Per fare un albero ci vuole un seme.
Parafrasando le parole di Gianni Rodari, per fare un’azienda, ci vogliono le persone.
E per fare un’azienda come SMI, ci vogliono persone appassionate, che sappiano guardare nella stessa direzione, ognuna con la sua specificità e ricchezza.
Nel raccontare chi siamo, abbiamo scelto di farlo attraverso chi lavora ogni giorno al sogno di SMI e lo rende realtà.
Piccoli racconti, scorci di vita, che compongono, come tessere di mosaico, una storia collettiva, fatta di mille colori, passioni, provenienze, background: perché nel nostro universo essere differenti è un valore.

#SMIPeople Stefania Rao

Sono arrivata in SMI nel 2017 e in azienda eravamo ancora in pochi, se mi guardo indietro vedo quanto siamo cresciuti in questi anni!

Nei lavori precedenti, occupandomi di amministrazione e contabilità, sono sempre stata abituata a lavorare in solitudine, io ed i numeri soltanto. Quando sono entrata in SMI ho capito l’importanza e il valore di lavorare in un team. Inizialmente non è stato semplice perché mi mancava l’esperienza del lavoro di squadra, ma affiancata dalle mie colleghe Simona e Ilaria nella sede centrale e Stella, Laura e Stefania per la sede di Bassano, siamo riuscite a creare un bel team di lavoro, che mi ha fatto scoprire e apprezzare il costante confronto umano e professionale.

Di SMI apprezzo molto proprio questo aspetto: fra colleghi c’è un clima conviviale e di reciproco aiuto, si festeggiano i compleanni e c’è sempre chi è pronto a scambiare una chiacchiera.

Nel mio team ci supportiamo reciprocamente, se qualcuno ha bisogno ci si aiuta, si collabora per risolvere il problema come una squadra, insieme. Da quando ho iniziato a lavorare qui non ho mai spesso di imparare: un po’ perché quello dell’amministrazione è un lavoro che per sua natura richiede un aggiornamento continuo, un po’ per il grande scambio di competenze che vengono trasmesse fra colleghi e fra reparti. A livello personale non smetto mai di imparare, ascolto con curiosità, cerco di migliorare e rinnovarmi continuamente.

Emisfero destro o emisfero sinistro? Io sono nel mezzo. Fin da piccola ho sempre amato l’arte, la creatività, il disegno, la musica, ma quando è arrivato il momento di scegliere che scuola frequentare, ho optato per ragioneria e continuato a coltivare la mia passione nel tempo libero frequentando teatri e cinema.

STEFANIA RAO

#smipeople_Paola Bonaffino

Sono arrivata in SMI ed esattamente 4 giorni dopo eravamo già in smart working. Ebbene sì, perché la mia esperienza qui è cominciata proprio due anni fa, poco prima dell’inizio della pandemia di Covid-19.

Poteva essere un momento critico: dovevo confrontarmi con un ambiente nuovo e nuovi colleghi e invece l’azienda è stata in grado di trovare subito un equilibrio. In generale, come organizzazione del lavoro, ma anche per la mia condizione di mamma. D’altronde, occupandoci di soluzioni informatiche, sapere come reagire velocemente a situazioni difficili è il nostro pane quotidiano.

In SMI sono Account Manager. È la mia prima posizione puramente commerciale, prima di questo lavoro mi occupavo di assicurazioni. Il debutto in questo settore è coinciso con un altro grande cambiamento nella mia vita: il trasferimento della mia famiglia a Roma.

Sette anni fa mio marito ha avuto un’opportunità lavorativa nella Capitale e abbiamo deciso di coglierla e partire. Una volta arrivata qui mi si è aperto un altro mondo, mi sono ritrovata un po’ disorientata e, anche con il suo incoraggiamento, ho deciso di rimettermi a studiare. Da tempo volevo completare gli studi, rimettermi in gioco, così mi sono iscritta ad un corso di laurea in Comunicazione e Marketing.

Ho scelto questo indirizzo perché la comunicazione è il punto di incontro tra ciò che è stata la mia professione per tanti anni, il front office, e la mia passione. Mi piacciono molto la linguistica, la semiotica, la letteratura. Ho una natura molto umanistica e infatti sto cercando di specializzarmi nuovamente in Filologia moderna. È una caratteristica che in molti non si aspettano da un Account Manager, e invece…

Se ci si pensa bene, in realtà, anche nel settore commerciale c’è tantissima comunicazione. Gli aspetti del mio lavoro che mi piacciono tantissimo sono gli stimoli continui, il fatto che il raggiungimento di un obiettivo sia il punto di partenza per il prossimo traguardo.

