Il Podcast delle Conversazioni con i protagonisti dell’innovazione in Italia.
Spunti, idee, scambi e riflessioni da chi e per chi vuole disegnare il futuro.
https://bit.ly/3ilak2W

RDS – 100 SECONDI TECNOLOGIA
100 secondi di tecnologia con Riccardo Luna.
https://bit.ly/3gr4hs6

#smipeople_Daniele Ucci

“Mi piace capire quello che faccio, è importante per me arrivare a una consapevolezza e comprendere fino a che punto possa spingermi. Come in pista, in sella a una moto, è importante conoscere e testare i limiti del mezzo e del percorso, guardando sempre con fiducia al traguardo.

Sono diversi i momenti che hanno segnato la mia vita, scelte che hanno determinato le direzioni successive che ho intrapreso, dettate dalla curiosità, dalla voglia di capire, esplorare e comprendere le varianti che spostano l’asticella determinando il successo.

Il 25 giugno 2012 è il giorno che più di tutti ha stabilito un cambiamento nella mia vita. Una caduta durante il Campionato di Motorsport, il pensiero a mia figlia di solo un anno; l’amore di padre ha cambiato le mie priorità e dettato nuovi obiettivi.

Lo sport è rimasto un aspetto essenziale della mia vita. Tutte le mattine un giro in bici o una corsa a piedi sono il mio rito fondamentale per una partenza positiva, un momento di raccolta e di stimolo.

Prima arruolato nell’Arma dei Carabinieri nel reparto di criminologia e reati informatici poi, dopo la sofferta scelta del congedo, nell’ambito della cyber security con un progetto internazionale. Successivamente, è nata la necessità di cambiare e ripartire. Darmi una nuova possibilità, professionale e personale.

Nel 2018 l’incontro con SMI, un’azienda che da l’opportunità di esprimere te stesso, dove esplorare nuove realtà e nuove modelli di business è una regola e non una eccezione. In SMI ricopro la figura di Business Developer ed essere parte di questa squadra significa avere ogni giorno fiducia ed autonomia.

Sono di nuovo in sella, nuove piste, nuove sfide.”

DANIELE

#eotf_giugno2020

Un ulteriore salto evolutivo è stato fatto nell’ambito dell’intelligenza artificiale e delle velocità di calcolo ad essa connesse: il Quantum Machine Learning.
Enormi potenze computazionali per migliorare i sistemi di apprendimento e previsione.
Scenari futuristici si aprono in differenti campi pensando a tutte le possibili applicazioni.

Finora, i Quantum Computer erano lontani dalla nostra dimensione “quotidiana”, ma la ricerca ha compreso le sue straordinarie potenzialità per la sfera sociale. Questo salto evolutivo produrrebbe miglioramenti in vari ambiti: dalla gestione della rete dei sistemi di veicoli a guida autonoma di una città, alle applicazioni di traduzione simultanea.
Significative poi sarebbero le implicazioni in ambito sanitario e farmaceutico.

Molteplici sono gli interrogativi e tanta è la curiosità di comprendere e superare i confini di questa nuova realtà. 

Per Approfondire:
https://bit.ly/3cHahdT
https://bit.ly/3h4kvIG

#savethevent_giugno 2020

Anche gli Eventi hanno il sapore della ripartenza. Per il mese di Giugno la Rubrica si alterna tra il virtuale ed il reale. Nonostante persista un significativo numero di eventi online, c’è chi, fiducioso davanti ai primi segnali positivi, inizia a riportare confronto e formazione in ambienti tangibili.

La tecnologia, in quanto strumento, si conferma nuovamente fonte di opportunità, donandoci una realtà nuova, dove le occasioni si moltiplicano e convergono, in cui virtuale e reale si fondono in quella che Floridi definisce l’era dell’onlife.

A noi non resta che scegliere!

Conferenza internazionale istituita per attrarre e presentare gli ultimi risultati della ricerca sull’Iot.

