“Inclusione” è la parola-guida di SMI per aprile

Vi è mai capito di fermarvi a riflettere sul significato della parola “inclusione”? Se consultiamo il vocabolario, l’accezione di questo termine è, molto sinteticamente, quella di “inserimento stabile”.

Recentemente si sente sempre più spesso usare la parola “inclusione”; questo perché, se andiamo oltre la superficie e il significato intrinseco del vocabolo, scopriamo punti di vista differenti e assai più profondi, che hanno a che fare principalmente con tema caldissimo: la diversità.

Il sentirmi accettato e incluso è stato un forte desiderio fin da ragazzo. Durante l’adolescenza, appartenere a un gruppo sociale significa soprattutto condividere delle passioni, uno stile, un linguaggio, delle abitudini. E quando questo non succede, si viene inevitabilmente esclusi. Ma oggi, se mi guardo indietro, ritengo che quelle esperienze mi abbiano aiutato a comprendere meglio il valore dell’inclusione e a fare la mia parte, una volta adulto, affinché la diversità diventasse un punto di forza e non di debolezza.

In SMI l’inclusione è sempre stata una realtà, lo raccontano gli Smiers – i nostri collaboratori – e lo raccontano l’entusiasmo e il benessere che si respirano in azienda. È un’attitudine di cui abbiamo potuto apprezzare un lato nuovo, che ha legato a doppio filo umanesimo e tecnologia, proprio quando tutto il mondo si sentiva “escluso”.
Mi riferisco al periodo del lockdown, durante il quale ciascuno di noi ha cercato in tutti modi di tornare a far parte dei rispettivi gruppi sociali, cantando dai balconi oppure organizzando pranzi e cene tramite gli strumenti di collaborazione digitale, che fino a quel momento erano stati utilizzati con il solo scopo di mettere in contatto colleghi, aziende e clienti.

Strumenti che diventano in qualche modo umani e che mai avremmo pensato potessero giocare un ruolo chiave per quanto concerne l’inclusione, persino all’interno di SMI: per noi il confronto è sempre stato elemento fondamentale per lo sviluppo della collaborazione e nel momento in cui il distanziamento è entrato con forza nella realtà di tutti i giorni, l’inclusione – pilastro fondamentale dell’azienda – ha aggiunto un nuovo modo di essere vissuta.

Daniele Chitarrini

Fiducia: la terza parola guida dell’anno

Da bambina mi piaceva coinvolgere i miei fratelli nel “gioco della fiducia”.

Chiudevo gli occhi e aprivo le braccia e mi lasciavo cadere all’indietro, certa del fatto che il “malcapitato” di turno tra i miei fratelli, mi avrebbe preso senza farmi cadere.

E’ un giochino estemporaneo che a molti di noi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di fare. Non è banale, lasciarsi andare ed essere sicura che la persona che hai dietro non ti faccia cadere rovinosamente a terra, perché il problema non è la botta (che fa male al momento, ma poi lenisce), ma la delusione che resta.

Ognuno di noi avrebbe bisogno, oggi, di ritornare a quel sentimento di fiducia puro, primordiale, quello che i bambini provano concedendosi completamente all’altro sapendo che, l’altro agirà avendo cura e protezione verso di lui.

In questo potenziale io ho cercato e scelto di riporre la mia piena fiducia anche quando sono cresciuta. Pensavo: “se agisco con azioni di cura verso l’altro, questo non sarà mai spinto ad agire con azioni contrarie al valore di cura verso di me”. Con il tempo, in questa costante, è subentrata la variabile consapevolezza.

La mutuabile fiducia è una caratteristica che abbraccia SMI. La grande forza della nostra azienda è quella di anteporre e dare un valore assoluto alla fiducia che le persone che operano in SMI hanno riposto in noi ancor prima che noi la riponessimo in loro. Incontrarsi per poi scegliersi e viversi in piena fiducia è il valore aggiunto al nostro lavoro e alla nostra missione aziendale.

Tutto può funzionare, se e solo se si ha un pensiero consapevole. Per usare una metafora: tendenzialmente e inconsapevolmente quando facciamo un regalo, siamo sempre alla ricerca di qualcosa, anche solo dell’accettazione da parte dell’altro. Ci aspettiamo poi, che quel regalo sotto qualsiasi altra forma, venga ricambiato, alla prima occasione. Questo comporta di fatto imporsi ad una sorta di obbligata reciprocità. La consapevolezza concreta che quel regalo potrebbe anche essere non ricambiato, non ci spingerà mai a donare senza realmente aspettarsi nulla in cambio.