In un solo anno in SMI, soprattutto grazie al supporto dei miei responsabili, sono cresciuta tantissimo e il mio ruolo si è piano piano trasformato. D’altronde se c’è una cosa che SMI sa fare è ascoltare le attitudini dei propri dipendenti e dare loro spazio. Così, già pochi mesi dopo la mia assunzione, sono stata inserita nell’Ufficio Gare con un’attività che gestisco in piena autonomia e che riguarda il mercato elettronico degli appalti con la pubblica amministrazione.

La cosa che più mi piace del mio ruolo è che è un mix di competitività, lavoro di squadra e organizzazione certosina. Il mio ufficio ha grandi responsabilità, ma per fortuna io ed Elisa, la collega con cui mi confronto, ci completiamo. Lei si occupa della parte amministrativa, io di quella economica, la parte di contatto e di offerta.

Ritrovo molto di me nella dinamicità dell’Ufficio Gare. Io adoro viaggiare, fare le valigie, anche per una semplice gita fuori porta. Mi piace visitare posti che non ho mai visitato, sono molto curiosa e una grande esploratrice. Questa mia passione mi ha aiutato ad allargare i miei orizzonti, soprattutto perché ho iniziato a notare i piccoli dettagli, la bellezza delle cose.

Anche nel mio lavoro mi concentro sulle piccole cose, devo fermarmi ad ascoltare e riflettere, proprio come durante una delle mie avventure. La mia prossima meta in SMI? Lavorare a supporto di altri settori aziendali con nuovi e vecchi compagni di viaggio. Al momento non posso svelare altro, ma sarà una avventura, come quelle che piacciono a me.

PAOLA BONAFFINO

#smipeople_Stefania Guarise

Dopo la nascita del mio terzo figlio ho capito di volere un lavoro che mi permettesse di gestire al meglio la mia famiglia e che mi desse nuovi stimoli. Così, dopo anni nello studio di un commercialista, mi sono licenziata per cercare un’azienda che rispecchiasse il mio punto di vista.

Dopo pochi mesi ho visto l’annuncio di lavoro pubblicato da SMI – lo ricordo come se fosse ieri! -; sembrava scritto apposta per me. Nei primi mesi del 2021 SMI cercava un’impiegata amministrativa che, oltre a conoscere la contabilità, fosse anche fiscalista. Gli aspetti fiscali sono pane quotidiano per me, grazie alla lunga esperienza allo studio. La ciliegina sulla torta? Tra i requisiti c’era anche la conoscenza del programma di contabilità e gestione che avevo usato tutti i giorni fino ad allora. Mandare la candidatura è stato il gesto più naturale del mondo.

Il mio job title è Assistente CFO, quindi affianco la CFO, Stella Pizzuto, in ciò che riguarda l’amministrazione e gli aspetti finanziari dell’azienda.

In SMI ho trovato tutti gli stimoli che cercavo. Una giornata non assomiglia mai all’altra: in base al periodo posso dover presentare delle pratiche all’agenzia delle entrate, gestire i pagamenti con i fornitori, controllare i registri se è il momento della liquidazione, preparare i documenti che devono essere inviati al commercialista. Mi occupo della rilevazione contabile delle paghe, ma posso anche dare un supporto con le fatture di acquisto.

Le mie mansioni richiedono organizzazione e precisione. D’altronde, i numeri bisogna farli quadrare. Personalmente trovo i numeri molto confortanti: le cifre non mentono, o va o non va. È un aspetto del mio lavoro che mi tranquillizza e che, paradossalmente, bilancia il mio essere sbadata in famiglia. I miei colleghi fanno fatica a crederci, ma uno dei miei figli mi chiama “Dory”, come la pesciolina smemorata di “Alla ricerca di Nemo”. Il mio lavoro mi aiuta a mantenere un equilibrio tra queste due sfere, tra la Stefania professionale e quella a casa.

