#SMIPeople Fausto Liberini

Sono in SMI da un anno: BU Cybersecurity Director.
A guardarmi indietro, il mio percorso professionale somiglia più all’incrocio di Chongqing in Cina, con 5 piani e 15 strade sopraelevate, che a una highway americana.
Tutto è stato fuorché lineare.
Ho esplorato, cambiato direzioni, aperto una società: 11 anni in IBM, prima da tecnico specializzato, poi come commerciale; poi una piccola società di social learning, con cui abbiamo realizzato un progetto per la condivisione interna delle informazioni tra chi operava nei call center di Tim, utilizzando una piattaforma digitale.
Ancor prima che il mondo lo richiedesse, abbiamo affrontato il problema della mancanza della prossimità fisica con la tecnologia.
Poi ancora, è arrivata la cybersecurity.
A ben vedere, il denominatore comune di tutti questi incroci sono state le relazioni interpersonali. Più che dalle opportunità di lavoro, io mi sono lasciato affascinare dalle persone e queste poi hanno aperto possibilità.
Le relazioni nella mia vita sono fondamentali: le cerco, le accolgo, le curo con attenzione.
E con il silenzio.
Ho imparato che l’ascolto è il primo requisito necessario per poter comunicare.
Ascoltare e guardare, per far capire all’altro che quello che sta dicendo per noi è importante: ogni essere umano è un essere straordinario, con una storia che spesso ignoriamo.
Per questo cerco di entrare nella vita delle persone in punta di piedi, con garbo, chiedendo permesso.
La gentilezza a volte è scambiata per debolezza, ma invece è l’unico modo per creare ponti e non innalzare barriere. Esasperare i toni lo trovo sempre inutile e oltretutto uno spreco di energia: i risultati migliori si ottengono con la tenacia e la determinazione, e non facendo mostra di muscoli gonfiati dal proprio ego.
Per me il successo non si misura in base a quanto guadagni, ma se sei riuscito a fare nella vita quello che più ti piace.
Occorre conoscersi, mettersi in cammino, pure sbagliare, per poi escludere quello che non fa per te e mettere a fuoco la direzione giusta.
Facendo attenzione e avendo cura di chi incroci sul tuo cammino, perché alla fine quello che rimarrà non sarà una firma in calce a una mail, ma le tracce di senso che avremo lasciato nei nostri incontri.