Da quando ho “installato” la variabile consapevolezza nel mio database interno, sono riuscita a fidarmi. E solo allora. Quando ho iniziato a donare senza aspettarmi concretamente nulla in cambio. Quando ho riposto in qualcuno la mia fiducia, mettendo in conto realmente la possibilità che questa poteva essere tradita, e questo non è del tutto e sempre condito da un sentimento di “cattiveria” e “odio”, semplicemente perché è nella natura umana sbagliare.

Cercando di dare alla fiducia un respiro più ampio, muovendola ad una spinta di pancia piuttosto che di testa, che ho trovato il mio equilibrio. E’ questa la grande vittoria.  

Stella Pizzuto

Cosa c’entra un bosco con la tecnologia?

Volgendo lo sguardo dove la vegetazione si fa più selvaggia, è possibile scorgere l’idea per un modo diverso di fare impresa.
I luoghi comuni sono strade affollate, e a noi di SMI non sono mai piaciuti. Se anche tu credi che l’innovazione muova i primi passi su sentieri solo immaginati e non ancora battuti, ti piacerà scoprire dov’è iniziata la storia di SMI. E ti entusiasmerà sapere che a tracciare la rotta contribuiscono tutte le persone che non compaiono in questo video, ma che stanno facendo il viaggio al nostro fianco.

Interventi di Digital Marketing all’interno dell’Impresa

CODICE PROGETTO

Domanda Prot. N. A0322-2019-29472

OBIETTIVO TEMATICO

Promuovere la competitività delle PMI con interventi di digitalizzazione.

ASSE 3 – AZIONE 3.5.2.

Supporto e soluzioni ICT nei processi produttivi delle PMI coerentemente con la strategia di smart specialization, con particolare riferimento a commercio elettronico, cloud computing, e sicurezza informatica

SOSTEGNO FINANZIARIO RICEVUTO

€ 11.250,00 (Undicimiladuecentocinquanta/00)

www.europa.eu

Cosa sono gli eSports e com’è la situazione in Italia.

Fenomeno di costume che coinvolge qualche nerd incallito o nuova frontiera socio-culturale mondiale? Stando ai dati non c’è dubbio: quasi 500 milioni di persone nel mondo durante il 2020 hanno assistito a un evento di eSports, senza contare il numero dei giocatori. Ma cosa sono gli eSports? Per sport elettronici si indica il giocare a videogiochi a livello competitivo e organizzato in campionati. I cyber-atleti competono per montepremi di decine di milioni di dollari, hanno un’età variabile tra i 16 e i 25 anni e i più bravi tra loro hanno fan club che li seguono sui social e li incitano durante le gare.

GLI ESPORTS IN ITALIA
Nel Vecchio Continente poche nazioni hanno la stessa nostra passione per il gaming. L’Italia è al secondo posto in Europa dopo la Spagna per numero di appassionati: nel nostro Paese 6 milioni di persone, uomini e donne, si dichiarano fan degli eSports e del gaming. E se scaviamo ancora di più, scopriamo che il 30% dei giovani italiani tra i 18 e i 34 che conoscono gli sport elettronici dice di esserne interessato sia come spettatore che come giocatore. Calcio, motori, Formula E, rugby e wrestling le discipline che registrano il maggior interesse.
I giocatori italiani sono inoltre al primo posto in Europa per utilizzo dei videogiochi da mobile e di YouTube come piattaforma di streaming; siamo invece sul gradino più basso del podio per quanto riguarda l’uso di Twitch.

SPETTATORI, NUMERI DA CAPOGIRO
Per capire quanto gli eSports facciano a tutti gli effetti parte della cultura sportiva della Generazione Z, basti pensare ai numeri registrati da uno dei videogiochi più famosi al mondo, League of Legends: alla finale 2017 dei “Worlds” – equivalente di un campionato mondiale – hanno assistito circa 73 milioni di spettatori; le Finals NBA dello stesso anno ne hanno raggiunti 20, e sono state le più viste da quelle leggendarie del 1998 (per intenderci, quelle raccontate nel recente documentario Netflix The Last Dance).