Adoro il fatto che il mio lavoro non sia mai ripetitivo, mi tiene attiva. Per una persona a cui piace sentirsi utile come me, è il massimo: se qualcuno è in difficoltà, io ci sono. Sia in famiglia che al lavoro. Tanto che, ormai, mi definisco una specie di piccolo CAF: ho aiutato alcuni amici con l’ISEE, altri con il 730… per questo, se avessi l’opportunità di scegliere un’altra posizione all’interno di SMI, vista anche la mia esperienza in studio commercialista, mi piacerebbe diventare una specie di consulente CAF. Non so se esista già, magari potrei proporlo a Stella!

L’aspetto che mi piace di più di SMI è il costante movimento: si sta trasformando e continua a crescere. Un po’ come me. Sono sempre molto curiosa, mi piace sentirmi informata e odio rimanere ferma. Di SMI adoro anche il fatto che mette davvero al centro le persone: il work from home è prassi e la flessibilità è reale. Per me, che sono mamma di tre bambini, questo è fondamentale per poter trovare un buon equilibrio fra il lavoro e la vita privata. Una maggiore serenità che poi trasmetto naturalmente anche in ufficio.

Se penso al 2022 penso a un anno pieno zeppo di sfide. L’azienda sta per diventare una multinazionale ed è molto elettrizzante. Una nuova sede, nuove gare d’appalto a cui partecipare e nuove casistiche a livello contabile: diciamo che per l’Ufficio Amministrativo saranno 12 mesi molto impegnativi, ma io sicuramente non vedo l’ora di affrontarli.

STEFANIA GUARISE

#smipeople_Andrea Varavallo

Nel mio lavoro quotidiano in SMI sono un IT Specialist, per questo le persone pensano che io legga solo documenti tecnici, invece la mia passione è la letteratura, in particolare gli scrittori russi e quelli francesi.

Da quando ho letto “Guerra e pace” al liceo non ho più smesso, e periodicamente mi piace rileggere “Oblomov”, la storia di un uomo davvero particolare, che non porta mai a termine nessuna azione perché ogni cosa gli sembra insormontabile.

È un libro che mi ha aiutato tantissimo a capire i miei limiti, e che ha una grande carica rivoluzionaria, perché ti fa riflettere su quello che sei e sul senso di ciò che fai.

Il modo in cui sulle pagine ogni azione viene analizzata e scomposta in tante azioni più piccole mi fa pensare al mio lavoro: anche a me piace “spacchettare” le cose e ridurle in unità più piccole, dissezionarle e addentrarmi nei particolari.

Proprio questa attitudine all’approfondimento e all’attenzione per il dettaglio, che fa parte anche del mio lavoro quotidiano, mi ha portato a viaggiare e a scoprire posti nuovi, perché mi piace andare alla ricerca dei luoghi descritti dagli autori, come ho fatto a Praga, ma anche nel viaggio che forse mi ha lasciato di più, nella Parigi descritta da Zola.

Di questo autore mi ha colpito in particolare “Teresa Raquin”, la storia di un’orfana adottata da una zia che la vuole far sposare a forza con il cugino. È il romanzo che mi ha più formato: d’altronde quello che leggi tra i 10 e i 20 anni è speciale a prescindere, lo “processi” con un coinvolgimento che poi è difficile ritrovare.

Trovo che essere un lettore aiuti molto anche nel lavoro a rapportarsi meglio con le persone. Venendo a conoscenza di così tanti personaggi e trame diverse ti abitui ad avere a che fare con le personalità e le storie più disparate!

Il mio lavoro è a stretto contatto con le macchine più che con il pubblico, ma devo dire che quando vado in trasferta nelle sedi dei miei clienti mi piace molto conoscere nuove persone, che si aggiungono a quelle che negli anni ho conosciuto nei libri.

ANDREA VARAVALLO

#smipeople_Diego Capobianco

Da bravo membro della generazione Bim Bum Bam sono un grande appassionato di anime e manga giapponesi. Mi piacciono soprattutto i classici, il mio preferito è “Capitan Harlock”.

Dei fumetti nipponici amo le storie che raccontano, perché non sono quasi mai superficiali e mi trasmettono sempre dei valori. Mi interessa anche il modo in cui sono disegnati, le tecniche che ci sono dietro, gli strumenti che vengono usati.

Una volta i fumetti venivano creati con i pennelli, il tratto che ne usciva era estremamente personale. Poi si è passati al pennino e la storia è cambiata. Il pennino ha una punta e quella rimane. Il pennello invece ti dà la possibilità di modulare: più spesso, meno spesso, inclinato… è un po’ una metafora di vita se ci pensiamo. C’è chi ha una personalità più modulabile e chi invece è più rigido.

