Per fare un albero ci vuole un seme.
Parafrasando le parole di Gianni Rodari, per fare un’azienda, ci vogliono le persone.
E per fare un’azienda come SMI, ci vogliono persone appassionate, che sappiano guardare nella stessa direzione, ognuna con la sua specificità e ricchezza.
Nel raccontare chi siamo, abbiamo scelto di farlo attraverso chi lavora ogni giorno al sogno di SMI e lo rende realtà.
Piccoli racconti, scorci di vita, che compongono, come tessere di mosaico, una storia collettiva, fatta di mille colori, passioni, provenienze, background: perché nel nostro universo essere differenti è un valore.

#smipeople_Laura Bresolin

Cercavo una casa da sempre, ci credevo. Se non smetti di cercare, quello che è destinato a te troverà il modo di raggiungerti.

Mi sono sempre sentita fuori dal tempo e dallo spazio. In un contesto in cui la produttività sembra dover primeggiare a tutti i costi, per me la filantropia è invece l’unica ragione d’essere, quel filo rosso che ha sempre guidato le mie scelte.

Nata con la passione per l’essere umano e per la sua essenza, ho seguito prima gli studi in criminologia e poi in psicologia del lavoro. Il mio sogno è sempre stato occuparmi del prossimo, dedicarmi all’ascolto dell’altro; meno importante il ruolo che avrei assunto nel tempo.

Gli sport che pratico alimentano invece il mio spirito competitivo. Le mie grandi passioni sono il bodybuilding e lo snorkeling. Con il primo ho imparato ad individuare i miei limiti fisici, ma soprattutto mentali, e anche a superarli, alzando l’asticella sempre più in alto. Con lo snorkeling invece, oltre alle meraviglie del fondale marino e alla pace di un silenzio assordante, ho compreso fin dove posso spingermi. E ogni metro che guadagno rappresenta una nuova prova superata.

Nella ricerca continua di “quella” casa, inconsapevole dei rischi del lockdown, poco prima della pandemia globale, ho lasciato il lavoro precedente e il destino mi ha fatto incontrare SMI, dove attualmente ricopro il ruolo di Administration Office Assistant.

In SMI ho trovato quello che cercavo. Investire le proprie energie non solo ai fini produttivi ma per un’azienda in cui credi e che rispetti, aumenta il valore di quello che fai; qui ho trovato tutto questo, e non solo. Per la prima volta è stato dato ascolto  anche a parole non dette.

Ho ritrovato il mio spazio ed il mio tempo nello YOUniverse di SMI, dove al centro ci sono le persone e dove io terrò la mia mano sempre tesa verso l’altro.

LAURA

#smipeople_Davide Scaccia

“Le idee possono sempre portare a qualcosa di buono”.

Sin da piccolo amavo cucinare per l’aspetto creativo proprio dell’arte culinaria. L’idea che la combinazione di più ingredienti potesse generare nuovi sapori mi ha sempre affascinato.

Dopo il liceo ho vissuto tutte le fasi tipiche dell’esperienza nell’ambito gastronomico: prima come lavapiatti, successivamente aiuto chef e infine ho lavorato nel settore della banchettistica. Poi il mio percorso mi ha portato lontano dai fornelli.
La volontà di trasformazione e la curiosità di scoprire quali possibilità di azione avevo nel mondo sono state più forti. Cambiare è importante per me; credo che solo in questo modo si possano scoprire le proprie capacità e le diverse opportunità che la vita ti riserva. Così prima il lavoro come agente immobiliare, poi contact center supervisor per 5 anni. Infine, un nuovo cambiamento; un incontro casuale e fortunato che mi ha portato qui, in SMI come service desk operator.

SMI è un’azienda che definirei colorata. Se fosse un piatto sarebbe un primo con un bell’ornamento e un’ottima materia prima. Faccio parte dalla squadra da poco prima del lockdown e non sono riuscito a viverla pienamente, ma lo spirito positivo del team con i suoi valori, quali passione e curiosità li ho avvertiti sin da subito e condivisi.