📍 GLOBAL IoT SUMMIT
📆  3 giugno
https://bit.ly/3colYG0

Il WMF online è un evento online multisala con in programma oltre 30 sale formative sui temi legati al Web Marketing e all’Innovazione, più di 200 Speaker e Ospiti – tra cui Sophia, il robot umanoide più avanzato al mondo – , talk ispirazionali sul Mainstage, Startup Competition online e molto altro. 

📍 FESTIVAL SULL’INNOVAZIONE DIGITALE
📆  4-5-6 giugno
https://bit.ly/2TXxAJE

“Tecnologia per ripartire”: le opportunità del digitale nell’era post Covid-19″.

📍 DIGITALIC
📆  4giugno
https://bit.ly/2XjkQ2d

L’automazione intelligente – la combinazione di intelligenza artificiale e automazione – sta iniziando a cambiare il modo di fare business in quasi tutti i settori dell’economia. Questa la premessa per l’evento di Johannesburg.

📍 INTELLIGENT AUTOMATION
📆  17-18 giugno
Johannesburg, South Africa
https://bit.ly/3dnkL3f

AUTO TEQ 5G è l’unico evento internazionale che in Italia analizza la convergenza tra il mercato automotive e le telecomunicazioni, così come i servizi integrati o abilitati a bordo del veicolo. L’obiettivo è quello di fornire un’analisi sullo stato dell’arte dei servizi, oggi e in prospettiva.

📍AUTO 5G TEQ
📆  18 giugno
https://bit.ly/2SAIapk

Data Center Innovation Day: progettare, implementare e gestire data center efficienti e sicuri.

📍 DATA CENTER INNOVATION DAY
📆 18 giugno
Roma, Italia
https://bit.ly/3eCfV2b

CoderDojo Etneo, il laboratorio gratuito per giovani esploratori del digitale dove è possibile imparare a programmare un videogioco ed imparare ad utilizzare gli strumenti digitale in modo responsabile.

📍 PALESTRA PER LA MENTE
📆 20 giugno
https://bit.ly/2U0A1eN

#smipeople_Roberta Lisi

La vita è un ciclo di occasioni, una serie di eventi più o meno fortunati che bisogna saper accettare sempre e comunque con tenacia, fiducia ed ottimismo.

Chiusa una porta si apre un portone, ed è proprio vero! La mia vita è stata caratterizzata sin dalle primissime esperienze da momenti di piena attività alternati a crisi, interruzioni.
Il cambiamento non mi spaventa. Anzi, è fonte di nuove opportunità.

Tutto è iniziato con una sfida vinta con giovani colleghe piene di entusiasmo che poi nel tempo mi ha portato ad assistere ai primi grandi cambiamenti ed al passaggio dal cartaceo al digitale legati alla patente di guida. La “memoria storica” mi definiscono i colleghi del mondo dei trasporti, e saper di aver contribuito a questi processi è davvero stimolante ed entusiasmante.

Il mio lavoro è la mia passione ma il mio sogno nel cassetto è il viaggio. Non riesco a dedicarmi molto alla scoperta di “nuovi mondi”. Le mie giornate si dividono tra la famiglia, la casa ed il lavoro. Resta però sempre importante per me trovare occasioni per attivare nuovi stimoli: le uscite con le amiche e le attività sportive sono i momenti che preferisco.

Nella continua ricerca di quel senso di appartenenza e la voglia di costruire, due anni fa la mia strada si è incrociata con quella di SMI.
E così, come è stato per i diversi momenti significativi della mia vita, ho incontrato SMI “per caso”. In azienda mi occupo di assistenza tecnica per il Ministero dei Trasporti, un ruolo che richiede precisione e che rispecchia il mio lato più pignolo.

Essere parte di SMI per me significa essere tornata da dove ero partita. Aver trovato quell’entusiasmo che avevo lasciato alla Roberta di 25 anni fa. Un senso di appartenenza ritrovato, dove la condivisione dei progetti e degli interessi sono la chiave del successo di squadra. Una squadra fatta di persone. E questo mi piace.