Io mi definisco pennello. Nella vita ho dovuto adattarmi a tante situazioni differenti, quando sono andato all’estero prima e quando sono tornato in Italia poi.

Durante l’università mi sono trasferito in Spagna. La decisione in realtà è stata presa alla leggera, doveva essere un anno sabbatico ma poi sono diventati dieci. Studiavo Scienze Forestali ma sentivo che mi avrebbe fatto bene un cambiamento e così sono andato a trovare una mia coinquilina in Erasmus a Barcellona… e niente, è successo che ho trovato lavoro a Madrid e ho deciso di restare.

Anche il lavoro doveva essere qualcosa di temporaneo, non credevo sarei rimasto per molto nell’assistenza clienti. E invece più andavo avanti e più mi piaceva. Ormai sono 15 anni che sono in questo settore… incredibile che da qualcosa di potenzialmente passeggero sia poi nata la mia professione di Helpdesk Supervisor da SMI.

Una scelta di pancia mi ha permesso di venire a contatto con le culture più diverse, con persone e lingue da tutto il mondo. Se ci penso, mi ha fatto anche scoprire la persona intraprendente che sono. Sono in continuo movimento, cerco costantemente di realizzarmi. Ho bisogno di sentirmi padrone delle mie scelte e della mia vita, di essere in qualche modo libero. Non parlo di anarchia ma semplicemente della sensazione di sapere di potermi sempre migliorare.

Sarà per questo che mi piace così tanto Capitan Harlock. Rivedo me, ma anche tanto di SMI nella figura del pirata spaziale. Harlock è un ribelle che ha scelto di viaggiare per l’universo alla ricerca della libertà. Non è il solo però, e sull’Arcadia, il vascello spaziale che si sposta di galassia in galassia, vivono altri sognatori come lui. Anche la SMI è un po’ il nostro vascello, la nostra casa se vogliamo… e allo stesso modo anche noi dipendenti siamo una ciurma di sognatori!

DIEGO CAPOBIANCO

#smipeople_Davide Pizzuto

Ci sono un front-end e un back-end in tutte le cose. Una facciata esterna, se così la vogliamo chiamare, e una interna. A me affascina soprattutto il punto d’incontro tra le due parti. Il fatto che possano essere enormemente diverse l’una dall’altra pur formando uno stesso elemento.

Ho sempre voluto capire come funzionasse qualsiasi oggetto… non mi stupisce che a intrigarmi di più siano le cose che in superficie appaiono in un modo, ma che in fondo poi sono tutt’altro. Per niente sono diventato sistemista informatico.

Cosa, più della tecnologia, va esplorato e capito fino in fondo? Forse solo la musica, l’altra mia grandissima passione. Ho sempre pensato che musica e tecnologia avessero tantissimo in comune. Se ci pensate, entrambe hanno una logica solidissima alle spalle. Non è un caso che tanti scienziati fossero anche musicisti!

Nella musica c’è tantissima fisica: le onde sonore, la frequenza di un suono, perché una scala melodica ha un senso uditivo invece che un altro, perché l’accordo di Do è formato da Do Mi Sol e non da altri suoni… C’è una spiegazione tecnica dietro, e il concetto di base è uguale a quello della tecnologia. Il front-end della musica è l’arte, ma nel back-end c’è una parte più concreta, tecnica e tecnologica appunto.

È un po’ come nella figura del comico: sembra che sia lì sul palco a sparare frasi a caso ma in realtà ha studiato tantissimo per sapere come far ridere le altre persone. Per un periodo anche io ho fatto teatro e mi piace stare con il pubblico, ho sempre avuto una parte artistica che cercava di uscire.

Si sarà capito a questo punto, ma fosse per me farei tutto: teatro, musica, tecnologia. Per una questione di tempo ormai non riesco più, ma sento ancora tutti i giorni il bisogno di esternare ciò che ho dentro. È il mio front-end. La parte di me che più ho in comune con mio fratello Cesare, che è poi il motivo per cui sono entrato in SMI.

È cominciato tutto mentre ero in attesa di partire per il servizio militare. Cesare chiese a me e mio fratello gemello se volessimo fare un lavoretto estivo nella sua vecchia azienda per potere essere indipendenti durante la leva… e poi niente, alla fine non me ne sono più andato.