UN PO’ DI ANTROPOLOGIA DIGITALE
E le abitudini di consumo? Gli appassionati di eSports ordinano spesso d’asporto (35% contro una media nazionale del 17%). Inoltre, parliamo di giovani che pagano più volentieri i servizi streaming in abbonamento rispetto alla media italiana. I social media che usano di più sono Instagram, Twitter (qualcuno diceva fosse morto?) e TikTok.
Ma la cosa che potrà interessare molto alle aziende è l’atteggiamento sorprendente nei confronti della pubblicità: il 50% dichiara addirittura di apprezzarla, soprattutto quando a essere coinvolti sono i cyber-atleti e i personaggi riconosciuti dalla community.

Insieme con gli altri: “condivisione” è la seconda parola SMI del 2021

Partecipare e possedere insieme; offrire ad altri il proprio sguardo.

I significati della parola “condividere” mi fanno tornare in mente la mia infanzia da figlio unico: senza fratelli è difficile esercitarsi a condividere. La maggior parte delle cose sono a tuo uso esclusivo: i giochi, le attenzioni, l’affetto.

Eppure, ricordo quasi da subito la necessità di offrire del mio ad altri, il tempo di gioco, l’amicizia e la fiducia soprattutto. Sono tutte cose che solitamente si condividono tra fratelli, tra amici, e poi da grandi, anche fortunatamente tra colleghi, come accade in SMI.

Crescendo scopri la bellezza del punto di vista dell’altro, dell’ascolto, del confronto. Credo sia questo il regalo più prezioso della condivisione. Non importa quale sia l’argomento: un film che ti fa emozionare, un libro che ti fa riflettere o un progetto che ti fa volare.

Vorrei iniziare questo nuovo anno con la parola “condividere”, per ricordare a tutti, e a me stesso, di essere consapevoli ciascuno della propria unicità, ma anche dell’inesauribile ricchezza che si ha nella scoperta dell’altro.

Stefano Tiburzi

Un anno di SMI raccontato con la magia delle parole

Le parole hanno un senso, sempre. Possono essere leggere come l’aria o pesare come macigni; possono ispirare e coinvolgere, oppure raffreddare la comunicazione; ci sono parole auliche, come quelle del passato, e parole eteree, come quelle che aprono al futuro. Ciascuna di loro racconta una storia e un’intera storia può essere raccontata da una sola parola.
Noi abbiamo scelto le nostre dodici, una per ogni mese dell’anno. Anche se sono parole che tutti usano quotidianamente, hanno un significato dentro che è solo nostro, perché a modo loro raccontano la storia di SMI.
Da gennaio a dicembre, ciascuno di noi ne spiegherà una e aggiungerà un capitolo alla storia che queste parole raccontano.

Il 2021 INIZIA GUARDANDO AL FUTURO
Quando ascolti o leggi una parola, la mente comincia un percorso che ti porta là dove i tuoi ricordi la fanno atterrare. La parola “futuro” a me evoca un’automobile, più nello specifico una DeLorean DMC-12; uno scienziato con una chioma candida e disordinata; un ragazzo spigliato e curioso che gli siede accanto. L’energia di 1.21 GW è la potenza che consente a quella macchina di viaggiare nel futuro, appunto.

Il compito della SMI, sin da quando è nata, è quello di guardare e far vedere le cose da un punto di vista diverso. Per questo motivo abbiamo la convinzione che “futuro” non stia a significare un viaggio nel tempo, ma piuttosto un viaggio nello spazio: perché il futuro è qui ed ora, hic et nunc, e noi abbiamo l’opportunità di coglierlo e cercare, per quanto possibile, di indirizzarlo. 

UN FUTURO CHE È GIÀ PRESENTE
Il futuro preconizzato da filosofi e pensatori del secolo scorso, che intravedevano nelle tecnologie in fieri l’opportunità ridefinire i confini del tempo e dello spazio, ora è realtà. E di questa noi siamo parte, pronti per esserne protagonisti.

Nel suo microcosmo SMI vive questo presente dando il suo contributo, nel modo diverso di erogare i suoi servizi, nel modo diverso di vivere l’universo, che cerca di rendere suo, insieme a tutti i suoi abitanti, agli smiers, a suoi partner e ai suoi clienti. Tutti registi, attori e spettatori di questo luogo che abbiamo chiamato YOUniverse.

NOI DI SMI, ABITANTI DEL FUTURO
Affrontiamo questo 2021 come una corsa a mezz’aria, dal sogno alla realtà, che è il modo di camminare che SMI ha intrapreso sin dalla sua nascita. E come sempre affronteremo le sfide di tutti i giorni con la consapevolezza di essere non tanto proiettati verso il futuro, bensì di risiederlo e di sentire la responsabilità di raccontarne l’opportunità a tutti coloro che lo abitano.

