Per fare un albero ci vuole un seme.
Parafrasando le parole di Gianni Rodari, per fare un’azienda, ci vogliono le persone.
E per fare un’azienda come SMI, ci vogliono persone appassionate, che sappiano guardare nella stessa direzione, ognuna con la sua specificità e ricchezza.
Nel raccontare chi siamo, abbiamo scelto di farlo attraverso chi lavora ogni giorno al sogno di SMI e lo rende realtà.
Piccoli racconti, scorci di vita, che compongono, come tessere di mosaico, una storia collettiva, fatta di mille colori, passioni, provenienze, background: perché nel nostro universo essere differenti è un valore.

#smipeople_Grace Bellito

Piacere, Grace! Sono molto felice di raccontarvi un po’ di me. È un’occasione per fermarmi un attimo e guardarmi allo specchio: chi sono e cosa desidero dalla mia vita?

Mi piace la donna che vedo di fronte a me, una persona solare, spiritosa, altruista e ottimista. Anche se nel bicchiere è rimasta una sola goccia, per me sarà sempre pieno. Non mi arrendo mai, mi piego di fronte alle difficoltà ma non mi spezzo, se cado mi rialzo sempre. Insomma, sono una guerriera e non mi piace piangermi addosso. Anche quando le cose non vanno come vorrei, io sorrido sempre, perché la vita è bella con tutte le sue sfaccettature e va vissuta godendo di ogni piccolo momento, affrontando e superando gli ostacoli con tutte le forze che si hanno.

Amo stare in compagnia dei miei familiari e dei miei amici. Amo il mare e aspettare il tramonto sulla riva, ma mi piace anche la montagna e fare snowboard. Sono sempre stata amante dello sport, da bambina facevo atletica leggera e ginnastica artistica, poi sono passata al fitness in generale. Ho visto il musical Il Gobbo di Notre Dame quattro o cinque volte, mi piace ascoltare musica, ballare la salsa e cantare a squarciagola (anche se sono stonata), e quando sono in macchina metto lo stereo a tutto volume e canto. Negli ultimi anni, dopo la nascita di mio figlio, ho trascurato queste mie passioni perché volevo dedicarmi completamente a lui, la mia unica ragione di vita. Ma vorrei frequentare un corso di spagnolo e ce la farò!

Per vent’anni la mia famiglia ha gestito un ristorante a Tivoli, “Il Ciocco”, che sia affacciava su Villa Gregoriana. Dopo quella esperienza, mi sono adattata a fare diversi lavori e ho anche gestito un negozio di abbigliamento. Nel 2001 sono entrata nel mondo dell’informatica dove ho lavorato per sedici anni principalmente come operatrice Service Desk. Nel 2018 ho deciso di cambiare totalmente attività aprendo un parco giochi e intrattenimento per bambini. Ogni giorno era una festa e non c’era niente di più bello che contribuire a rendere speciale il compleanno dei bambini, vedere il sorriso e la gioia sui loro volti mi riempiva il cuore. Naturalmente mio figlio ha partecipato a tutte le feste come “infiltrato speciale”.

L’ultimo anno lo definisco “morte e rinascita”. È iniziato nel peggiore dei modi con il covid: perdo la mia attività perché il parco viene chiuso a marzo (e lo è tutt’ora). Mi ritrovo improvvisamente sola, senza lavoro e con un bambino di dieci anni da crescere e proteggere. Ma è proprio per lui che non mi sono abbattuta, non ho mollato e sono rimasta lucida: mi sono rimboccata le maniche ed è proprio allora che è iniziata la mia avventura in SMI. Alla soglia dei cinquant’anni ho voltato pagina e ho ricominciato tutto da capo.

Ho bussato a questa porta e sono stata accolta a braccia aperte e oggi sono immensamente felice di lavorare qui, perché ho incontrato persone fantastiche che hanno creduto in me. Mi occupo si assistenza tecnica, un lavoro che mi dà tante soddisfazioni e grazie al quale posso dedicare la massima attenzione verso il cliente. E poi ci sono i colleghi, persone squisite con cui abbiamo formato una squadra affiatata e pronta ad affrontare qualsiasi sfida.

Ringrazierò per sempre la SMI perché mi ha dato la possibilità di tornare a vivere e sognare. Sono onorata di far parte di questo gruppo, noi #siamolaSMI!