Ho da sempre visto l’innovazione come quell’insieme di ingredienti standard che nell’atto di essere combinati danno vita a qualcosa di nuovo e in SMI ho trovato il gruppo in cui poter sperimentare, tutti insieme.

DAVIDE

#smipeople_Antonella Ciangherotti

Imparare dal passato per migliorare il futuro. È da questa certezza ed esigenza di capire la storia che è cominciata la conoscenza del mondo che mi circonda e della sua evoluzione.
Potrebbe sembrare fuori dal tempo la narrazione del mio percorso di crescita, prima con una Laurea in Scienze Naturali, poi un Dottorato in Paleontologia ed ora il mio ruolo in SMI.

L’interesse per la ricerca e l’esigenza di esplorare mi hanno spinto a comprendere la natura nel suo complesso, andando quanto più indietro possibile nel tempo, dove tutto è iniziato.
I miei studi artistici, così come quelli accademici, sono stati molteplici e su differenti discipline: ho studiato pianoforte, canto e danza, e oggi coltivo giornalmente queste passioni.
La tecnologia si è inserita nella mia vita proprio grazie alla musica. Ricordo ancora l’incontro con i primi pc, quando mio padre da musicista professionista mi ha insegnato a comprenderne le potenzialità. Mi ha trasmesso l’idea della tecnologia in quanto strumento di supporto alle espressioni artistiche. E di strada ne è stata fatta in tal senso.

In SMI attualmente ricopro il ruolo di Service Desk Manager. Gli studi statistici e classici mi aiutano ad andare nel dettaglio delle attività, ma anche ad osservarle nel loro complesso. Il mio lato creativo invece interviene trovando soluzioni innovative, che fanno guardare al problema con una differente prospettiva.

Nel tempo la voglia di esplorare è diventata più forte di prima ma è rivolta verso il futuro, dove creatività e tecnologia assumono un ruolo sempre più significativo.

ANTONELLA

#smipeople_Daniele Ucci

“Mi piace capire quello che faccio, è importante per me arrivare a una consapevolezza e comprendere fino a che punto possa spingermi. Come in pista, in sella a una moto, è importante conoscere e testare i limiti del mezzo e del percorso, guardando sempre con fiducia al traguardo.

Sono diversi i momenti che hanno segnato la mia vita, scelte che hanno determinato le direzioni successive che ho intrapreso, dettate dalla curiosità, dalla voglia di capire, esplorare e comprendere le varianti che spostano l’asticella determinando il successo.

Il 25 giugno 2012 è il giorno che più di tutti ha stabilito un cambiamento nella mia vita. Una caduta durante il Campionato di Motorsport, il pensiero a mia figlia di solo un anno; l’amore di padre ha cambiato le mie priorità e dettato nuovi obiettivi.

Lo sport è rimasto un aspetto essenziale della mia vita. Tutte le mattine un giro in bici o una corsa a piedi sono il mio rito fondamentale per una partenza positiva, un momento di raccolta e di stimolo.

Prima arruolato nell’Arma dei Carabinieri nel reparto di criminologia e reati informatici poi, dopo la sofferta scelta del congedo, nell’ambito della cyber security con un progetto internazionale. Successivamente, è nata la necessità di cambiare e ripartire. Darmi una nuova possibilità, professionale e personale.

Nel 2018 l’incontro con SMI, un’azienda che da l’opportunità di esprimere te stesso, dove esplorare nuove realtà e nuove modelli di business è una regola e non una eccezione. In SMI ricopro la figura di Business Developer ed essere parte di questa squadra significa avere ogni giorno fiducia ed autonomia.

Sono di nuovo in sella, nuove piste, nuove sfide.”

