Cloud Computing

L'evoluzione del Cloud Computing e gli step successivi

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Tra le tematiche più interessanti nel campo informatico vi è di sicuro quella relativa all’evoluzione del cloud computing, principalmente per via dei suoi scenari futuribili. E questo sia nell’ambito privato degli utenti che in quello business. Non c’è dubbio che la diffusione di tablet e dispositivi smart ha contribuito drasticamente alla crescita dell’archiviazione dei documenti sui servizi di cloud computing.

Le aziende dovranno monitorare costantemente come si evolverà il cloud computing, onde evitare investimenti azzardati nell’ambito IT. Il cloud computing si evolve continuamente e le aziende sono in un certo senso obbligate a seguire i rapidi cambiamenti della "nuvola", attorno alla quale non mancano tutta una serie di malintesi.

La responsabilità in questo caso dipende in larga parte dai fornitori, i quali inondano il mercato con slogan di marketing eccessivamente sensazionalistici. Per questo motivo, chi intende pianificare un investimento nel mercato delle tecnologie cloud, non può fare a meno di considerare in maniera accurata le sue effettive potenzialità, guardando oltre il trasferimento dei carichi di lavoro aziendali e focalizzandosi sulle applicazioni ottimizzate per la nuvola. Creare applicazioni native ex novo, con caratteristiche e limitazioni esclusive fornirebbe sensibili benefici.

Quali saranno le tappe successive dell’evoluzione della nuvola? Sicurezza e collaborazione online saranno i due valori cardine su cui ruoteranno i cambiamenti del cloud. Analizziamoli con ordine.

Sicurezza cloud

Già adesso il cloud computing ottiene l’interesse di molti utenti, anche tra coloro che hanno ancora qualche perplessità circa la privacy dei dati personali. Il motivo? Uno spazio cloud di diverse GB permette di risparmiare una quantità notevole di spazio sull’hard disk del pc e, oltre ad ottenere benefici di prestazione della macchina, si ha la possibilità di avere sempre a portata di mano file di natura video e audio, foto e documenti di lavoro.

La sfida del futuro sarà quella di realizzare soluzioni ibride, perfettamente in grado di offrire tutte le caratteristiche di sicurezza tipiche di un cloud privato, insieme alle numerose funzionalità tipiche di un cloud pubblico.

Collaborazione online

Passare dallo storage alla collaborazione online è oggi una realtà, diffusa sì, ma non ancora ai livelli di massa. Certo, servizi del calibro di Google Drive, Dropbox, iCloud, Office 365 sono utilizzati da un vasto numero di professionisti, specie in ambito aziendale.

Tuttavia, per definirli di massa ce ne vuole ancora, visto che la nuvola viene considerata ancora oggi principalmente come uno spazio di archiviazione dei file in sostegno all’hard disk o ai dispositivi USB che, come spesso accade, presentano il problema della memoria limitata.

Nei prossimi anni si potrebbe parlare di fog computing, paradigma evolutivo del cloud computing. La differenza tra la nuvola e la nebbia? Se la prima è essenziale nella gestione in remoto delle applicazioni, la seconda assicura benefici nel supporto delle applicazioni, come i droni per consegnare a domicilio, l’illuminazione adattiva nelle case e nelle strade, automobili, bus, camion a guida autonoma e ancora il controllo a distanza dei pazienti in ambito sanitario.

Parliamo di scenari che al momento sono purtroppo ad appannaggio di pochissimi "eletti" e che sono ancora lontani dall'essere realtà per tutti. Occorreranno anni affinché tali servizi diventino di massa.

Come è possibile tutto questo? Grazie ad un’infrastruttura costituita principalmente da elaboratori, router e dispositivi smart che consentiranno la diminuzione del consumo di banda, dando il la ad una struttura decisamente in linea con quella impiegata nelle reti Peer-to-Peer.

Il fog compunting costituirà una rete parallela a quella pubblica, consentendo ai dispositivi degli utenti di accedere a documenti e a informazioni, senza bisogno di ricorrere alla connessione internet.