GRACE

#smipeople_Luigi Porcu

Quando ero piccolo il mio più grande sogno era quello di diventare un calciatore professionista. Il giorno in cui l’Empoli Calcio mi ha ingaggiato avevo 13 anni. Ero molto giovane e la vita mi metteva di fronte a sfide importanti: la lontananza della famiglia, i ritiri, la scuola da conciliare con gli allenamenti. È stata sicuramente un’esperienza che mi ha formato e ha contribuito a consolidare il mio carattere. Nel 1998 qualcosa cambia. Una serie di infortuni mi hanno costretto ad abbandonare il calcio professionistico: un trauma. Grazie all’incoraggiamento di mio padre mi sono rialzato e ho cominciato ad affacciarmi nel mondo del lavoro sino ad entrare come borsista presso un’azienda. Da lì è iniziato un nuovo capitolo della mia vita.

Ho cominciato a lavorare come tecnico hardware e, proprio nel corso di questa lunga esperienza, ho conosciuto Cesare Pizzuto. Cesare è per me una figura molto importante, che va ben oltre il lavoro. Ci conosciamo ormai da diversi anni e posso dire che, oltre ad avere un ottimo rapporto lavorativo, siamo legati anche da una bellissima amicizia. Cesare ha creduto in me quando pochi erano disposti a farlo. Ha capito come valorizzare la mia professionalità, portandomi verso il ruolo che ricopro tuttora: tecnico di presidio. Si tratta di una posizione che richiede soprattutto la capacità di assumersi delle responsabilità, cosa che un tempo non ero in grado di fare. Oggi posso finalmente dire il contrario.
Amo ciò che faccio e lavoro molto. Le mie giornate sono davvero intense: ho una moglie, sono papà ma, nonostante questo, cerco sempre di ritagliare un po’ di spazio anche per me. Nel tempo libero corro oppure vado in bicicletta. D’altra parte, lo sport rappresenta da sempre un aspetto fondamentale della mia vita. Ha fatto parte del mio passato, ma gioca un ruolo altrettanto importante nel mio presente, influenzando anche il mio atteggiamento sul lavoro.

Se oggi sono come sono, una persona spiritosa, scrupolosa, ma soprattutto grintosa, lo devo anche al calcio. Non mollo mai e in azienda do tutto me stesso, cercando sempre di migliorarmi e crescere giorno dopo giorno. Sono contento di lavorare in un settore dinamico e in cui non si finisce mai di imparare, ma soprattutto mi piace far parte del mondo SMI.
Per me questa azienda non è soltanto una grande società, ma anche una bellissima famiglia. Sono orgoglioso di esserne membro e di condividere i risultati positivi con tutto il team. Quando riesco a soddisfare un cliente sento di essere felice, non solo per me stesso, ma soprattutto perché si tratta di un nuovo traguardo raggiunto da tutta la squadra.

LUIGI

#smipeople_Maria Chiara Fibbi

Se non ti sperimenti, vivi una vita al 50%: questo è il mio motto e il filo conduttore che ha guidato la mia vita, soprattutto negli ultimi anni. Sì, perché non sono sempre stata così.
Ho seguito un percorso di studi molto lineare: prima il diploma di maturità classica, poi la laurea in Giurisprudenza, convinta che fosse questa l’unica strada per trovare un lavoro concreto e sicuro. Avevo pianificato quasi ogni cosa, ma la vita era pronta a sconvolgere tutti i miei piani. Per ben 10 anni ho lavorato presso un’azienda che forniva assistenza ai clienti. Poi, però, sono diventata mamma di tre figli e ho dovuto fermare tutto.

È passato un po’ di tempo ma, sulla soglia dei 40 anni, ho dovuto rimettermi in gioco. Ho lavorato come commessa e successivamente come segretaria in uno studio medico. Esperienze che mi hanno certamente arricchito, ma che non erano quello che volevo davvero.

L’incontro con la mia grande opportunità è avvenuto a marzo di quest’anno, quando SMI mi ha proposto un colloquio per una posizione nel Service Desk. A 50 anni compiuti non mi aspettavo certo un’occasione di questo genere. E invece è arrivata e mi ha sorpreso positivamente.

Dopo tanti anni, sono tornata ad occuparmi di assistenza ai clienti, un lavoro che mi piace davvero e che mi permette di esprimere me stessa al 100%. Aiutare gli altri mi rende felice: credo sia la mia vocazione. D’altra parte, tempo fa ho deciso di iscrivermi a un corso di formazione in counseling, una passione che avevo da sempre ma non ero mai riuscita a coltivare e che ora porto tutti i giorni con me, anche a lavoro. Mi piace molto lavorare in team e contribuire alla formazione delle risorse, ma il lavoro non è la sola cosa che riempie la mia vita.

