In SMI siamo curiosi di innovazione: mettiamo il naso ovunque per capire cosa accadrà.
Un appuntamento al mese per andare in esplorazione di quello che sarà, per parlare del futuro che sta già accadendo: le nuove frontiere della tecnologia, intelligenza artificiale, ibridazioni uomo-macchina.

#eotf_maggio2020

La tecnologia al servizio del gusto. Comprendere le ricadute della dieta mediterranea sul nostro benessere, capire quanto sia salutare ciò che è anche buono per il nostro gusto; per questo nasce Il progetto europeo VIRTUOUS al politecnico di Torino.

Un software intelligente, una virtual tongue, che – grazie a tecnologie come intelligenza artificiale, data mining, modelli complessi a livello molecolare o cellulare e bioinformatica – potrà arrivare a predire il profilo organolettico e l’effetto di questo sul nostro sistema sensoriale.
Provate a gustare insieme a noi le infinite applicazioni di questo software.

Un team di ricercatori internazionali, grazie all’impiego di una varietà di dati computazionali e sperimentali, hanno in programma di creare un algoritmo per la previsione del profilo organolettico degli alimenti sulla base della loro composizione chimica.Interessanti e diversificate sono le sue implicazioni. Ad esempio, sulla base della previsione del gusto, la piattaforma potrà essere utilizzata in futuro per prevedere i risultati di uno specifico innesto d’uva. O ancora può essere combinata con altre tecnologie per migliorare l’agricoltura di precisione. Infine, il progetto è legato alle neuroscienze, considerando i meccanismi molecolari dell’elaborazione del cervello nel gusto.

Ed ecco che la tecnologia riesce ad innovare e sorprendere con un senso non ancora esplorato.

Guarda il Progetto: https://bit.ly/2zREGs0
Fonte: https://bit.ly/3cKYegq

#eotf_aprile2020

Cosa sarebbe successo se questa pandemia fosse accaduta anche solo vent’anni fa?
E non ci riferiamo solo alla possibilità che ora abbiamo avuto di riorganizzare le nostre vite sulla piazza digitale in tempi piuttosto rapidi. Pensiamo anche a come la tecnologia, l’intelligenza artificiale e la scienza risultino ora armi strategiche per gestire efficacemente l’emergenza.

L’articolo di Agenda Digitale mostra come la Cina per prima abbia sperimentato soluzioni innovative, che fanno intravedere quello che potrà accadere nel prossimo futuro.

L’AI per diagnosticare il virus

In 45 ospedali cinesi è già in fase operativa Infervision, che analizza gli esami basati su tac ed eco, ad esempio, per ampliare e velocizzare i tempi di screening della popolazione.

Robot nelle strutture sanitarie

I robot non si ammalano, per cui sono stati impiegati in molote attività come la pulizia o la consegna di cibo e medicine per ridurre le interazioni tra il personale sanitario e le persone infette.

L’AI per identificare, tracciare e prevedere i focolai

È notizia nota di come l’AI abbia predetto la minaccia di diffusione del coronavirus anche al difuori del focolaio primario di Wuhan, diversi giorni prima degli avvertimenti ufficiali delle organizzazioni sanitarie centrali.

Sviluppo o combinazione di farmaci

La divisione DeepMind di Google ha utilizzato i suoi ultimi algoritmi AI e la sua potenza di calcolo per comprendere quali siano le proteine ​​che potrebbero costituire il virus e ha pubblicato i risultati per aiutare gli altri a sviluppare idonei trattamenti.

Cloud computing e Ai al lavoro per individuare un vaccino e cure efficaci

La velocità con cui questi sistemi possono eseguire calcoli e soluzioni di modello è molto più rapida ed efficiente rispetto all’elaborazione computerizzata standard. Stiamo vivendo tempi nuovi, in cui la ricerca scientifica e tecnologica stanno accelerando nel periodo dell’emergenza, per consegnare all’umanità metodi ancora migliori per identificare, gestire e prevenire le malattie su scala globale.

E come motore propulsore dietro a tutto questo c’è la macchina più potente al mondo: il cervello umano.

#eotf_marzo 2020

Da oggi c’è un canale in più da tenere sott’occhio per capire opportunità e criticità introdotte dall’intelligenza artificiale e per restare al passo con il cambio di paradigma a cui stiamo assistendo.