DANIELE

#smipeople_Roberta Lisi

La vita è un ciclo di occasioni, una serie di eventi più o meno fortunati che bisogna saper accettare sempre e comunque con tenacia, fiducia ed ottimismo.

Chiusa una porta si apre un portone, ed è proprio vero! La mia vita è stata caratterizzata sin dalle primissime esperienze da momenti di piena attività alternati a crisi, interruzioni.
Il cambiamento non mi spaventa. Anzi, è fonte di nuove opportunità.

Tutto è iniziato con una sfida vinta con giovani colleghe piene di entusiasmo che poi nel tempo mi ha portato ad assistere ai primi grandi cambiamenti ed al passaggio dal cartaceo al digitale legati alla patente di guida. La “memoria storica” mi definiscono i colleghi del mondo dei trasporti, e saper di aver contribuito a questi processi è davvero stimolante ed entusiasmante.

Il mio lavoro è la mia passione ma il mio sogno nel cassetto è il viaggio. Non riesco a dedicarmi molto alla scoperta di “nuovi mondi”. Le mie giornate si dividono tra la famiglia, la casa ed il lavoro. Resta però sempre importante per me trovare occasioni per attivare nuovi stimoli: le uscite con le amiche e le attività sportive sono i momenti che preferisco.

Nella continua ricerca di quel senso di appartenenza e la voglia di costruire, due anni fa la mia strada si è incrociata con quella di SMI.
E così, come è stato per i diversi momenti significativi della mia vita, ho incontrato SMI “per caso”. In azienda mi occupo di assistenza tecnica per il Ministero dei Trasporti, un ruolo che richiede precisione e che rispecchia il mio lato più pignolo.

Essere parte di SMI per me significa essere tornata da dove ero partita. Aver trovato quell’entusiasmo che avevo lasciato alla Roberta di 25 anni fa. Un senso di appartenenza ritrovato, dove la condivisione dei progetti e degli interessi sono la chiave del successo di squadra. Una squadra fatta di persone. E questo mi piace.

ROBERTA

#smipeople_Riccardo Castrichini

La tecnologia per me è sempre stata la chiave per poter capire meglio la natura fisica del mondo che mi circonda. A guardare la mia formazione, ti potresti chiedere: ma la tecnologia dov’è? Prima l’agrario alle superiori, poi la laurea in Scienze e tecniche sportive: discipline in confronto alle quali il pc sembra un ossimoro. Invece no.
A scuola il mio interesse era tutto per le coltivazioni fuori suolo: capire come controllare l’ambiente per far crescere le piante era possibile solo attraverso la tecnologia. Quest’ultima ritorna nella mia vita con l’esame di Match Analysis all’università: una rivelazione. Studiavo come rendere quantificabile, traducendolo in numeri, il gesto tecnico di un atleta.
Lì si è agganciata la mia passione. Intravedevo nella tecnologia la possibilità di realizzare l’inimmaginabile: provare a rendere descrivibile l’inafferrabile, ovvero il talento innato di un atleta. Da allora il computer è venuto in campo con me, quando ero preparatore atletico specializzato nel settore giovanile.

Ma quello che sapevo, non mi bastava più. Volevo migliorarmi e imparare: è così che inizia la mia avventura in SMI.

Qui mi sento come in palestra: imparo continuamente cose nuove, mi confronto con sfide sempre diverse. Siamo un gruppo affiatato: anche adesso che siamo costretti a stare distanti, ci sentiamo tutti i giorni. Ci siamo sempre l’uno per l’altro, a “testuggine”.

E per me, che ho sempre considerato la squadra la dimensione ideale per lo sport, è come continuare a indossare gli scarpini dietro lo schermo di un pc.