Nel tempo libero dipingo: è un’attività che mi fa sentire libera e che potrei fare per ore senza sentire la stanchezza. Perché, quando fai quello che ami, puoi riuscire davvero in tutto, attingendo a risorse che non pensavi di avere.
È così che mi sento adesso e lo devo anche a SMI. In questa azienda ho trovato quello che cercavo e, soprattutto, un’attenzione unica verso le persone e i loro bisogni. Questo aspetto mi gratifica molto e ora posso dire di essere davvero felice.
D’altra parte, se trovi un lavoro che ti piace, è meglio che vincere alla lotteria!

MARIA CHIARA

#smipeople_Marco Reali

Serietà, affidabilità e passione sono le parole chiave della mia personalità; cerco di fare la differenza ogni giorno evolvendomi professionalmente e personalmente. Mi piacciono le sfide, sono in continua ricerca di nuovi stimoli e mi piace circondarmi di persone da cui poter imparare.

La tecnologia ha rappresentato tutto questo. Una sfida, una sorpresa e una rivelazione per il mio presente. Ho sempre avuto la passione per la tecnologia. Fin da piccolo mi dilettavo con l’uso di computer e i suoi programmi, ma in maniera del tutto autodidatta. Prima di SMI però non avrei mai pensato che l’informatica potesse diventare il mio lavoro.

Ho studiato scienze politiche, settore che mi ha sempre appassionato ed incuriosito; tutt’ora amo leggere e restare aggiornato su politica e attualità. Una volta conclusi gli studi ho provato ad intraprendere diversi lavori, ma nessuno mi ha soddisfatto al 100%.
Volevo di più, cercavo di più, non mi volevo fermare.

Il passaggio al mondo professionale della tecnologia e dell’informatica si è verificato in maniera piuttosto casuale. Il mio CV era ancora acerbo, ma evidentemente emergeva la voglia di mettersi in gioco.

Sono passati 4 anni da quando ho conosciuto Cesare, il CEO dell’azienda, e da quel primo giorno SMI è diventata la mia seconda famiglia.
Ogni giorno mi impegno per portare i migliori risultati e garantire ai clienti un servizio di qualità.

Mi sento fortunato ad aver trovato una realtà solida che mi ha insegnato l’etica sul lavoro, la disciplina e il lavoro di squadra.
Sono ancora giovane, i sogni nel cassetto e gli obiettivi da raggiungere sono numerosi. Sento di appartenere ad un’azienda con un approccio innovativo e in continua espansione, con colleghi straordinari con i quali condivido l’entusiasmo nell’esplorazione di nuovi universi.

MARCO

#smipeople_Laura Bresolin

Cercavo una casa da sempre, ci credevo. Se non smetti di cercare, quello che è destinato a te troverà il modo di raggiungerti.

Mi sono sempre sentita fuori dal tempo e dallo spazio. In un contesto in cui la produttività sembra dover primeggiare a tutti i costi, per me la filantropia è invece l’unica ragione d’essere, quel filo rosso che ha sempre guidato le mie scelte.

Nata con la passione per l’essere umano e per la sua essenza, ho seguito prima gli studi in criminologia e poi in psicologia del lavoro. Il mio sogno è sempre stato occuparmi del prossimo, dedicarmi all’ascolto dell’altro; meno importante il ruolo che avrei assunto nel tempo.

Gli sport che pratico alimentano invece il mio spirito competitivo. Le mie grandi passioni sono il bodybuilding e lo snorkeling. Con il primo ho imparato ad individuare i miei limiti fisici, ma soprattutto mentali, e anche a superarli, alzando l’asticella sempre più in alto. Con lo snorkeling invece, oltre alle meraviglie del fondale marino e alla pace di un silenzio assordante, ho compreso fin dove posso spingermi. E ogni metro che guadagno rappresenta una nuova prova superata.

Nella ricerca continua di “quella” casa, inconsapevole dei rischi del lockdown, poco prima della pandemia globale, ho lasciato il lavoro precedente e il destino mi ha fatto incontrare SMI, dove attualmente ricopro il ruolo di Administration Office Assistant.

In SMI ho trovato quello che cercavo. Investire le proprie energie non solo ai fini produttivi ma per un’azienda in cui credi e che rispetti, aumenta il valore di quello che fai; qui ho trovato tutto questo, e non solo. Per la prima volta è stato dato ascolto  anche a parole non dette.