ROBERTA

#eotf_maggio2020

La tecnologia al servizio del gusto. Comprendere le ricadute della dieta mediterranea sul nostro benessere, capire quanto sia salutare ciò che è anche buono per il nostro gusto; per questo nasce Il progetto europeo VIRTUOUS al politecnico di Torino.

Un software intelligente, una virtual tongue, che – grazie a tecnologie come intelligenza artificiale, data mining, modelli complessi a livello molecolare o cellulare e bioinformatica – potrà arrivare a predire il profilo organolettico e l’effetto di questo sul nostro sistema sensoriale.
Provate a gustare insieme a noi le infinite applicazioni di questo software.

Un team di ricercatori internazionali, grazie all’impiego di una varietà di dati computazionali e sperimentali, hanno in programma di creare un algoritmo per la previsione del profilo organolettico degli alimenti sulla base della loro composizione chimica.Interessanti e diversificate sono le sue implicazioni. Ad esempio, sulla base della previsione del gusto, la piattaforma potrà essere utilizzata in futuro per prevedere i risultati di uno specifico innesto d’uva. O ancora può essere combinata con altre tecnologie per migliorare l’agricoltura di precisione. Infine, il progetto è legato alle neuroscienze, considerando i meccanismi molecolari dell’elaborazione del cervello nel gusto.

Ed ecco che la tecnologia riesce ad innovare e sorprendere con un senso non ancora esplorato.

Guarda il Progetto: https://bit.ly/2zREGs0
Fonte: https://bit.ly/3cKYegq

#savethevent_maggio 2020

Per la Rubrica Save the Event di Maggio vi proponiamo eventi 100% virtuali, con un solo click potrete essere ovunque! Abbiamo selezionato diverse date per voi. Scegliete quella che preferite!

Alla scoperta del Design Sprint, metodologia sviluppata da Google Ventures. Un appuntamento mattutino per comprendere come la creatività del team può aiutarti ad affrontare le sfide più importanti.

📍 DESIGN SPRINT MORNING
📆 12 maggio
https://bit.ly/2SsIcQf

Le soluzioni di AI possono essere una delle chiavi di volta per gestire al meglio l’emergenza e pianificare la ripartenza  dell’economia mondiale. Il 2020 è l’anno della svolta.

📍 CORPORATE MEETING INTELLIGENZA ARTIFICIALE
📆 12 maggio
https://bit.ly/3faiARM

Se sei un appassionato di tutto ciò che ruota intorno a iOS, UIKonf potrebbe fare al caso tuo. Un’occasione perfetta per incontrare e connettersi con gli sviluppatori esperti di tutto il mondo. UIKonf dispone di relatori stimolanti che tengono conferenze su argomenti all’avanguardia nello sviluppo di iOS, nel design mobile e nel business.

📍 UIKONF
📆 18- 19 maggio
https://bit.ly/2VZxxhV

La nuova edizione online è una finestra aperta sulla trasformazione digitale che sta cambiando il modo di vivere la città. Un’opportunità di riflessione e confronto per cittadini, aziende, studenti, millennials, istituzioni, università e centri di ricerca, con particolare attenzione ai temi di formazione per studenti dai 6 ai 25 anni e all’ecosistema di startup e luoghi d’innovazione avviati da giovani under 35. 

📍 MILANO DIGITAL WEEK
📆 25-28 maggio
https://bit.ly/2W0bPdD

Qual è la sfida principale della città di oggi? Quali tecnologie possono cambiare il modo il volto delle città? Cosa si intende davvero con il concetto di “smart country”? A queste e molte altre domande si tenteranno di dare risposte. Cybersecurity uno dei temi in dibattito. ITAPA darà vita a un’intensa attività di networking in cui i rappresentanti della politica, della pubblica amministrazione, del mondo accademico e dei soggetti commerciali si incontrano.