Mi sono ritrovato ad essere un informatico senza averlo programmato, ma in realtà ha molto senso sia con le mie attitudini, che con il mio percorso di studi. Mi sono diplomato in ottica e anche lì tra il capire come funziona una lente e lo studio dell’occhio umano, è tutto un meccanismo tra fisica e logica. Forse alla fine ero un predestinato!

DAVIDE PIZZUTO

#smipeople_Elisa Aglieri Rinella

Essere iper precisa e metodica fa parte della mia natura, anzi, posso proprio dire che me lo si legge in faccia. La volta che sono andata a comprare il vestito di laurea e le commesse mi hanno chiesto cosa avessi studiato, non ho neanche fatto in tempo a rispondere: avevano già capito che stavo per diventare Dottoressa in Giurisprudenza.

Ho amato tantissimo i miei studi e ritrovarli in un lavoro era un mio obiettivo primario. Volevo avere gli strumenti giusti per fare qualcosa che mi piacesse e, senza dubbio, ho studiato anche per prepararmi a una professione. Vi sembrerò un’invasata ma per me lavorare sulle gare e studiare i bandi, sia a livello umano che lavorativo, è una vera e propria passione.

Faccio il lavoro che ho sempre desiderato. Non esagero, SMI è il mio punto di arrivo, ho una posizione che amo e che non cambierei per niente al mondo, un punto fermo, tanto quanto la mia famiglia e i miei bimbi.

Sono Tender Office Assistant nell’ufficio gare. Ho ritrovato tanto della mia indole nel mio reparto: cerchiamo sempre di fare più di quello che è richiesto ed è qui che ho incontrato gente che crede nel “prima si chiude meglio è” tanto quanto me. D’altronde, io una cosa o la faccio in un certo modo o non la faccio.

Quello che apprezzo di SMI è che, pur essendo il mio un lavoro con scadenze serratissime, ho sempre il tempo di portare a termine le mie mansioni. L’importante è arrivare all’obiettivo, non c’è mai alcun tipo di pressione da parte dei miei responsabili. C’è un ambiente di assoluta serenità che non è poi così scontato, anzi: non ci sono attriti, nessuna competizione. Esattamente il tipo di ufficio che mi serviva per reinserirmi nel mondo del lavoro.

Tornare in ufficio dopo 2-3 anni a casa e avendo dei bambini a casa non è facile per nessuno, ma SMI ha saputo accogliermi con un approccio adatto alla mia situazione di neo mamma, con dei tempi che mi aiutassero a gestire sia la mia vita privata, che quella lavorativa. Sono molto riconoscente per questo!

Non è da poco avere l’opportunità di ritagliarsi i propri spazi. Lo smart working e il tempo in più che tutti abbiamo avuto tra lockdown e zone rosse mi hanno insegnato a riappropriarmi dei miei momenti. Paradossalmente, con le varie chiusure ho riscoperto un mondo, mi sono ammorbidita e ho scoperto di essere molto brava nel multitasking.

Ma non solo: ho ritrovato la passione per la corsa, per la lettura, per la musica. Mi sveglio la mattina presto e vado a correre a Villa Pamphili. L’attività fisica mi rilassa, tanto quanto la lettura. Leggere mi è sempre piaciuto, ma dopo essere diventata mamma il tempo ha cominciato a sfuggirmi dalle mani. Come è successo a tanti altri, l’isolamento mi ha aiutato a riaprire i libri, alcuni li ho presi anche dalla libreria di Cosmico, lo spazio che l’azienda ci ha messo a disposizione per incontrarci e rilassarci.

È proprio lì che ho preso Il treno dei bambini un romanzo che mi ha lasciato davvero tanto. Posso dire che porto un po’ della mia anima da giurista anche nelle letture: tendo a cercare i “mattoni”, forse ho un debole per i tomi che mi ricordano il codice civile…

Sono meno quadrata con la musica: spazio dai Led Zeppelin a Jimi Hendrix alle colonne sonore di film o serie tv che ho visto. Ultimamente sto ascoltando quella di Skam Italia, mi ci sono appassionata perché è ambientata nel liceo che ho frequentato anche io. Da brava figlia di papà chitarrista, la musica mi piace tutta. Ora che ci penso, forse questo è il mio aspetto “meno precisino”…

ELISA AGLIERI RINELLA

#smipeople_Paolo Sabatino

Per me, la storia è sempre stata una finestra sul presente: lo strumento per dare una risposta a centinaia di perché. Se penso poi che è grazie al mio attuale lavoro che mi si è riaccesa la passione per questa materia…

Ciao a tutti! Sono Paolo, tecnico di presidio alla Soprintendenza Archeologica di Roma, Smier e “romano romano”. Sono una di quelle persone iper fortunate che ha il privilegio di recarsi a lavoro in un luogo che trabocca bellezza e cultura!

