#smipeople_Diego Capobianco

Da bravo membro della generazione Bim Bum Bam sono un grande appassionato di anime e manga giapponesi. Mi piacciono soprattutto i classici, il mio preferito è “Capitan Harlock”.

Dei fumetti nipponici amo le storie che raccontano, perché non sono quasi mai superficiali e mi trasmettono sempre dei valori. Mi interessa anche il modo in cui sono disegnati, le tecniche che ci sono dietro, gli strumenti che vengono usati.

Una volta i fumetti venivano creati con i pennelli, il tratto che ne usciva era estremamente personale. Poi si è passati al pennino e la storia è cambiata. Il pennino ha una punta e quella rimane. Il pennello invece ti dà la possibilità di modulare: più spesso, meno spesso, inclinato… è un po’ una metafora di vita se ci pensiamo. C’è chi ha una personalità più modulabile e chi invece è più rigido.

Io mi definisco pennello. Nella vita ho dovuto adattarmi a tante situazioni differenti, quando sono andato all’estero prima e quando sono tornato in Italia poi.

Durante l’università mi sono trasferito in Spagna. La decisione in realtà è stata presa alla leggera, doveva essere un anno sabbatico ma poi sono diventati dieci. Studiavo Scienze Forestali ma sentivo che mi avrebbe fatto bene un cambiamento e così sono andato a trovare una mia coinquilina in Erasmus a Barcellona… e niente, è successo che ho trovato lavoro a Madrid e ho deciso di restare.

Anche il lavoro doveva essere qualcosa di temporaneo, non credevo sarei rimasto per molto nell’assistenza clienti. E invece più andavo avanti e più mi piaceva. Ormai sono 15 anni che sono in questo settore… incredibile che da qualcosa di potenzialmente passeggero sia poi nata la mia professione di Helpdesk Supervisor da SMI.

Una scelta di pancia mi ha permesso di venire a contatto con le culture più diverse, con persone e lingue da tutto il mondo. Se ci penso, mi ha fatto anche scoprire la persona intraprendente che sono. Sono in continuo movimento, cerco costantemente di realizzarmi. Ho bisogno di sentirmi padrone delle mie scelte e della mia vita, di essere in qualche modo libero. Non parlo di anarchia ma semplicemente della sensazione di sapere di potermi sempre migliorare.

Sarà per questo che mi piace così tanto Capitan Harlock. Rivedo me, ma anche tanto di SMI nella figura del pirata spaziale. Harlock è un ribelle che ha scelto di viaggiare per l’universo alla ricerca della libertà. Non è il solo però, e sull’Arcadia, il vascello spaziale che si sposta di galassia in galassia, vivono altri sognatori come lui. Anche la SMI è un po’ il nostro vascello, la nostra casa se vogliamo… e allo stesso modo anche noi dipendenti siamo una ciurma di sognatori!

DIEGO CAPOBIANCO