#eotf_aprile2020

Cosa sarebbe successo se questa pandemia fosse accaduta anche solo vent’anni fa?
E non ci riferiamo solo alla possibilità che ora abbiamo avuto di riorganizzare le nostre vite sulla piazza digitale in tempi piuttosto rapidi. Pensiamo anche a come la tecnologia, l’intelligenza artificiale e la scienza risultino ora armi strategiche per gestire efficacemente l’emergenza.

L’articolo di Agenda Digitale mostra come la Cina per prima abbia sperimentato soluzioni innovative, che fanno intravedere quello che potrà accadere nel prossimo futuro.

L’AI per diagnosticare il virus

In 45 ospedali cinesi è già in fase operativa Infervision, che analizza gli esami basati su tac ed eco, ad esempio, per ampliare e velocizzare i tempi di screening della popolazione.

Robot nelle strutture sanitarie

I robot non si ammalano, per cui sono stati impiegati in molote attività come la pulizia o la consegna di cibo e medicine per ridurre le interazioni tra il personale sanitario e le persone infette.

L’AI per identificare, tracciare e prevedere i focolai

È notizia nota di come l’AI abbia predetto la minaccia di diffusione del coronavirus anche al difuori del focolaio primario di Wuhan, diversi giorni prima degli avvertimenti ufficiali delle organizzazioni sanitarie centrali.

Sviluppo o combinazione di farmaci

La divisione DeepMind di Google ha utilizzato i suoi ultimi algoritmi AI e la sua potenza di calcolo per comprendere quali siano le proteine ​​che potrebbero costituire il virus e ha pubblicato i risultati per aiutare gli altri a sviluppare idonei trattamenti.

Cloud computing e Ai al lavoro per individuare un vaccino e cure efficaci

La velocità con cui questi sistemi possono eseguire calcoli e soluzioni di modello è molto più rapida ed efficiente rispetto all’elaborazione computerizzata standard. Stiamo vivendo tempi nuovi, in cui la ricerca scientifica e tecnologica stanno accelerando nel periodo dell’emergenza, per consegnare all’umanità metodi ancora migliori per identificare, gestire e prevenire le malattie su scala globale.

E come motore propulsore dietro a tutto questo c’è la macchina più potente al mondo: il cervello umano.