Siamo pronti ad allacciare le cinture per questo viaggio che si chiama futuro, certi che non avremo bisogno di una DeLorean DMC-12, ma di una macchina normalissima – meglio se elettrica – con il naso fuori dai finestrini tirati giù, per goderci lo spettacolo del presente. Il propellente non sarà né un fulmine né tantomeno una carica di plutonio, ma la potenza delle idee e la magia delle nostre parole.

Vogliamo rendervi partecipi di questo nostro viaggio, anzi, potete essere dei veri e propri compagni se lo vorrete. Vi basta seguire SMI su Facebook, LinkedIn e sul nuovissimo canale Instagram. E poi, l’appuntamento è il prossimo mese su queste pagine con la parola di febbraio.

Cesare Pizzuto

#natale2020_SMI Roma Volley

A pochi giorni dal Natale SMI ha incontrato Antonello Barani, presidente della SMI Roma Volley, e ha scelto di accoglierlo nelle sale di COSMICO. Si tratta del nuovo spazio creativo che l’azienda ha voluto creare per dare modo ai dipendenti di coltivare le proprie passioni e giocare insieme.

Un nuovo modo per alimentare quello spirito di squadra che risulta decisivo per vincere e raggiungere nuovi traguardi. D’altra parte l’azienda, proprio come una squadra sportiva, ha bisogno di un gruppo unito e capace di mettere in campo la giusta strategia. Non a caso SMI è main sponsor della SMI Roma Volley, la prima squadra di pallavolo della capitale.
Un connubio che nasce dalla condivisione degli stessi valori e dalla convinzione che solo lavorando insieme è possibile mettere a segno i punti vincenti, raggiungendo obiettivi importanti.
Questa stessa strategia è portata avanti anche dalla SMI Roma Volley, una squadra ormai in serie A ma sempre pronta a tagliare nuovi importanti traguardi.

Le parole di Cesare Pizzuto, General Manager SMI: “E’ un connubio che a noi piace. L’idea che un’azienda come la nostra supporti e viva insieme a una squadra di pallavolo, uno sport che amiamo, le cui caratteristiche essenziali sono così legate, unite a quella che è una strategia dell’azienda. La pallavolo è forse l’unico sport di squadra in cui è la squadra che vince. Ogni punto è caratterizzato da uno schema che coinvolge più elementi della squadra. Non solo, il team vince senza combattere fisicamente con gli avversari, ma vince con la strategia”.

Le parole di Antonello Barani, Presidente della SMI Roma Volley: “Ringrazio ancora Cesare e Stefano per il supporto che danno alla nostra squadra da anni. La pallavolo è uno sport di squadra, di strategia e di tattica se ne fa tantissima. Il connubio fra SMI e la Roma Volley nasce proprio dalla volontà di mettere insieme la filosofia della squadra e la strategia per raggiungere un obiettivo. Se siamo in Serie A è anche grazie a loro. La cosa più bella è che abbiamo creato una squadra insieme e insieme portiamo avanti strategicamente questo lavoro”.

Le parole di Stefano Tiburzi, CIO di SMI: “Abbiamo detto che lo sport è strategia, è gioco di squadra e passione. Oggi accogliamo con piacere i ragazzi in questo luogo dove noi cerchiamo di coltivare le nostre passioni e quelle di tutti i colleghi. Era fondamentale avervi qui con noi perché queste passioni coincidono con le nostre e continueranno a unirci nel tempo.”        

#WiredTrends_SMI tra gli speaker con “La sfida digitale”

Sostenibilità, wellbeing, digital transformation: sono solo alcuni dei temi protagonisti del prossimo “Wired Trends 2021”.

L’evento, nato dalla collaborazione fra Ipsos e Wired Italia, torna anche quest’anno con l’obiettivo di interrogarsi su tutti i principali trend del prossimo futuro. 

Un anno difficile, quello che ci lasciamo alle spalle, e che porta a chiederci quali saranno le sfide che dovremo affrontare nei mesi che verranno.

Fra queste, la trasformazione digitale è certamente quella che sentiamo più vicina e di cui parleremo proprio nel corso della prima giornata, con un intervento del nostro CEO Cesare Pizzuto dal titolo “La sfida digitale”.

L’appuntamento è lunedì 30 alle ore 12.05 in diretta streaming sul sito https://www.wired.it/ oppure sulla pagina Facebook di Wired Italia. 

Per rivedere l’intervento:

https://www.facebook.com/wireditalia/videos/380548826506517/