A stare così a contatto ogni giorno con epoche lontane, mi sono ritrovato a prendere in mano i libri di storia e ad approfondire in particolare la storia della mia città, che per quanto avessi studiato a scuola, con tutte le cose che ci sarebbero da sapere, ne avrei ancora per anni! Sono sempre stato affascinato dai misteri, sia i punti di domanda del passato, che da quelli del futuro: a forza di guardare le stelle, magari a breve riusciremo anche a capire dove arriveremo

Sarà per lo stesso motivo che appena posso scappo sulle Dolomiti: mi piace tanto camminare e amo immensamente la montagna, per questa voglia di scoperta, di arrivare fino alla cima per capire cosa si nasconde lassù. La zona che preferisco? La Val di Funes!

Astronomia, storia e natura per me hanno la stessa funzione: sono un modo per capirci, per andare al di là, per non fermarsi alle apparenze e approfondire. Un po’ come sono io, fin da piccolo sono una persona molto curiosa. Ho letto tutti i libri di Stephen Hawking. Perché se non arrivo in fondo alle cose, non mi sento soddisfatto.

È una caratteristica che porto anche al lavoro, non mi fermo fino a che non ho risolto qualsiasi problema o richiesta mi venga sottoposta. Voglio che le cose vengano fatte bene e devo ammettere che mi sento estremamente gratificato quando le persone sono contente di quello che ho fatto. Essere stato utile a qualcuno mi ripaga immensamente.

Questa caratteristica me l’hanno fatta notare i miei colleghi: mi dicono spesso che la mia più grande qualità è la disponibilità. D’altro canto però, anche io a lavoro sono circondato da persone meravigliose. L’ho capito quasi subito, quando sono arrivato nel 2017, in SMI ho sentito un fortissimo spirito di squadra, ci si aiuta l’uno con l’altro, l’obiettivo è il risultato finale da raggiungere in gruppo, senza però sottovalutare il valore e l’importanza del singolo.

Per me che ho avuto un percorso lavorativo abbastanza anomalo questo senso di appartenenza è stato fondamentale fin da subito. Sono passato dal settore amministrativo, ad un’esperienza nel Nord Italia, all’avere un negozio tutto mio… diciamo che nella vita non mi sono fatto mancare niente e che all’informatica sono arrivato con un po’ di ritardo, ma con assoluta determinazione. Per fortuna ho trovato un ambiente molto simile alla mia personalità, dove voglia di crescere e formazione continua sono veri e propri valori aziendali.

PAOLO SABATINO

#smipeople_Mirella Vendetti

Già dalle mie prime settimane in SMI ho cominciato a vedere dei paralleli tra il settore informatico e l’ambiente dove ho lavorato per 30 anni, il mondo dello spettacolo. Quando parlo di queste similitudini sono in tanti a stupirsi: cosa potranno mai avere in comune due campi così agli opposti?

E invece… Il venire a contatto con persone da ogni parte d’Italia, la voglia di fare tutto con il sorriso, il senso di affiatamento: proprio come quando una compagnia lavora su una pièce teatrale, ogni giorno è una festa, ma anche un passo altamente studiato di un percorso più lungo.

Sono una persona grintosa, disponibile, che non si tira mai indietro. Amo lavorare in gruppo, scambiare opinioni e pensieri. La mia professionalità si è formata interamente nel campo delle pubbliche relazioni. Nello specifico, nell’ambito teatrale, dove tutto è comunicazione. Cast, regia, segreteria… ho seguito la creazione di uno spettacolo dalla A alla Z.

Per circa 3 anni, ho fatto la mia parte anche in televisione: tra un casting, una produzione televisiva e tante riprese per alcune grandi reti nazionali, ho incontrato mio marito. Da collega, è poi diventato padre delle mie due figlie, che con i loro risultati scolastici mi rendono ogni giorno una mamma orgogliosissima.