📍 ITAPA SPRING CONFERENCE 2020
📆 26 maggio
https://bit.ly/2SAIapk

IoT in Action è ora Digitale. Microsoft lancia piattaforma di Virtual Learning dedicata al mondo dell’IoT per sapersi orientare imparando dai professionisti del settore.

📍 VIRTUAL LEARNING EXPERIENCE
📆 2020
https://bit.ly/2yr3XZJ

#smipeople_Riccardo Castrichini

La tecnologia per me è sempre stata la chiave per poter capire meglio la natura fisica del mondo che mi circonda. A guardare la mia formazione, ti potresti chiedere: ma la tecnologia dov’è? Prima l’agrario alle superiori, poi la laurea in Scienze e tecniche sportive: discipline in confronto alle quali il pc sembra un ossimoro. Invece no.
A scuola il mio interesse era tutto per le coltivazioni fuori suolo: capire come controllare l’ambiente per far crescere le piante era possibile solo attraverso la tecnologia. Quest’ultima ritorna nella mia vita con l’esame di Match Analysis all’università: una rivelazione. Studiavo come rendere quantificabile, traducendolo in numeri, il gesto tecnico di un atleta.
Lì si è agganciata la mia passione. Intravedevo nella tecnologia la possibilità di realizzare l’inimmaginabile: provare a rendere descrivibile l’inafferrabile, ovvero il talento innato di un atleta. Da allora il computer è venuto in campo con me, quando ero preparatore atletico specializzato nel settore giovanile.

Ma quello che sapevo, non mi bastava più. Volevo migliorarmi e imparare: è così che inizia la mia avventura in SMI.

Qui mi sento come in palestra: imparo continuamente cose nuove, mi confronto con sfide sempre diverse. Siamo un gruppo affiatato: anche adesso che siamo costretti a stare distanti, ci sentiamo tutti i giorni. Ci siamo sempre l’uno per l’altro, a “testuggine”.

E per me, che ho sempre considerato la squadra la dimensione ideale per lo sport, è come continuare a indossare gli scarpini dietro lo schermo di un pc.

#throwbackthursday_aprile 2020

Per chi ricorda le prime scritte tridimensionali su word, ecco il sito giusto per tornare alle atmosfere vintage e anche un po’ nostalgiche di WordArt. Correva l’anno 1995, quando Windows introduceva la possibilità di creare le proprie opere grafiche digitali, che ora tornano in vita grazie al designer Mike McMillian e alla sua pagina Make Wordart, in cui è possibile scrivere con gli stessi font di allora, con tanto di ombreggiatura e l’assistente graffetta.

Il sito web riproduce una classica finestra di Windows 95, ma con maggiori opzioni rispetto a quella originale di 20 anni fa: oltre a salvare le scritte, infatti, è possibile condividerle sui social network e stamparle su magliette, adesivi e anche tazze per una colazione in pieno stile anni Novanta.

Quindi non resta che cliccare e metterci in viaggio tra le mura di casa

#throwbackthursday

https://makewordart.com/

#eotf_aprile2020

Cosa sarebbe successo se questa pandemia fosse accaduta anche solo vent’anni fa?
E non ci riferiamo solo alla possibilità che ora abbiamo avuto di riorganizzare le nostre vite sulla piazza digitale in tempi piuttosto rapidi. Pensiamo anche a come la tecnologia, l’intelligenza artificiale e la scienza risultino ora armi strategiche per gestire efficacemente l’emergenza.

L’articolo di Agenda Digitale mostra come la Cina per prima abbia sperimentato soluzioni innovative, che fanno intravedere quello che potrà accadere nel prossimo futuro.

L’AI per diagnosticare il virus

In 45 ospedali cinesi è già in fase operativa Infervision, che analizza gli esami basati su tac ed eco, ad esempio, per ampliare e velocizzare i tempi di screening della popolazione.

Robot nelle strutture sanitarie

I robot non si ammalano, per cui sono stati impiegati in molote attività come la pulizia o la consegna di cibo e medicine per ridurre le interazioni tra il personale sanitario e le persone infette.