È L’Osservatorio Intelligenza Artificiale di Ansa.it, in cui sono messe a sistema collaborazioni con Università, Centri di ricerca, Istituzioni pubbliche e private impegnate nello studio, nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie basate sull’AI.

Nel numero di lancio il giornalista Alessio Iacona racconta il rapporto stretto tra le nostre fotografie e l’intelligenza artificiale: è merito di quest’ultima, e degli algoritmi di machine learning addestrati a trarre il massimo dall’hardware del vostro telefono, se riusciamo a catturare perfettamente i colori di un tramonto suggestivo. Lo sforzo che ci è richiesto è solo quello di sfilare il cellulare dalla tasca e premere il pulsante di scatto.

E non è un caso che Iacona dedichi l’apertura dell’osservatorio agli aspiranti epigoni di Cartier Bresson, perché ci sono pochi ambiti come la fotografia che aiutano a comprendere quanto e quale effetto stia avendo sulle nostre vite la crescente pervasività dell’intelligenza artificiale, che incontrando pressoché ogni attività dell’uomo sta già trasformando l’industria, la società, il territorio e, di fatto, sta dando nuova forma al futuro stesso.

Quindi, diciamo insieme smile e buona lettura!
https://bit.ly/33pSDIp

#eotf_febbraio 2020

Hannes, la mano robotica che si adatta agli oggetti; Plantoid, il robot che imita il comportamento delle piante; un robot polpo in grado di individuare le microplastiche.
Sono solo alcune delle “100 Italian Robotics And Automation Stories”, raccolte nel quarto rapporto di Enel sull’innovazione Made in Italy.
Il rapporto ci dice che l’Italia è più avanti di quello che pensiamo: per quanto riguarda la robotica, in particolare, nel nostro paese esistono delle vere eccellenze. E sono tante.
Come Cecilia Laschi, Professore Ordinario di Bioingegneria Industriale all’Istituto di BioRobotica della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, che è tra i pionieri della robotica soft dedicata allo sviluppo di macchine con superfici soffici e deformabili: è la creatrice, nell’ambito del progetto Blue Resolution, del “robot polpo”. Il suo approccio verso la robotica prevede l’osservazione degli esseri viventi in modo da copiare comportamenti e trasferirli ai robot.
“In alcuni contesti, diversi da quello industriale gli esseri viventi funzionano meglio, e quindi li dobbiamo studiare”.
È un modello progettato per aggiungere 200 metri di profondità e ha la possibilità di esplorare zone in cui l’uomo non può arrivare: esplora i fondali marini, prende campioni del sedimento per andare a capire, per esempio, se ci sono dei resti di microplastiche sui fondali.
Una storia che parla di eccellenza e che, insieme alle altre 99, testimonia che se l’Italia fa, l’Italia è in grado di vincere qualsiasi sfida.

Leggi qui l’articolo di Wired https://bit.ly/2HUfS3w

#eotf_gennaio 2020

Come non curiosare in quella che è stata annunciata come la città del futuro?
Pochi giorni fa al CES, Toyota ha presentato Woven City, una città che sarà costruita ex novo ai piedi del monte Fuji per ospitare i dipendenti dell’azienda giapponese e insieme sviluppare le tecnologie del futuro.
Non a caso la nuova città sarà totalmente ecosostenibile: dall’alimentazione a celle a combustibile alimentate a idrogeno, alla coltivazione di vegetazione autoctona e idroponica.
Woven City sarà un laboratorio a cielo aperto: il piano urbanistico sarà infatti sviluppato su sistemi operativi digitali capaci di collegare infrastrutture, edifici e veicoli, in cui l’intelligenza artificiale si fonderà con la vita di tutti i giorni.
La città è inoltre pensata come un “organismo”, la cui vitalità è assicurata dal movimento delle persone attraverso una rete stradale, che si divide in tre arterie: una percorribile esclusivamente da mezzi veloci, alimentati elettricamente e a emissioni zero; una dedicata a mezzi capaci di raggiungere basse velocità, come le biciclette; e l’ultima esclusivamente pensata per i pedoni.
La nuova città sarà inaugurata a inizio 2021: tra poco più di un anno la Metropolis che Fritz Lang aveva immaginato negli anni Venti, sarà qui.

Qui il video rendering della città https://bit.ly/2TDYxTm
Qui l’articolo di approfondimento dell’Agi https://bit.ly/361iJkQ