Ho ritrovato il mio spazio ed il mio tempo nello YOUniverse di SMI, dove al centro ci sono le persone e dove io terrò la mia mano sempre tesa verso l’altro.

LAURA

#smipeople_Davide Scaccia

“Le idee possono sempre portare a qualcosa di buono”.

Sin da piccolo amavo cucinare per l’aspetto creativo proprio dell’arte culinaria. L’idea che la combinazione di più ingredienti potesse generare nuovi sapori mi ha sempre affascinato.

Dopo il liceo ho vissuto tutte le fasi tipiche dell’esperienza nell’ambito gastronomico: prima come lavapiatti, successivamente aiuto chef e infine ho lavorato nel settore della banchettistica. Poi il mio percorso mi ha portato lontano dai fornelli.
La volontà di trasformazione e la curiosità di scoprire quali possibilità di azione avevo nel mondo sono state più forti. Cambiare è importante per me; credo che solo in questo modo si possano scoprire le proprie capacità e le diverse opportunità che la vita ti riserva. Così prima il lavoro come agente immobiliare, poi contact center supervisor per 5 anni. Infine, un nuovo cambiamento; un incontro casuale e fortunato che mi ha portato qui, in SMI come service desk operator.

SMI è un’azienda che definirei colorata. Se fosse un piatto sarebbe un primo con un bell’ornamento e un’ottima materia prima. Faccio parte dalla squadra da poco prima del lockdown e non sono riuscito a viverla pienamente, ma lo spirito positivo del team con i suoi valori, quali passione e curiosità li ho avvertiti sin da subito e condivisi.

Ho da sempre visto l’innovazione come quell’insieme di ingredienti standard che nell’atto di essere combinati danno vita a qualcosa di nuovo e in SMI ho trovato il gruppo in cui poter sperimentare, tutti insieme.

DAVIDE

#smipeople_Antonella Ciangherotti

Imparare dal passato per migliorare il futuro. È da questa certezza ed esigenza di capire la storia che è cominciata la conoscenza del mondo che mi circonda e della sua evoluzione.
Potrebbe sembrare fuori dal tempo la narrazione del mio percorso di crescita, prima con una Laurea in Scienze Naturali, poi un Dottorato in Paleontologia ed ora il mio ruolo in SMI.

L’interesse per la ricerca e l’esigenza di esplorare mi hanno spinto a comprendere la natura nel suo complesso, andando quanto più indietro possibile nel tempo, dove tutto è iniziato.
I miei studi artistici, così come quelli accademici, sono stati molteplici e su differenti discipline: ho studiato pianoforte, canto e danza, e oggi coltivo giornalmente queste passioni.
La tecnologia si è inserita nella mia vita proprio grazie alla musica. Ricordo ancora l’incontro con i primi pc, quando mio padre da musicista professionista mi ha insegnato a comprenderne le potenzialità. Mi ha trasmesso l’idea della tecnologia in quanto strumento di supporto alle espressioni artistiche. E di strada ne è stata fatta in tal senso.

In SMI attualmente ricopro il ruolo di Service Desk Manager. Gli studi statistici e classici mi aiutano ad andare nel dettaglio delle attività, ma anche ad osservarle nel loro complesso. Il mio lato creativo invece interviene trovando soluzioni innovative, che fanno guardare al problema con una differente prospettiva.

Nel tempo la voglia di esplorare è diventata più forte di prima ma è rivolta verso il futuro, dove creatività e tecnologia assumono un ruolo sempre più significativo.

ANTONELLA

#smipeople_Daniele Ucci

“Mi piace capire quello che faccio, è importante per me arrivare a una consapevolezza e comprendere fino a che punto possa spingermi. Come in pista, in sella a una moto, è importante conoscere e testare i limiti del mezzo e del percorso, guardando sempre con fiducia al traguardo.

Sono diversi i momenti che hanno segnato la mia vita, scelte che hanno determinato le direzioni successive che ho intrapreso, dettate dalla curiosità, dalla voglia di capire, esplorare e comprendere le varianti che spostano l’asticella determinando il successo.

Il 25 giugno 2012 è il giorno che più di tutti ha stabilito un cambiamento nella mia vita. Una caduta durante il Campionato di Motorsport, il pensiero a mia figlia di solo un anno; l’amore di padre ha cambiato le mie priorità e dettato nuovi obiettivi.