#smipeople_Francesca Ostili

“Se c’è una cosa che mi affascina è il potere delle parole.
Le cerco negli incontri con le persone, nei libri di cui non riesco a fare a meno e da un po’ le scrivo pure nelle recensioni, che per me è come condividere un’emozione.
Alla lettura vorace di ora ci sono arrivata con la nascita di mia figlia. Prima ero presa dal lavoro, dalla palestra. La sera, mentre le ero vicina aspettando che si addormentasse, leggevo con le lucine fatte apposta per la lettura “carbonara”. E così le pagine si sono accumulate nella mia vita e sono diventate anche lo strumento per avvicinare quella degli altri: alla fine mi è sembrato naturale entrare a far parte del circolo di lettura della biblioteca del mio quartiere.
Leggiamo lo stesso libro e poi ne parliamo, tirando fuori le nostre sensazioni, intrecciandole, come in una sinfonia collettiva, perché le parole per me sono soprattutto musica: la musica che risuona anche dopo che hai chiuso l’ultima pagina, che mi appunto ovunque, per riprodurne il suono quando ne ho bisogno, come quando senti la stessa canzone perchè non riesci a farne a meno.
E poi la lettura ti educa all’ascolto, a fare spazio dentro di te per le parole dell’altro.
Per SMI mi occupo di assistenza IT da remoto: nel mio lavoro è fondamentale ascoltare, trovare le parole giuste per sciogliere la difficoltà del momento. Ora lo sto facendo per i dipendenti del Ministero della Salute: ne sono orgogliosa.

Noi tutti in SMI stiamo cercando di dare il nostro contributo in questo periodo complicato, mettendo nel lavoro quotidiano la nostra attitudine a fare squadra, e quell’attenzione alle parole giuste, capaci di risuonare anche da un capo all’altro del telefono e dire: noi ci siamo per te”.

FRANCESCA

#smipeople_Gianpaolo Tuzzo

“La mia vita ha sempre camminato su un doppio binario: la passione per l’informatica e quella per la musica. I computer erano lo strumento con cui potenziare la mia esperienza con i videogiochi: mi informavo sulle ram, sui requisiti minimi per giocare, volevo capire come erano fatti dentro per migliorarne le prestazioni. A tredici anni, come regalo di compleanno, ho chiesto una scheda video: me la sono montata da solo per giocare a Splinter Cell. Poi negli anni dell’università, la tecnologia si intreccia con la mia altra passione, quella fatta di note. Mi trasferisco da Messina a Roma per studiare ingegneria del suono: facevo già il deejay e volevo capirne la parte tecnica.

La musica mi accompagna da sempre: piccolissimo, il mio gruppo preferito erano i Nirvana, introdotti da mia sorella più grande.
E anche per ascoltare la musica avevo bisogno di un computer: la mia playlist era in digitale, e io l’avevo ordinata tutta con le copertine, per me indispensabili. Da ragazzo scopro un duo di deejay, i 2manydjs: mixavano musica classica tipo i Beatles con l’elettronica, mettevano le copertine dei dischi e le animavano. Ne ero rapito.
Li ritroverò il prossimo giugno a Barcellona, al Sonar, dove faranno solo dj set in vinile: la tecnologia che recupera e migliora l’esperienza del passato.
Se dovessi individuare un denominatore comune per le mie due passioni, direi che è la necessità di cercare stimoli.

È questa fame di imparare, di espormi al nuovo che mi ha portato in SMI, il 24 giugno 2019, giorno del mio onomastico: davvero un bel regalo.
Rispetto alle mie esperienze precedenti, qui senti subito che non sei considerato solo un numero di matricola, ma sei una persona a cui viene prestato ascolto e attenzione.

In SMI ti viene non solo riconosciuto un valore, ma ti aiutano a farlo crescere, perché non c’è altro modo per diventare grandi”.

