“Coraggio” è la parola-guida di SMI per Ottobre

Quando si parla di coraggio di solito vengono in mente situazioni rischiose, persone proattive che amano contesti sfidanti. Io in passato non mi vedevo di certo così: al contrario, ero convinta di essere una persona piuttosto fragile, di avere un forte bisogno di protezione, non mi sentivo assolutamente coraggiosa. Poi però è successo che la vita, senza chiedere il permesso, mi ha messo davanti a delle situazioni difficili che mi sono ritrovata a dover affrontare da sola. È lì che mi sono resa conto che il coraggio non mi mancava per niente.

Cosa è quindi per me il coraggio? Nella mia esperienza, essere coraggiosi non significa tanto amare il rischio quanto avere fiducia, nelle proprie risorse e nella vita: non tirarsi indietro di fronte alle difficoltà, sperimentarsi con la convinzione che anche una eventuale caduta non sia un fallimento ma una opportunità per imparare qualcosa di nuovo.

Se ripenso a qualcosa di coraggioso che ho fatto di recente mi vengono in mente un lavoro e un viaggio.

Il lavoro è quello attuale, come Supervisor all’interno del Service Desk di SMI. Sono entrata in azienda a 50 anni e per me è stata una grandissima opportunità per rimettermi in gioco; al tempo stesso ci è voluto del coraggio per ripropormi quando ormai ero una persona fatta e ricominciare in un contesto del tutto nuovo.

Il viaggio è invece quello che ho fatto nell’estate del 2019 sulla costa orientale degli Stati Uniti. Ero stata invitata al matrimonio di una cugina in quella zona; ho affittato un’auto e organizzato un tour di 20 giorni tra Washington, New York City, Philadelphia, Boston, Pittsburgh, le cascate del Niagara… la parte coraggiosa del tour? Ero sola con i miei 3 figli adolescenti. Vi lascio immaginare il livello di organizzazione necessario: se non è coraggio questo… Naturalmente è stato uno dei viaggi più belli che abbia mai fatto!

Maria Chiara Fibbi