L’AI per identificare, tracciare e prevedere i focolai

È notizia nota di come l’AI abbia predetto la minaccia di diffusione del coronavirus anche al difuori del focolaio primario di Wuhan, diversi giorni prima degli avvertimenti ufficiali delle organizzazioni sanitarie centrali.

Sviluppo o combinazione di farmaci

La divisione DeepMind di Google ha utilizzato i suoi ultimi algoritmi AI e la sua potenza di calcolo per comprendere quali siano le proteine ​​che potrebbero costituire il virus e ha pubblicato i risultati per aiutare gli altri a sviluppare idonei trattamenti.

Cloud computing e Ai al lavoro per individuare un vaccino e cure efficaci

La velocità con cui questi sistemi possono eseguire calcoli e soluzioni di modello è molto più rapida ed efficiente rispetto all’elaborazione computerizzata standard. Stiamo vivendo tempi nuovi, in cui la ricerca scientifica e tecnologica stanno accelerando nel periodo dell’emergenza, per consegnare all’umanità metodi ancora migliori per identificare, gestire e prevenire le malattie su scala globale.

E come motore propulsore dietro a tutto questo c’è la macchina più potente al mondo: il cervello umano.

#savethevent_aprile 2020

Un mese è già passato e non possiamo ancora segnalare eventi che ci portino fuori dalle nostre case. Ma possiamo superare i confini fisici grazie al potere del cinema di portarci altrove. Con Save the event di aprile vi suggeriamo 5 pellicole che hanno un rapporto stretto con la tecnologia: perché l’hanno immaginata in tempi non sospetti; perché hanno raccontato chi ha creato i mondi digitali e gli strumenti con cui li abitiamo; e perché ci hanno fatto curiosare in quello che potrebbe essere il prossimo futuro.

Buona visione, magari dandovi appuntamento su una piattaforma di streaming per una serata al cinema a distanza!

Wargames

Wargames – Giochi di guerra è il primo film (siamo nel 1983) a portare sullo schermo uno dei primi hacker.

La pellicola è una fonte inesauribile di spunti storici e allo stesso tempo sempre attuali: il personaggio di David fotografa le due anime dell’informatica di consumo nei primi anni Ottanta, tra l’arcade e lo sbocciare dell’home computing. Allo stesso tempo il film restituiva perfettamente l’angoscia per la Guerra Fredda, annunciando i pericoli dell’automazione digitale totale. Un film per i cultori del genere

The Social Network

Nel 2010 Facebook non era ancora quella potenza mondiale che è oggi, ma faceva già parlare di sé. David Fincher in quell’anno gli dedica un film che gli amanti della tecnologia apprezzeranno sia per il racconto di come l’idea nacque nella mente di Zuckerberg, sia per la spiegazione delle beghe legali che l’inventore dovette affrontare, in pieno stile start up di Silicon Valley.

Jobs

Non si può parlare di tecnologia senza nominare lui, Steve Jobs. Al fondatore della Apple è dedicato l’omonimo film del 2013 con protagonista Ashton Kutcher, che racconta gli anni della vita di Jobs che vanno dal 1970 al 2000. Da vedere per chi è un fan della mela morsicata.

Her (Lei)

Nel 2013 Spike Jonze dirige Her, premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale, che descrive un futuro prossimo, non troppo lontano, nel quale i computer hanno un ruolo di primissimo piano nella vita delle persone. Tuttavia, l’uscita sul mercato di un nuovo sistema operativo provvisto di intelligenza artificiale, in grado perfino di apprendere ed elaborare emozioni, rivoluziona inaspettatamente il rapporto con la tecnologia.

Ex Machina

A proposito di intelligenza artificiale, nel 2015 l’inglese Alex Garland gira Ex Machina: un giovane programmatore viene selezionato per partecipare a un innovativo esperimento per valutare le qualità umane di un umanoide altamente avanzato. La frase simbolo del film è quella che recita il creatore della macchina androide: Il vero test è farti vedere che è un robot e poi capire se tu credi abbia una coscienza”. Un must per gli appassionati del genere.