Quando il settore dello spettacolo è andato in crisi causa pandemia è stato molto difficile. Il periodo mi è servito però per comprendere l’importanza delle mie soft skills e di quanto questo tipo di competenze non siano settoriali: se mi trovo bene nell’ambiente di continua crescita che c’è in SMI è perché il rinnovamento costante è un valore in cui credo tantissimo.

Non mi fermo mai. Frequento la palestra, sono una grande patita di rock, grande fan degli Stones e di Bowie, il poco tempo libero che mi rimane lo dedico al mio cane e alla lettura. Nell’ultimo periodo sto leggendo “Lettera alla madre sulla felicità”, di una delicatezza incredibile.

La cosa che mi piace di più del mio lavoro come Front Office è la possibilità di trasformare una peculiarità del mio carattere in una vera e propria abilità. Qui, la parte più preponderante della mia personalità, quella che porta allegria ovunque, funziona perfettamente. Io e il mio team siamo il primo contatto per il cliente, risolviamo i problemi relativi all’informatica e agli applicativi.

Credo che il mio miglior pregio sia riuscire ad entrare facilmente in sintonia con tutti, amo fare domande, approfondire, non sono la classica operatrice sbrigativa. La mia parte preferita dello stare a contatto con i clienti è il rapporto di fiducia che dopo un po’ viene ad instaurarsi: quando ritrovo al telefono persone con cui ho già parlato è davvero, davvero molto bello. I miei colleghi dicono sempre che la mia simpatia supera ogni altra cosa, spero davvero sia un pensiero condiviso anche dai nostri clienti.

E pensare che sono andata a fare il colloquio senza sapere di cosa si trattasse… ora mi ritrovo con una seconda famiglia. Per me infatti, non si parla più solo di #SMIpeople, ma di #SMIfamily!

MIRELLA VENDETTI

#smipeople_Rocco Grattà

Sarà capitato a tutti una volta nella vita di provare quella sensazione di stagnazione professionale, di assenza di stimoli. È proprio quell’impressione che mi ha portato in SMI.

Mi chiamo Rocco Grattà e ricopro il ruolo di IT Specialist. Dopo anni in cui non vedevo prospettive di crescita professionale per me, ho iniziato a cercare nuovi stimoli e nuove opportunità. Così ho fatto un colloquio in SMI e ho capito che qui l’aria che si respira è diversa fin dal primo momento in cui ho messo piede in azienda. Un’aria che sapeva di “nuovo” e di crescita. Sia chiaro, i tanti lavori fatti prima di entrare in SMI mi hanno fatto crescere, ma non ero completamente soddisfatto.

La prima persona che ho incontrato in SMI è Cesare Pizzuto. È stato lui direttamente a parlarmi dell’azienda e del sogno che c’era dietro. All’epoca eravamo meno dipendenti, ma le idee erano già chiarissime: creare una società che, crescendo, potesse garantire un futuro alle persone che vi lavorano. Avevo trovato un’azienda il cui CEO mi stava dicendo quanto fosse importante il valore aggiunto di ogni dipendente. Questo mi ha convito e mi ha dato la forza di superare l’ostacolo più grande: dover lasciare la mia terra, la Calabria, e i miei affetti più cari.  

Oggi sono felice di dire che del mio lavoro mi piace il poter affrontare ogni giorno nuove sfide lavorative, che stuzzicano la mia curiosità e la mia fame di conoscenza. Mi è anche da stimolo il confrontarmi con persone nuove che, come me, hanno la passione per la tecnologia e l’informatica. Ecco, le persone. È proprio come mi ha detto Cesare la prima volta: sono loro che fanno la differenza qui, perché ciascuno di noi si sente parte integrante di un tutto ed è spinto a mettere la propria personalità e le proprie passioni in quello che fa.

Se dovessi convincere qualcuno a venire a lavorare in SMI gli direi proprio che questa azienda è fatta di persone e non di matricole. E dirò di più: sarei disposto a “combattere” pur di non perdere il rapporto profondo che si è creato con alcuni dei miei colleghi Smier, dopo un viaggio premio in Olanda che l’azienda ci ha regalato a gennaio 2020, poco prima del lockdown.

E adesso? Mi vedo ancora in corsa verso una crescita professionale continua, che spero possa continuare a essere un valore aggiunto alla realizzazione del sogno di SMI. E sono sicuro che l’approccio rivoluzionario e innovativo di questa impresa nel mondo dell’IT le consentirà di primeggiare nel settore. 

ROCCO GRATTA’