Per fare un albero ci vuole un seme.
Parafrasando le parole di Gianni Rodari, per fare un’azienda, ci vogliono le persone.
E per fare un’azienda come SMI, ci vogliono persone appassionate, che sappiano guardare nella stessa direzione, ognuna con la sua specificità e ricchezza.
Nel raccontare chi siamo, abbiamo scelto di farlo attraverso chi lavora ogni giorno al sogno di SMI e lo rende realtà.
Piccoli racconti, scorci di vita, che compongono, come tessere di mosaico, una storia collettiva, fatta di mille colori, passioni, provenienze, background: perché nel nostro universo essere differenti è un valore.

#smipeople_Marco dalla Chiesa

“Essere e fare. Il mio rapporto con la musica si gioca tra questi due verbi.
Io sono un musicista, e lo sono a prescindere dal fatto di salire su un palco, di fronte a un pubblico. È l’urgenza di esprimere qualcosa che non sapresti esprimere in altro modo: dare luce a quella parte di te, che altrimenti rimarrebbe nascosta e a cui non puoi rinunciare. Ma allo stesso tempo faccio musica, perché comporre, fare tournée ti costringe ad avere un metodo, un’organizzazione di tempo, energie, spazi per produrre un risultato. Una cosa molto vicina al mio lavoro, che mi impone di gestire il tempo per raggiungere degli obiettivi.

Ora, se mi chiedessi di definire “chi sono” non c’è modo di dividere “Marco” in compartimenti separati: la musica da una parte e il resto dall’altra. La musica fa parte di me dai tempi della scuola, quelli del primo gruppo, i “Medusa intrinseca”.
Allora ci siamo divertiti come matti, ma poi crescendo c’è chi ha preso altre strade e i Medusa si sono separati. Per un po’, finita quell’esperienza, la musica l’ho messa in stand by.

La svolta c’è stata 5 anni fa. Un incontro con un chitarrista, 5 pezzi scritti di getto, un cd proposto per caso a un produttore senza grandi aspettative, che invece ci ha chiamato e ci ha detto: “mi interessate”. Sono nati così i Game Zero. Nel 2015 arriva il primo album, a cui è seguita un’attività live parecchio intensa, in Italia e all’estero: siamo stati un po’ dappertutto, dall’Ungheria, alla Polonia, alla Russia. In Giappone siamo stati addirittura “band della settimana” in una stazione radio.
A chi mi dice che ha un sogno nel cassetto ma che ormai non è più tempo, io rispondo sempre che no, non è mai troppo tardi. Mai. Ci vuole impegno, fatica, dedizione, ma quando hai una passione dentro non puoi fare altrimenti. E chi vive di passioni, risuona simile e si riconosce.

Non è un caso che la vita mi abbia portato a lavorare in SMI: ho subito sentito nel loro progetto lo stesso “fuoco”, quello di persone appassionate, con l’obiettivo di fare azienda in un modo diverso.
Quella stessa passione che ti fa dire che non c’è fatica che ti possa fermare, non c’è sogno che non si possa realizzare”.

MARCO