#smipeople_Francesca Ostili

“Se c’è una cosa che mi affascina è il potere delle parole.
Le cerco negli incontri con le persone, nei libri di cui non riesco a fare a meno e da un po’ le scrivo pure nelle recensioni, che per me è come condividere un’emozione.
Alla lettura vorace di ora ci sono arrivata con la nascita di mia figlia. Prima ero presa dal lavoro, dalla palestra. La sera, mentre le ero vicina aspettando che si addormentasse, leggevo con le lucine fatte apposta per la lettura “carbonara”. E così le pagine si sono accumulate nella mia vita e sono diventate anche lo strumento per avvicinare quella degli altri: alla fine mi è sembrato naturale entrare a far parte del circolo di lettura della biblioteca del mio quartiere.
Leggiamo lo stesso libro e poi ne parliamo, tirando fuori le nostre sensazioni, intrecciandole, come in una sinfonia collettiva, perché le parole per me sono soprattutto musica: la musica che risuona anche dopo che hai chiuso l’ultima pagina, che mi appunto ovunque, per riprodurne il suono quando ne ho bisogno, come quando senti la stessa canzone perchè non riesci a farne a meno.
E poi la lettura ti educa all’ascolto, a fare spazio dentro di te per le parole dell’altro.
Per SMI mi occupo di assistenza IT da remoto: nel mio lavoro è fondamentale ascoltare, trovare le parole giuste per sciogliere la difficoltà del momento. Ora lo sto facendo per i dipendenti del Ministero della Salute: ne sono orgogliosa.

Noi tutti in SMI stiamo cercando di dare il nostro contributo in questo periodo complicato, mettendo nel lavoro quotidiano la nostra attitudine a fare squadra, e quell’attenzione alle parole giuste, capaci di risuonare anche da un capo all’altro del telefono e dire: noi ci siamo per te”.

FRANCESCA

#savethevent_marzo 2020

In questi giorni, in cui viene richiesto di evitare situazioni affollate che possano creare occasioni di contagio, invece di segnalare convegni in giro per l’Italia e nel mondo, consigliamo la visione, da casa, a portata di click, di 6 TED – le conferenze di 18 minuti dedicate alle idee che meritano di essere diffuse – che spaziano da riflessioni sulla leadership, sull’innovazione, sulla comunicazione e sull’intelligenza artificiale.
Perché il contagio che ci auspichiamo è quello delle idee capaci di far crescere conoscenza e ampliare visioni!


Simon Sinek spiega come tutte le aziende più innovative seguano lo stesso schema del “cerchio d’oro”: iniziano con un “Perché” e, avendo nella testa il “Cosa”, delineano il loro “Come”.
📍 Come i leader ispirano all’azione
👨‍💼 Simon Sinek
📺 https://bit.ly/2vst7FS

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Guy Kawasaki, consulente di Google, fornisce esempi e indicazioni per comprendere il significato dell’innovazione e come raggiungerla.
📍 The art of innovation
👨‍💼 Guy Kawasaki
📺 https://bit.ly/2Tb07vA

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Il guru del marketing, Seth Godin, spiega come le idee bizzarre o apparentemente cattive hanno più successo di quelle giuste ma noiose. Nel nostro mondo abbiamo troppe possibilità di scelta e poco tempo per poter dare retta a tutto.
📍 Come diffondere la tua idea
👨‍💼 Seth Godin
📺 https://bit.ly/2TrUyI6

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Duecento milioni di anni fa, i mammiferi svilupparono una nuova caratteristica del cervello: la neocorteccia. Questo tessuto è la chiave di ciò che l’umanità è diventata. Oggi, suggerisce il futurista Ray Kurzweil, dobbiamo prepararci per il prossimo grande salto nell’evoluzione del cervello, ossia la sua ibridazione con il cloud computing.
📍 Prepariamoci al pensiero ibrido
👨‍💼 Ray Kurzweil
📺 https://bit.ly/3cqgQTk

