Il Gibalanos: creatura dagli alti valori che non perde mai di vista la responsabilità di chi fa innovazione

Un collo lungo lungo, per guardare lontano e osservare con attenzione i comportamenti corretti da adottare: il Gibalanos, un po’ giraffa, un po’ albero, è una creatura dagli alti valori etico-morali. La sua altezza gli permette di non perdere di vista il futuro e di tenere lo sguardo fisso sulla responsabilità che attiene a chi, come SMI, si occupa di  tecnologia.

Il quarto animale fantastico del nostro YOUniverse simboleggia l’etica, i doveri morali che, in quanto esploratori del cambiamento, abbiamo nei confronti della società e delle persone, dei loro bisogni e diritti. Dato l’ambito in cui operiamo, in SMI parliamo sempre di tecnologia. Più di tutti conosciamo le meraviglie a cui può portarci ma non smettiamo mai di interrogarci sui possibili rischi ed effetti negativi che può produrre. Per dirla con il linguaggio del cinema, qual è “il lato oscuro della forza”?

Come operatori del settore, in SMI sentiamo la grandissima responsabilità di rendere la tecnologia fruibile a tutti: perché apporti effettivi miglioramenti alla condizione umana e non rimanga una mera manipolazione volta all’esagerazione, allo scopo del “fare di più e più velocemente”.

Lo sa bene il Gibalanos, ma lo sappiamo bene anche noi e l’umanità intera: uno stravolgimento della forza non è mai la giusta direzione. Ce lo insegna la storia. Basta pensare al gruppo di ricercatori universitari che quasi un secolo fa cercarono, e riuscirono, a generare energia dal nucleo di un atomo. Chi, all’epoca, poteva immaginare che 20 anni dopo la loro scoperta avrebbe consegnato all’umanità una delle armi di distruzione di massa più potenti mai sperimentate?

La tecnologia può molto: ma siamo certi di saperne prevedere e contenere gli inevitabili side-effect? Noi di SMI abbiamo già immaginato gli effetti collaterali di questa potenza, grazie alla narrazione cinematografica del cortometraggio Néo Kosmo, diretto da Adelmo Togliani, che abbiamo supportato nel 2020, in cui Giorgia Surina veste i panni di una tata androide in una società virtuale priva di ogni reciprocità umana. Proprio il tipo di mondo che il Gibalanos e SMI vogliono evitare di costruire.