GIANPAOLO

#smipeople_Thomas Settimi

“In genere un informatico te lo immagini come un tipo quadrato, che ragiona a codice binario: solo sequenze di zero e uno. Invece per me l’informatica si è sempre unita alla fantasia, alla capacità di costruire mondi.
Per anni il computer – il commodore 64 – è stato la mia porta di accesso a universi paralleli. Sono stato un appassionato giocatore di MMORPG – Multimedia Massive Online Role Play Game. Nel primo, il più famoso, World or Warcraft, impersonavo uno sciamano. Ci giocavo con gli amici, studiando l’identità del mio personaggio e le interazioni con gli altri. Una partita poteva durare mesi, in un intreccio imprevedibile di soluzioni che venivano fuori dalla creatività dei giocatori. È così che ho cominciato a scrivere, grazie alla mia passione per i videogiochi.
E la scrittura anni dopo è stata la chiave di accesso alla mia professione di oggi.

Erano gli anni dell’università: per guadagnare qualcosa ho iniziato a recensire smartphone per due blog di tecnologia. Da lì è scaturita la mia professione, mettendo insieme tutte le mie passioni – le parole, l’informatica, le persone – e la voglia di imparare sempre.

E come nel gioco del domino, in cui l’ultima tessera determina il movimento della successiva, è stata la necessità di continuare a imparare che mi ha portato, da pochissimo, in SMI.

Cercavo un ambiente di lavoro in cui si prestasse attenzione alla qualità delle relazioni: la sera volevo tornare a casa con la consapevolezza di aver passato il tempo non a sopravvivere ma di averlo speso nel miglior modo possibile. Con il passare degli anni impari a volerti un po’ più bene e ti rendi conto che il tempo di lavoro è tempo di vita, l’unica che hai. In SMI mi sono subito sentito nel posto giusto: i rapporti tra di noi sono fantastici, con tutti. E anche dal punto di vista tecnico, sto crescendo tanto, mentre prima mi sentivo fermo.

Se dovessi utilizzare una delle parole che amo per descrivere SMI, sceglierei questa: valore, alle persone e al tempo che si passa insieme.

E non puoi desiderare di “giocare” una partita migliore”.

THOMAS

#smipeople_Alessia Galli

“Io sono una che non ha paura. Strano a dirsi, perché sono timidissima e quindi proprio non ce l’ho quell’attitudine spavalda e pure un po’ sfrontata dei temerari. Però non ho mai avuto paura di cambiare quando sentivo che un lavoro, una situazione, un posto, non mi facevano star bene o non mi stimolavano.
Ho girato parecchio e fatto mille lavori, anche dog sitter in un allevamento di cani da caccia. Scelta facile per me, cresciuta in montagna, in una casa sul lago di Lecco tra cani, gatti e altri animali. Quasi scontato che tra i miei lavori ce ne fosse uno in cui ricercassi quel rapporto stretto con nasi bagnati, peli ovunque e quegli abbracci che non hanno bisogno di arti umani per farti sentire avvolta. Scontato pure che due di loro siano poi arrivati a casa da me, Moon e Bally, a fare famiglia multi-specie.

Nel mio andare, un giorno ho incrociato SMI.

Da subito ho sentito la forza del gruppo, la voglia di fare insieme, evidente anche quando lavori presso il cliente e quindi lontana dalla sede principale. Nel mio primo giorno di lavoro Francesco è stato il primo ad aiutarmi, ad accompagnarmi come si fa con chi muove i primi passi. Poi ho saputo che anche lui era di SMI. Con Francesca non ci basta nemmeno più vederci ogni giorno al lavoro, così finisce che quando ci salutiamo ci chiediamo: “che facciamo dopo?”. E poi anche Jacopo e gli altri: non mi era mai capitata una cosa così, c’è una collaborazione fuori dal comune.
Durante la prima cena aziendale mi è stato chiesto quale fosse il mio sogno, perché insieme avremmo potuto raggiungerlo.

Io non lo so ancora quale sia il mio, ma percepisco la forza di quello di SMI e la sua spinta a guardare oltre.

E io che andavo ovunque, in cerca di stimoli e relazioni, ora non ho paura di fermarmi”.

ALESSIA