Lo sport è rimasto un aspetto essenziale della mia vita. Tutte le mattine un giro in bici o una corsa a piedi sono il mio rito fondamentale per una partenza positiva, un momento di raccolta e di stimolo.

Prima arruolato nell’Arma dei Carabinieri nel reparto di criminologia e reati informatici poi, dopo la sofferta scelta del congedo, nell’ambito della cyber security con un progetto internazionale. Successivamente, è nata la necessità di cambiare e ripartire. Darmi una nuova possibilità, professionale e personale.

Nel 2018 l’incontro con SMI, un’azienda che da l’opportunità di esprimere te stesso, dove esplorare nuove realtà e nuove modelli di business è una regola e non una eccezione. In SMI ricopro la figura di Business Developer ed essere parte di questa squadra significa avere ogni giorno fiducia ed autonomia.

Sono di nuovo in sella, nuove piste, nuove sfide.”

DANIELE

#smipeople_Roberta Lisi

La vita è un ciclo di occasioni, una serie di eventi più o meno fortunati che bisogna saper accettare sempre e comunque con tenacia, fiducia ed ottimismo.

Chiusa una porta si apre un portone, ed è proprio vero! La mia vita è stata caratterizzata sin dalle primissime esperienze da momenti di piena attività alternati a crisi, interruzioni.
Il cambiamento non mi spaventa. Anzi, è fonte di nuove opportunità.

Tutto è iniziato con una sfida vinta con giovani colleghe piene di entusiasmo che poi nel tempo mi ha portato ad assistere ai primi grandi cambiamenti ed al passaggio dal cartaceo al digitale legati alla patente di guida. La “memoria storica” mi definiscono i colleghi del mondo dei trasporti, e saper di aver contribuito a questi processi è davvero stimolante ed entusiasmante.

Il mio lavoro è la mia passione ma il mio sogno nel cassetto è il viaggio. Non riesco a dedicarmi molto alla scoperta di “nuovi mondi”. Le mie giornate si dividono tra la famiglia, la casa ed il lavoro. Resta però sempre importante per me trovare occasioni per attivare nuovi stimoli: le uscite con le amiche e le attività sportive sono i momenti che preferisco.

Nella continua ricerca di quel senso di appartenenza e la voglia di costruire, due anni fa la mia strada si è incrociata con quella di SMI.
E così, come è stato per i diversi momenti significativi della mia vita, ho incontrato SMI “per caso”. In azienda mi occupo di assistenza tecnica per il Ministero dei Trasporti, un ruolo che richiede precisione e che rispecchia il mio lato più pignolo.

Essere parte di SMI per me significa essere tornata da dove ero partita. Aver trovato quell’entusiasmo che avevo lasciato alla Roberta di 25 anni fa. Un senso di appartenenza ritrovato, dove la condivisione dei progetti e degli interessi sono la chiave del successo di squadra. Una squadra fatta di persone. E questo mi piace.

ROBERTA

#smipeople_Riccardo Castrichini

La tecnologia per me è sempre stata la chiave per poter capire meglio la natura fisica del mondo che mi circonda. A guardare la mia formazione, ti potresti chiedere: ma la tecnologia dov’è? Prima l’agrario alle superiori, poi la laurea in Scienze e tecniche sportive: discipline in confronto alle quali il pc sembra un ossimoro. Invece no.
A scuola il mio interesse era tutto per le coltivazioni fuori suolo: capire come controllare l’ambiente per far crescere le piante era possibile solo attraverso la tecnologia. Quest’ultima ritorna nella mia vita con l’esame di Match Analysis all’università: una rivelazione. Studiavo come rendere quantificabile, traducendolo in numeri, il gesto tecnico di un atleta.
Lì si è agganciata la mia passione. Intravedevo nella tecnologia la possibilità di realizzare l’inimmaginabile: provare a rendere descrivibile l’inafferrabile, ovvero il talento innato di un atleta. Da allora il computer è venuto in campo con me, quando ero preparatore atletico specializzato nel settore giovanile.

Ma quello che sapevo, non mi bastava più. Volevo migliorarmi e imparare: è così che inizia la mia avventura in SMI.

Qui mi sento come in palestra: imparo continuamente cose nuove, mi confronto con sfide sempre diverse. Siamo un gruppo affiatato: anche adesso che siamo costretti a stare distanti, ci sentiamo tutti i giorni. Ci siamo sempre l’uno per l’altro, a “testuggine”.

E per me, che ho sempre considerato la squadra la dimensione ideale per lo sport, è come continuare a indossare gli scarpini dietro lo schermo di un pc.