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Cosa succede quando insegniamo a un computer come imparare? Il tecnico Jeremy Howard condivide alcuni nuovi sviluppi sorprendenti nel campo del deep learning, una tecnica che consente ai computer di imparare lingue, riconoscere oggetti in foto o effettuare una diagnosi medica.
📍 Le implicazioni, meravigliose e al contempo terrificanti, dei computer che possono apprendere.
👨‍💼 Jeremy Howard
📺 https://bit.ly/39dyWpB

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Tom Gruber, co-creatore di Siri, parla di una intelligenza artificiale collaborativa con l’uomo, anziché in competizione con esso. Gruber condivide la sua visione per un futuro dove l’intelligenza artificiale ci aiuta a ottenere prestazioni «super umane» nella percezione, nella creatività e nelle funzioni cognitive.
📍 Come l’intelligenza artificiale può migliorare la nostra memoria, il lavoro e la vita sociale.
👨‍💼 Tom Gruber
📺 https://bit.ly/2wiZ041

#eotf_marzo 2020

Da oggi c’è un canale in più da tenere sott’occhio per capire opportunità e criticità introdotte dall’intelligenza artificiale e per restare al passo con il cambio di paradigma a cui stiamo assistendo.

È L’Osservatorio Intelligenza Artificiale di Ansa.it, in cui sono messe a sistema collaborazioni con Università, Centri di ricerca, Istituzioni pubbliche e private impegnate nello studio, nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie basate sull’AI.

Nel numero di lancio il giornalista Alessio Iacona racconta il rapporto stretto tra le nostre fotografie e l’intelligenza artificiale: è merito di quest’ultima, e degli algoritmi di machine learning addestrati a trarre il massimo dall’hardware del vostro telefono, se riusciamo a catturare perfettamente i colori di un tramonto suggestivo. Lo sforzo che ci è richiesto è solo quello di sfilare il cellulare dalla tasca e premere il pulsante di scatto.

E non è un caso che Iacona dedichi l’apertura dell’osservatorio agli aspiranti epigoni di Cartier Bresson, perché ci sono pochi ambiti come la fotografia che aiutano a comprendere quanto e quale effetto stia avendo sulle nostre vite la crescente pervasività dell’intelligenza artificiale, che incontrando pressoché ogni attività dell’uomo sta già trasformando l’industria, la società, il territorio e, di fatto, sta dando nuova forma al futuro stesso.

Quindi, diciamo insieme smile e buona lettura!
https://bit.ly/33pSDIp

#throwbackthursday_febbraio 2020

“Sembra tu stia scrivendo una lettera. Vuoi aiuto?”
Chi era davanti a un pc alla fine degli anni Novanta, si ritrovava spesso, anche troppo, ad aver a che fare con Clippy, il petulante assistente di Microsoft Word, che appariva non richiesto non appena ti azzardavi a digitare la parola “caro”.
Bill Gates lo annuncia addirittura al CES del 1995, vaticinando: “Il modo con cui vi rapporterete alle macchine sarà diverso”.
Parlava di Clippy, ma a ben vedere anche di ciò che è venuto dopo.
Perché – come scrisse il New York Magazine in un articolo del 2016 https://nym.ag/3bCcyYf – l’attuale presenza di intelligenze artificiali nella nostra vita, da Siri in poi, ha avuto inizio con la fastidiosa graffetta saltellante, che era programmata per capire cosa volesse l’utente e a farlo automaticamente.
Perciò, quando entriamo in casa e chiediamo ad Alexa di accendere la luce, ricordiamoci con gratitudine del povero Clippy, che inseguivamo a colpi di clic lungo tutto lo schermo, per eliminarlo, con soddisfazione, dalla nostra vista.

#throwbackthursday